Mercoledì, 10 marzo 2010
Ma la cultura non è un'azienda
Tomaso Montanari sul Corriere FiorentinoSaranno le indagini fiorentine e, soprattutto, i processi che ne scaturiranno a spiegarci se il singolare connubio tra Protezione Civile e Beni Culturali abbia davvero generato corruzione. L’interrogativo più importante, tuttavia, non riguarda il frutto di quel rapporto, bensì il rapporto stesso.
Cosa c’entrano, infatti, i Beni culturali con la Protezione civile?
Evidentemente persuaso dell’inadeguatezza delle leggi ordinarie, o dei funzionari che devono applicarle, il ministro Bondi ha affidato ad alcuni commissari la gestione di importantissime amministrazioni: dalle aree archeologiche di Roma e Pompei, alla realizzazione della Grande Brera e (fino all’altro ieri) dei Nuovi Uffizi.
Lo stile, ed in alcuni casi anche le persone, dei commissari hanno evidenti legami con la «cultura del fare» propugnata da Guido Bertolaso: e non a caso molti sostengono che il ministero destinato a quest’ultimo sarebbe stato proprio quello per i Beni e le attività culturali. Anche la creazione di una direzione generale per la Valorizzazione dei beni culturali affidata a Mario Resca (già amministratore delegato di Mc Donald’s Italia) si inquadra perfettamente in questo stile apparentemente efficientista.
E anche se ora (ma solo per cause di forza maggiore) la guida dei Nuovi Uffizi torna alla gestione della Soprintendenza, il vento che spira da Roma rimane quello di un interventismo centralista ansioso di controllare, e possibilmente spremere direttamente, l’immenso patrimonio monumentale. Continua a leggere "Ma la cultura non è ... »
Martedì, 9 marzo 2010
‘La Toscana avanti tutta’ va veramente avanti?
É il titolo del programma della coalizione democratica . Di un programma...Paolo Baldeschi su eddyburg
É il titolo del programma della coalizione democratica. Di un programma elettorale, più che i cosiddetti ‘punti concreti’, è interessante capire i sentimenti che intende accendere, il senso comune che vuole evocare e quindi il consenso che si propone di ottenere. D’altra parte, ormai pochi prendono sul serio gli ‘impegni precisi’, sia perché, al contrario, sono spesso espressi in termini generici, sia perché vi sono sempre delle buone ragioni - la crisi, il governo, le emergenze – per disattenderli. Chi potrebbe ritenere – tanto per fare un esempio - un impegno concreto (come tale viene, infatti, presentato a p. 4 del documento) “Difendere il principio del ‘lavoro buono’ e della ‘buona impresa’che ha successo ed è orientata allo sviluppo economico locale, al rispetto dei diritti dei lavoratori e delle comunità di riferimento, in collaborazione con le parti sociali e gli enti locali”. Mi limito perciò a commentare il senso generale del documento, la cultura che vuole esprimere, le speranze che vuole suscitare, in riferimento al solo secondo punto del programma, quello dedicato ad ‘ambiente e territorio’. D’altronde, il territorio, oltre ad essere il tema centrale di eddyburg, è la grande ricchezza della Toscana, il suo ‘cavallo di battaglia’, l’eredità preziosa che deve essere spesa cautamente in termini di sostenibilità e di sviluppo.
Nei punti del programma leggiamo: “Accelerare i tempi per il completamento del ciclo integrato dei rifiuti”. “Valutare anche la sperimentazione di tecniche innovative come gli impianti a freddo e la bio-digestione anaerobica”. “Favorire nelle zone montane una corretta gestione del patrimonio boschivo”. “Sviluppare una pianificazione integrata energia-ambiente-sviluppo economico”. “Migliorare la gestione di parchi ed aree protette”. Ma, meglio ancora, la filosofia del programma è spiegata dalla premessa che recita “L’ambiente e il governo del territorio deve continuare ad ispirarsi ad una logica di utilizzo e preservazione. Sostenibilità energetico-ambientale e sviluppo economico sono infatti due obiettivi resi reciprocamente compatibili dalla crisi attuale. I toscani hanno necessità di tutelare il loro territorio come fattore di sviluppo turistico e agroalimentare, ma al tempo stesso hanno bisogno di produrre lavoro e ricchezza.” Continua a leggere "‘La Toscana avanti tutta’ ... »
"Le stoffe di casa con i soldi del G8"
Carlo Bonini su la RepubblicaROMA - Per Diego Anemone, Angelo Balducci, Fabio De Santis e Mauro Della Giovampaola si fa dunque notte fonda. Il gip di Perugia respinge la richiesta di scarcerazione che le difese (ad eccezione di quella di De Santis) avevano depositato all'indomani degli interrogatori di garanzia del 3 marzo. E nel farlo accoglie gli argomenti con cui la Procura documenta oggi un quadro indiziario che, se possibile, si fa ancora più denso. Che riduce gli argomenti difensivi sin qui proposti dal nocciolo duro della "cricca" ora a circostanze "irrilevanti", ora a sintomi di una "menzogna" dalle gambe corte.
"Quanto detto dagli indagati nel corso degli interrogatori di garanzia del 3 marzo - si legge infatti nelle tredici cartelle del "parere negativo alla scarcerazione" redatto dai pubblici ministeri - non scalfisce il costrutto probatorio raccolto sulla base delle lunghe investigazioni, per altro confermate dalle prime acquisizioni investigative operate dopo le misure cautelari". Di più: "Non presenta significativo pregio e non sposta, in punto di sussistenza di gravi indizi, la valutazione degli elementi a carico degli indagati". Pubblici funzionari e imprenditori privati erano "la stessa cosa" da liberi - argomentano i pubblici ministeri - e restano "la stessa cosa" da detenuti. Dunque, "non si può presumere che la profonda e articolata rete di interessi che legano Balducci, De Santis e Della Giovampaola con l'imprenditore Diego Anemone, possa essere interrotta da un momento all'altro".
Del resto, la censura radicale che la pubblica accusa (e a questo punto anche il gip) muove alle dichiarazioni messe a verbale il 3 marzo scorso da Anemone, Balducci e Della Giovampaola entra nel merito. E, in almeno un caso (per altro inedito, come vedremo), svela le difficoltà oggettive di indagati che non riescono a dare una spiegazione alternativa e plausibile a ciò che gli viene contestato. Parliamo di Angelo Balducci. Continua a leggere ""Le stoffe di casa ... »
Lunedì, 8 marzo 2010
Il Passaggio di Cavallano: Puntualizzazioni del Coordinatore Comunale del Pd
Riceviamo questo scritto di Bruno Melani, Coordinatore del Partito Democratico di Casole d'Elsa a proposito delle affermazioni dell'assessore all'urbanistica Andrea Pieragnoli, che sembrano smentite dalle verifiche compiute dal cittadino Andrea Armanti.Speriamo in una risposta da parte dell'assessore Andrea Pieragnoli, che smentisca l'impressione diffusa di una urbanistica "alla carlona".
Con una postilla.
Credo che l'Assessore Pieragnoli sia in buona fede e continui a sostenere quanto votato su indicazione del Sindaco Pii e con la consulenza dell'Avv. Tagliaferri nella seduta del 28 Luglio 2009, in merito all'edificio di Cavallano.
L'Avv. Tagliaferri ricorderete sosteneva essere il passaggio pubblico e su questo ha basato la sua consulenza.
In merito ho scritto all'Avv. Tagliaferri (che ha girato il tutto con la sua risposta al Sindaco Pii) indicando che il SIT del comune non confermava le sue posizioni, tant'è che la Giunta ha presentato nella variante di assestamento, una modifica, dove si vuol rendere quel passaggio PUBBLICO.
L'Assessore non ricorda questo particolare e può anche essere che il Sindaco non ha informato i suoi collaboratori dello scritto dell'Avv. Tagliaferri.
Ricordo all'Assessore che il Consiglio Comunale in materia di Approvazione della Variante era diretta da Lui stesso.
Ai soli fini della correttezza dei fatti.
Bruno Melani
Postilla di Casolenostra
"Al di là delle differenze politiche tutti gli italiani si riconoscono e credono nei valori della Costituzione". Lo ripete il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ricevendo al Quirinale il mondo femminile in occasione della festa dell'8 marzo. Il capo dello Stato è convinto che "al di là di ogni differenza di modi di pensare e di posizioni politiche profonda è tra le italiane e gli italiani la condivisione del patrimonio di valori e principi che si racchiude nella Costituzione repubblicana, a coronamento di una lunga e travagliata esperienza storica". Tra questi valori, sottolinea Napolitano, ci sono "l'impegno civile, la solidarietà, il rispetto della legalità", "valori fondanti del nostro vivere civile".
Cavallerizzo, il paese franato. Le New Town "made in Bertolaso”? Abusive
Da il Fatto QuotidianoChe fosse un gran pasticcio – e non soltanto per la spesa: ben 60 milioni di euro – s'era capito da tempo. Il pasticcio, però, ieri è stato certificato da una sentenza del Tar del Lazio. La “new town” calabrese fortemente voluta dalla Protezione civile targata Guido Bertolaso - il nuovo centro urbano che avrebbe dovuto sostituire Cavallerizzo, il paese colpito da una frana nel 2005 - rischia di franare, a sua volta, sotto i colpi degli atti giudiziari.
La “new town” - tuttora incompleta - è infatti priva d'un elemento essenziale: la procedura di valutazione ambientale. Non solo. È stata annullata la decisione di “delocalizzare la frazione di Cavallerizzo”: il Tar ha “annullato il verbale del 31 luglio 2007, con il quale, la conferenza dei servizi, ha approvato il progetto definitivo di ricostruzione in località Pia-nette”. Semplificando: è stato annullato l'atto che disponeva la delocalizzazione, ovvero la costruzione della “new town” che quindi, adesso, non poggia su alcun fondamento giuridico. Il ricorso è stato presentato dall'associazione “Cavallerizzo Vive” e il suo accoglimento, ottenuto dagli avvocati Riccardo Tagliaferri e Alberto Carretti, può produrre conseguenze molteplici.
Innanzitutto: l'interruzione dei lavori, in ritardo già d'un anno e costati, finora, sessanta milioni di euro. Senza contare le ripercussioni sociali: la “de-localizzazione” ha già spaccato la comunità di Cavallerizzo, divisa tra chi desidera una nuova casa in un nuovo paese, e chi, al contrario, sogna di recuperare la vecchia casa nell'antico borgo. La sentenza emessa ieri dal Tar rischia ora di esasperare gli animi. Ed è il segno tangibile che la “soluzione” della “new town” non ha risolto nulla: a cinque anni dalla frana, il nuovo paese non è completato; gli abitanti vivono in affitto e le pigioni sono pagate con i soldi dello Stato; la comunità è lacerata in maniera irreparabile. Certo, il governo e la Protezione civile, ricorrendo al Consiglio di Stato, potrebbero ribaltare la situazione, ma la sentenza di ieri dimostra un fatto: il pasticcio c'è. E non vale, per risolverlo, ricorrere al dogma dell'emergenza. Continua a leggere "Cavallerizzo, il paese ... »
Domenica, 7 marzo 2010
La Nostalgia dei Vecchi Partiti: Nessuno ha Fiducia in Quelli di Oggi
Ilvo Diamanti su la Repubblica interpreta la tristezza di chi osserva sconsolato "i partiti personali", gli ex democristiani guidati dall'ex nemico comunista, i partiti senza fissa dimora, quelli che non possono parlare di politica, i non-partiti.E rimpiange i tempi in cui i progetti politici erano effettivamente politici.
Non sappiamo come finiranno le prossime elezioni regionali. Sappiamo, però, che sono cominciate malissimo. E, prima ancora del voto, conosciamo già il nome degli sconfitti. I partiti. Nelle democrazie occidentali, compresa l'Italia, sono gli attori politici attraverso cui si è realizzata la democrazia rappresentativa. Anche dopo che la politica si è personalizzata e mediatizzata.
Perché i partiti organizzano e orientano l'azione degli eletti nelle istituzioni rappresentative. Perché, prima ancora, partecipano alle elezioni, presentano liste e selezionano i candidati. Lo stesso Berlusconi, per entrare in politica, ha dovuto fondare un partito personale. E lo ha allargato, nel 2007, annettendo An a Fi. Per inseguire il centrosinistra, dove, dopo dieci anni e oltre di esperimenti e discussioni, i Ds e la Margherita si erano alfine riuniti nel Pd.
Un progetto ancora incerto, come abbiamo già scritto nelle settimane scorse. Il Pd. Un partito senza fissa dimora. Incapace di imporre e perfino proporre candidati propri in regioni importanti, come la Puglia e il Lazio (senza nulla eccepire sulla qualità di Vendola e della Bonino. Anzi). Incapace di indicare e affermare una strategia comune di alleanze. Tuttavia il Pdl, il primo partito per consensi elettorali e per peso parlamentare, ha fatto molto peggio. Continua a leggere "La Nostalgia dei Vecchi ... »
«Lei» al posto del «tu»: La Politica Torna all'Era De Gasperi
Sul sito del Pd di Casole d'Elsa si legge:"Dopo il mio intervento, l’arroganza, solita dell’uomo che si sente forte, tuona con il classico “mi dia del Lei”, dimenticandosi che era stato lui a chiedere del “tu” in un assemblea a Pievescola nel lontano marzo 2009, tempi oramai lontani."
Palazzo: Il diktat di Berlusconi ai suoi
Fernando Proietti sul Corriere della Sera
La notizia è così inconsueta che certo non può fare ulteriori danni alla dialettica, a volte arruffona, tra gli inquilini del Palazzo.
E allo stesso cerimoniale televisivo, spesso stravolto dalle performance urlate dei suoi maldestri attori della politica. Anzi. Silvio Berlusconi avrebbe decretato, infatti, la fine del «tu» confidenziale con gli avversari dell' opposizione in vista della campagna per le Regionali di primavera. Un cambio di strategia comunicativa che il premier già aveva sperimentato nel 2006, al tumultuoso convegno della Confindustria a Vicenza. Quando, interrotto da Diego Della Valle, aveva replicato con un seccato: «Mi dia del lei, non del tu».
Che fa il paio con il mitico «cribbio» rivolto a Michele Santoro nel pieno di una sua trasmissione.
Tra Berlusconi e Mr.Tods ben presto l' allocuzione di riferimento è tornata a essere l' amichevole tu. Anche se memorabile della serie resta il «da oggi mi dia del lei», rivolto dal poeta Cardarelli al suo devoto accompagnatore, il mite prof Piazzolla (per questo ribattezzato in via Veneto Sancho Pancia) che aveva avuto l' ardire di far leggere i suoi versi al maestro. Continua a leggere "«Lei» al posto del «tu»: ... »
Scritto da Casole Nostra
at
15:20
| Commenti (0)
| Trackbacks (0)
Tags: casole - territorio, costume
Umiliati gli Onesti
"E smetterei di parlare di giunte di destra e di sinistra e di confrontare sempre ogni disastro che succede in Italia con la situazione di Casole." scrive Anna Secchi su questo Blog. (n.d.g.d.C.N.)Concita De Gregorio su l'Unità
Il partito del fare e del malaffare, del fare un po' come gli pare - dell'abuso e del condono, del sopruso e del perdono, della cricca che sono - ha digrignato i denti e sfoderato braccia tese, ha minacciato mostrando la bava, «non ci fermeremo davanti a niente», poi ha fatto la voce sottile e il pianto da vittima quando del danno era artefice. Ha infine preteso, battendo i pugni, di cambiare le regole in corsa. Prima della Costituzione (articolo 72, nessun decreto in materia elettorale) ha infranto, gettandolo a terra tra risa di disprezzo, quel che resta del senso dello Stato. Ha insultato milioni di persone per bene che vivono ogni giorno nel rispetto delle regole pagandone il prezzo. Li ha - ci ha - resi ridicoli, sudditi a capo chino di un tiranno. Costoro, le persone per bene, sono furibonde ed hanno ragione: chi sta in fila a affoga tra le carte per un permesso di soggiorno, un'iscrizione a scuola, un concorso, un bollo scaduto, il rinnovo di un contratto, una concessione edilizia avrà da oggi la possibilità di sanare per decreto irregolarità burocratiche e ritardi? Certo che no.
Eppure ciascuna di queste regole da rispettare corrisponde ad un diritto. Il diritto alla cittadinanza, all'istruzione, al lavoro, alla casa. Si potrà dire, da domani, che dovendo scegliere tra un ritardo nell'iscrizione a scuola e il diritto ad andarci prevale il secondo? No. Chi ritarda di mezz'ora sarà escluso. L'elasticità vale solo per chi può imporla con l'abuso. Dunque gli italiani onesti sono furenti: se fosse accaduto alla sinistra avremmo avuto un decreto del governo? Difficile. Pagheranno una multa i ritardatari come si paga la mora sulle bollette? Non sembra proprio. La regola vale per il deboli, l'arbitrio per i forti. Forse Milioni quello del panino è stato radiato dal Pdl per manifesta incompetenza? No, lo si è visto anzi in queste notti dalle parti di Palazzo Chigi. Dunque era un disegno, l'ennesima furbizia per alzare fumo? Che triste giorno, il 5 marzo. Un nuovo 8 settembre, scriveva ieri Alfredo Reichlin. «Fino a che punto siamo consapevoli che l'Italia è arrivata all'appuntamento con la storia?». Ecco, lo siamo? Continua a leggere "Umiliati gli Onesti" »


