In Ricordo di Mario

mario_batoni_cMilano, 29 maggio ’17

Venerdì mattina, 26 maggio ’17, ho ricevuto una telefonata che non avrei mai voluto ascoltare. Mi veniva annunciata la morte, nella giornata di giovedì 25, di Mario Batoni, per una malattia del cui decorso ho condiviso molti momenti.

Ho conosciuto Mario molti anni fa insieme con la persona meravigliosa che è Valeriana, e da allora c’è stato un rapporto sempre più forte e un’amicizia sempre più profonda, quella per intenderci che non ha bisogno di molte parole per rendersi manifesta.

Con Mario (e vorrei dire sempre anche con Valeriana) abbiamo percorso un lungo tragitto, che adesso sembra irrimediabilmente spezzato. Così non è invece, perché la memoria di una persona vive nella continuazione di quelli che erano i suoi ideali, che saranno portati avanti con fermezza come abbiamo sempre fatto.

Mario era dotato di un’intelligenza estremamente vivace, era perennemente curioso, aveva uno spirito critico sempre in grado di cogliere l’essenza dei vari problemi che venivano affrontati. Dialogando con lui si aveva la certezza di imparare, di non subire prevaricazioni, di essere ascoltati quando era necessario, di cercare di capire le complesse problematiche di un mondo in continuo e drammatico cambiamento.

Era una delle pochissime persone che acquistava più di un quotidiano, proprio perché riteneva che fosse necessario porre attenzione alle diverse interpretazioni che i giornali avrebbero potuto fornire sullo stesso fatto, e questo per me è un esempio di grande maturità e di apertura mentale.

Mario era anche un ospite di grande gentilezza e generosità; arrivare da lui e da Valeriana equivaleva a sapere che si sarebbe trascorsa una serata in armonia, in amicizia e nel pieno rispetto gli uni degli altri. Mario era un signore vero che spesso ho visto fare delle scelte magari “pesanti” per lui ma che potevano rendere l’amico o l’ospite felice.

Con Mario Batoni abbiamo percorso anche un lungo tratto di attiva militanza politica. Questo percorso si è rivelato molto più difficile di quanto potessero pensare due persone che nulla avevano da guadagnare e che avevano come unico obiettivo di cercare di fare il meglio per una Comunità. L’esperienza si è conclusa negativamente, come noto, ma questo nulla toglie allo spirito di servizio con il quale ci eravamo dedicati ai problemi che man mano ci trovavamo di fronte. Non siamo stati soli in questa esperienza e anche a nome di Mario so di poter ringraziare di cuore molte persone che ci avevano dato il loro supporto. Lo interessavano anche altre problematiche o meglio altre battaglie, per l’ambiente, per l’accoglienza, per il rispetto reciproco, per il riconoscimento del valore straordinario del Paesaggio di Casole, per un profondo impegno contro gli insediamenti geotermici. Il suo passato sindacale ne faceva anche un compagno straordinario nella discussione dei problemi riguardanti il lavoro, per i quali Mario dimostrava una sensibilità e una lucidità di giudizio davvero fuori dal comune.

Con Mario abbiamo perso un amico vero, un compagno di strada, una persona molto difficile da trovare, un vero signore.

A Valeriana, un abbraccio fortissimo in un momento per lei così doloroso.

Anch’io vorrei ricordare Mario con una poesia composta da Josè Saramago, premio Nobel della Letteratura nel 1998, che sottolinea l’importanza di una continua ricerca e di una persistente inquietudine tesa a migliorare sempre il proprio patrimonio culturale e la propria apertura mentale.

Il viaggio non finisce mai.
Solo i viaggiatori finiscono.
E anche loro possono
prolungarsi in memoria,
in ricordo, in narrazione.
Bisogna ricominciare,
il viaggio, sempre.

J. Saramago – Nobel della Letteratura 1998

Vorrei chiudere questo ricordo e vorrei sperare che molti che hanno conosciuto Mario possano condividerlo con affetto.

Dario Conte, con Luisella e Pietro

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