Sabato, 31 luglio 2010
Abruzzo. 10 movimenti e associazioni contro la nuova Colata
L’azione congiunta degli ambientalisti abruzzesi contro una devastante legge. Un comunicato stampa del 24 luglio 2010
In arrivo in Abruzzo la legge “Colata”. Un sacco edilizio rovinerà per sempre la regione? In Consiglio Regionale il blitz estivo per approvare una proposta di legge sull'edilizia. Dieci associazioni: favorisce i talebani del cemento a discapito dell'innovazione in edilizia.
Dieci movimenti e associazioni ambientaliste hanno denunciato in una conferenza stampa svoltasi a Pescara il tentativo di colpo di mano pro-cemento in corso presso il Consiglio Regionale per la discussione di un nuovo Testo Unico per l'Edilizia.
WWF, Italia Nostra, Altura, Mare libero, LIPU, Marevivo, Mountain Wilderness, Pronatura, Abruzzo Social Forum e Legambiente hanno ribattezzato la proposta di legge “Legge Colata” per la valanga di cemento che potrebbe definitivamente stravolgere il paesaggio e il territorio abruzzese. Un nuovo sacco edilizio in una regione che ha una delle coste più cementificate d'Italia e che vede le sue aree collinari e interne trasformarsi in periferie e villettopoli prive di qualità. Tante le criticità di una legge che, invece di trattare i problemi dell'edilizia cercando di rilanciare il settore riqualificando i centri urbani, punta ad una profonda deregulation che favorisce solo i costruttori più retrivi e i grandi interessi a discapito della qualità urbana e del paesaggio. In particolare le associazioni contestano i seguenti punti:
1)ANTENNA, ELETTRODOTTI E GASDOTTI SELVAGGI: se passasse la legge nell'attuale formulazione la realizzazione di elettrodotti, antenne per la telefonia, gasdotti ecc., ancorchè proposti da privati, costituirebbero un'automatica modificazione dei piani regolatori. Quindi si tornerebbe ad “antenna selvaggia” anche dentro i centri storici senza alcuna possibilità di pianificare da parte delle amministrazioni comunali. E' una norma totalmente ingiustificata che tutela esclusivamente gli interessi dei grandi gruppi a discapito dei cittadini. Continua a leggere "Abruzzo. 10 movimenti e ... »
Venerdì, 30 luglio 2010
L'Assedio
Da più di un anno la giunta di Casole è in una posizione di stallo, assediata da più fronti. Il fronte di destra.
Nel sito Pensarecomune si legge "etichettarci come 'la destra casolese' non ci offende, ci fa solo sorridere", però poi, quando si tratta di discutere la politica del governo (lodo Alfano, legge bavaglio, tagli agli enti locali, tagli alla scuola) la giunta si sottrae alla discussione con argomenti tanto fragili quanto imbarazzati. La realtà è che il governo nazionale non può essere messo in discussione (qualsiasi cosa faccia) perchè la giunta di Casole perderebbe il sostegno del Pdl provinciale. Forse è a causa di questo veto che il sindaco Pii non si è potuto presentare alle celebrazioni dell'ANPI del 18 luglio alle Carline.
Per lo stesso motivo nessuno ha mai sentito pronunciare da Pieri Pii (una volta comunista ortodosso) una sola parola contro il governo Berlusconi, neanche quando questi affonda gli enti locali con una disastrosa manovra finanziaria.
Il fronte di sinistra.
Sul versante opposto il Pd continua ad incalzare il sindaco sulla questione morale, le assunzioni di responsabilità nel disastro economico-edilizio, sull'abile temporeggiare nelle questioni de Le Vigne, sulle discariche che andrebbero bonificate, la trasparenza, l'economia, il fotovoltaico sui terreni agricoli, i provvedimenti disciplinari, le distanze tra edifici, san Severo, Pietralata, le promesse economiche non mantenute.
Il sindaco sa bene che ogni delibera approvata con i quattro no dell'opposizione viene esaminata con attenzione da provincia e regione, e le argomentazioni di quei no prese in seria considerazione. Probabilmente per questo lo stesso sindaco aveva tentato (fallendo per aver sottovalutato la reazione della società civile) il rientro nel Pd già poco dopo la sua elezione.
Il fronte dei sindaci.
C'è poi il fronte delle amministrazioni locali: i sindaci della provincia di Siena coordinano una politica dalla quale il comune di Casole viene sostanzialmente escluso, quando non si esclude da sé. Casole è così costretta a sedersi in margine e a subire la politica degli altri.
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Giovedì, 29 luglio 2010
Piero Bevilacqua «Sud, green economy e un piano del lavoro per uscire dal guado»
Un’idea diversa per affrontare oggi la questione del Mezzogiorno, in un’intervista dello storico dell’ambiente. Bruno Gravagnuolo su l’Unità
Lo storico meridionalista: i miliardi calati dall’alto sarebbero facile preda della mafia. Sì a tante attività nel territorio, dall’agricoltura al turismo
Ci vuole un piano del lavoro di nuovo tipo per il Sud, non l’ennesima erogazione di miliardi per le infrastrutture calati dall’alto, facile preda di mafia e clientele». Commenta così Piero Bevilacqua, calabrese, 65 anni, storico contemporaneo a Roma l’ultimo Rapporto Svimez per il Mezzogiorno. Un report la cui drammaticità lo studioso non sottovaluta affatto, a partire dall’allarmante decrescita del Pil, dalla disoccupazione e dal rischio povertà. E però le idee di Bevilacqua meridionalista di sinistra e teorico della green economy sono altre: ambiente, agroalimentare «green», risanamento dei centri interni, forestazione. Con in più una rete di centri universitari di tipo francese mirati su «scienze umane» e territorio. E poi attorno, a venire, le infrastrutture. Ma soprattutto, «niente riedizioni della Cassa per il Mezzogiorno e niente retorica tremontiana sulla Banca per il Sud». Tutte proposte che vedranno la luce in gennaio in un libro per Laterza intitolato La grande distruzione e con un capitolo ad hoc: «Un piano del lavoro per la gioventù».
Sentiamo Bevilacqua. Professore, per Svimez il Sud va sempre più indietro e da 8 anni cresce meno del Nord. Da dove viene la recessione a Mezzogiorno?
«Sono dati che non mi sorprendono, indici di un degrado che si vede già da alcuni anni. Il flusso emigratorio è cresciuto, anche se i giovani vogliono rimanere, magari da disoccupati di lunga durata, in attesa di lavoro. Però vorrei segnalare che la questione è globale. Il Sud vive nell’economia-mondo, e sconta la crisi mondiale». Continua a leggere "Piero Bevilacqua «Sud, ... »
Mercoledì, 28 luglio 2010
Beni Comuni
Due successi (acqua e informazione), un tema (difesa dei beni comuni), un insegnamento (una nuova politica può esserci).Norma Rangeri su il manifesto
Un passo avanti sul disegno di legge delle intercettazioni e lo straordinario successo della raccolta di firme per i referendum sull'acqua. Apparentemente, due fatti sconnessi. A guardar meglio, la libertà di indagine e di informazione, come l'acqua pubblica sono battaglie, democratiche e radicali che o hanno scavalcato i partiti o li hanno costretti a guardare fuori di sé.
Accade quando si torna a interpellare il popolo sovrano su contenuti semplici ma cruciali (l'acqua bene comune), e quando l'informazione fa il suo mestiere contro il potere, tutelando l'altro bene comune, la libertà di espressione. Se la politica cambia strada, offre obiettivi, il paese risponde, si muove, c'è.
Nella vicenda della libertà di indagine e di informazione, lo schieramento parlamentare di centrosinistra (sostenuto dalla vigilanza del capo dello stato), è stato fortemente sospinto nel percorso istituzionale da una martellante campagna di stampa, a sua volta causa e effetto di una attenzione dell'opinione pubblica spontaneamente scesa in piazza con manifestazioni nazionali come non si ricordava da tempo (il 3 ottobre in piazza del Popolo, il 5 dicembre a S.Giovanni, per citare le più clamorose). E, alla fine, pur nelle nebbie del conflitto di interessi (eredità bipartisan) o tra le sirene dei governissimi, le notizie sulla ragnatela corruttiva che divora l'economia e le istituzioni italiane sono arrivate a (quasi) tutti. La questione immorale ha rotto il muro omertoso del sistema berlusconiano e il governo è stato costretto a ingoiare il bavaglio che avrebbe dovuto piegare i magistrati e zittire il paese.
Ancora non è chiaro l'approdo definitivo della legge (il Pdl fa buon viso, i finiani esultano, Berlusconi se ne lamenta), tuttavia l'impianto è stato sconnesso da un emendamento (l'udienza-filtro) che consente di tutelare la privacy e insieme di pubblicare le intercettazioni ritenute rilevanti da accusa e difesa. Ma colpi di coda e reazioni da caimano sono sempre nel conto. Continua a leggere "Beni Comuni" »
Martedì, 27 luglio 2010
La Costituzione del Cemento
Salvano le zone tutelate per legge (e la faccia) dalla cementificazione, ma consentono la distruzione del territorio, senza se e senza ma.Salvatore Settis su la Repubblica, 20 luglio 2010
Profeticamente, Roberto Saviano ha scritto in Gomorra: «La Costituzione si dovrebbe mutare. Scrivere che si fonda sul cemento e sui costruttori. Sono loro i padri. Non Parri, non Einaudi, non Nenni, non il comandante Valerio». «Cementifici, appalti e palazzi quotidiani: lo spessore delle pareti – prosegue Saviano – è ciò su cui poggiano i trascinatori dell´economia italiana». Proprio questo sta accadendo. Il 4 giugno Tremonti annuncia l’intenzione di modificare l’articolo 41 della Costituzione, secondo cui «la legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali»: secondo il ministro, invece, bisogna «uscire dal Medioevo per liberare le imprese». Il "nuovo" articolo 41 deve cancellare i controlli, imporre una totale deregulation.
E infatti l’8 luglio il senatore Azzollini presenta al Senato un emendamento alla "manovra" economica secondo il quale il costruttore può avviare cantieri senza alcun permesso, producendo contestualmente un’autocertificazione ("segnalazione certificata di inizio attività", o s.c.i.a.), valevole anche nelle aree vincolate, e lasciando alle amministrazioni l’opzione di un controllo ex post. Proprio come se la riforma costituzionale vagheggiata da Tremonti (che le Camere non hanno nemmen principiato a discutere) fosse già passata. L’Italia diventerebbe così, secondo la profezia di Saviano, una Repubblica fondata sul cemento. Peggio: anche in caso di falsa dichiarazione, con l’emendamento Azzollini i lavori già iniziati sarebbero "blindati", consolidandosi 30 giorni dopo la dichiarazione (anche se falsa), e senza sanzioni né per l’impresa né per il costruttore, a meno che le amministrazioni non dimostrino «un danno grave e irreparabile per il patrimonio artistico, l’ambiente, la salute». Insomma, piena licenza di abusivismo per i danni ambientali "di modica quantità" (a giudizio delle stesse imprese); un’escalation brutale anche rispetto ai condoni edilizi che abbiamo subito. Continua a leggere "La Costituzione del Cemento " »
Lunedì, 26 luglio 2010
I Nuovi Intellettuali della Terra
In nuce, alcuni tratti fondamentali di un possibile nuovo rapporto fra politica, territorio, lavoro manuale e saperi. Carlo Petrini su la Repubblica
Oggi in Italia non è facile inquadrare la figura del contadino. È un mondo in parte sommerso e davvero molto sfaccettato. Quel che è sicuro è che sono pochi, sempre più anziani, spesso immigrati e tutti in grande difficoltà economica. Sono una categoria debole perché sono passati dall´essere quasi metà della popolazione attiva nel secondo dopoguerra a uno scarso cinque per cento: in termini di voti contano pochissimo e non è difficile capire perché siano una lasciati un po’ a se stessi. Oggi fare agricoltura è quasi regolarmente un’attività in perdita, i giovani non vogliono ripetere la vita dura dei loro padri e, se non si metteranno in atto cambiamenti rilevanti, non ci saranno grandi prospettive. Non è un caso che siano molti gli immigrati nelle nostre campagne, alcuni regolari e anche ben pagati, oppure irregolari in nero, braccianti per pochi euro. Però sono tutti molto preziosi, perché svolgono mansioni che nessuno sa o vuol più fare.
Insomma, si può dire che il contadino continui, nella sua miglior tradizione, a essere l’ultima ruota del carro. Da quando ha smesso di fare parte di una massa consistente, poi, ha anche perso appeal agli occhi dei politici, che fino a una ventina d’anni fa li corteggiavano regolarmente. Infatti chiedersi se il contadino è di destra o di sinistra oggi non ha più molto senso. Va dato atto alla Lega di aver prestato attenzione ad alcune rivendicazioni di una loro parte, quella più "industrializzata", ma credo che il contadino oggi si ponga in un contesto politico ben lontano dalle attenzioni dei partiti. È aggrappato alla terra e strozzato da un mercato senza pietà, vive isolato in campagne assediate dal cemento, dove praticare un po’ di socialità, anche solo per svagarsi, è impresa ardua. Continua a leggere "I Nuovi Intellettuali ... »
Scritto da Casole Nostra
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09:47
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Tags: agricoltura, opinioni e contributi
Domenica, 25 luglio 2010
Diluvio di Cemento sull'Italia
Legambiente denuncia gli effetti deleteri del modello di sviluppo che ha deturpato il paesaggio. Allegato l’onesto dossier dell’associazione sul consumo di suolo. Carlo Lavalle su la Stampa.it Ambiente
Il dossier di Legambiente
Quattro milioni di abitazioni, 3 miliardi di metri cubi di cemento, 21 mila 500 chilometri quadrati di suolo consumato. Sono i numeri dell'aggressione all'ambiente e al paesaggio italiano realizzata negli ultimi quindici anni, dal 1995 al 2009, documentata dal dossier di Legambiente “Un'altra casa?”, presentato a Roma giovedi 15 luglio nella sede del Senato di Palazzo Bologna.
Un lavoro di grande spessore informativo che oltre ad utilizzare dati Arpa, Ispra e Istat si avvale di quelli raccolti dalle Regioni, rielaborati attraverso l'attività condotta dal Centro per le Ricerche sul Consumo di Suolo. Il risultato è un importante contributo alla conoscenza dei processi di trasformazione del territorio nazionale e dei problemi generati da un incontrollato e inarrestato sviluppo urbano ed edilizio.
Una dinamica quest'ultima per un verso assecondata da una politica di esasperata deregulation - la misura più recente è la Scia (segnalazione certificata di inizio attività) - che ha abbassato controlli, abolito programmazione e consentito uno sfrenato abusivismo; per l'altro sostenuta da una forte speculazione in grado di determinare un'impennata del valore degli immobili e dei canoni di affitto.
A tale riguardo, nelle principali aree urbane e nei Comuni limitrofi, secondo Legambiente, si è continuato ad edificare in un quadro di rialzo dei prezzi che “prescinde totalmente dai costi di costruzione (nell'ordine di 4 a 1)”. Per Giovanni Caudo, docente all'Università di Roma TRE e uno tra i relatori del convegno, in questi anni le case sono “diventate di carta”, attratte nell'orbita del mercato finanziario per alimentare più la redditività delle imprese che non i bisogni effettivi delle famiglie. Continua a leggere "Diluvio di Cemento ... »
Sabato, 24 luglio 2010
La Proprietà Privata è un Furto (Almeno dei Beni Comuni)
Il ruolo della difesa dei beni comuni territoriali nel quadro dell’aggressione globale del sistema capitalistico e nella dialettica tra locale e generale. Marcello madau su il manifesto sardo.
Capita, nella costruzione continua di questa nostra esperienza digitale, di dover riflettere sul senso delle battaglie e sulla direzione – o le direzioni – che potrebbero o dovrebbero prendere. Proporre punti ed elaborare strade da percorrere, persino idee strategiche, con quel misto fra libertà e irresponsabilità che ti concede il non appartenere ad alcun partito.
Continua a convincermi l’idea che tutto si stia giocando sulla gestione del territorio. Banale, perché tutto è territorio: pure è importante evocare questo termine, poichè ci permette di stabilire uno scenario, e assumerlo come il campo delle azioni importanti. E azioni fra le più importanti per una strategia democratica da svolgere nel territorio sono quelle sui beni comuni.
Molti fra i beni comuni fondamentali sono al crocevia fra storia e natura. E il patrimonio culturale e ambientale, non tanto e solo nei musei, ma quello dei luoghi, attraversabile dai nostri corpi, sta subendo un attacco senza precedenti. Un nucleo basilare della nostra esistenza viene ad essere particolarmente leso. Continua a leggere "La Proprietà Privata è un ... »




