Geotermia: Aree Idonee e Politica Non Idonea

Ieri sera, nel Palazzo Bizarrini di Radicondoli, il PD ha incontrato i cittadini per discutere delle aree non idonee allo sfruttamento geotermico.
Era presente la segretaria del PD di Radicondoli, l’assessora all’ambiente della regione e due consiglieri regionali. L’assessora Fratoni ha spiegato il significato e la valenza dell’identificazione delle aree non idonee, parlando con grande onestà e competenza, insistendo più volte sul fatto che i dirigenti regionali rischierebbero pesanti ritorsioni economiche se i permessi venissero ritirati. Dalle sue parole si è capito che la Regione Toscana si è messa in un pasticcio colossale per aver concesso i permessi per le prospezioni senza valutarne le conseguenze sul territorio e sulla diffusa economia del paesaggio.

Un pasticcio così grande che ora, anni dopo aver concesso i permessi, la Regione chiede ai comuni di identificare le aree non idonee alla geotermia. Anche un neonato capirebbe che questa cosa si sarebbe dovuta fare prima. Farlo ora dà ai cittadini l’immagine di un partito che non è in grado di fare scelte politiche al momento opportuno, un partito che non è stato in grado di capire che la frammentazione del territorio in piccole aree geotermiche avrebbe generato il Far West e un conflitto insanabile con la popolazione.

E’ noto che quando un partito non sa fare politica allora si appella alla legge, allarga le braccia e si nasconde dietro la norma, il regolamento, nella speranza che i cittadini non ricordino che le leggi vengono fatte dalla politica e che la politica può cambiarle. Se vuole.

Così, quando qualcuno ha fatto osservare che il Partito Democratico non ha saputo pianificare lo sviluppo geotermico concentrando, per esempio, gli impianti in una piccola area già industrializzata, mettendo la Regione al centro di una mediazione tra ENEL e le nuove imprese, l’assessora Fratoni ha risposto con una certa stizza (conferma che la questione è un nervo scoperto) che la cosa non è tecnicamente possibile. Per essere però contraddetta pochi secondi dopo dal consigliere regionale Bezzini, che ha sottolineato che il compito della politica deve essere proprio quello di pianificare. Anche le aree idonee alla geotermia.

Bezzini ha portato l’esempio delle strade. Concedere i permessi geotermici è stato come concedere a ciascuno il permesso di costruire la propria autostrada: il caos, un patchwork di iniziative scorrelate, conflittuali, incoerenti e disorganizzate. Oggi la geotermia in Toscana è questo. Ma l’assessora Fratoni non la pensa come Bezzini, ritenendo piuttosto che il compito della politica regionale non sia quello di fare pressione sulla politica nazionale (che peraltro è in mano allo stesso partito) chiedendo al Governo di mettere in agenda la pianificazione dello sviluppo geotermico. Per l’assessora Fratoni questo non è tecnicamente possibile. Insomma sembra che per qualche motivo per il PD fare politica non sia tecnicamente possibile.

E mentre i cittadini osservavano perplessi la profonda divergenza di opinione tra l’assessora all’ambiente e il consigliere regionale, è intervenuta la segretaria del Partito Democratico di Radicondoli che ha affermato candidamente e contro ogni evidenza scientifica e numerica, che la geotermia non confligge con il turismo, ma che anzi crea ulteriori possibilità. Smentendo le parole dell’assessora all’ambiente che poco prima aveva parlato di come governare questo conflitto. Insomma, tre esponenti del PD e tre opinioni diverse e in pesante contraddizione le une con le altre, opinioni che hanno confermato  ai cittadini l’impressione di un partito che non sa che pesci pigliare, che si è infilato in una trappola senza uscita.

Tornando alla metafora del consigliere Bezzini, la geotermia in Toscana è come una città in cui ogni cittadino è libero di mettere sulla propria strada i segnali stradali che preferisce. Sensi unici, divieti di sosta, inversioni di marcia stabiliti solo localmente senza alcuna correlazione gli uni con gli altri. Che tipo di viabilità garantisce una strategia di questo tipo?
La politica è (era) invece l’arte di prendere delle decisioni, di assumersi responsabilità, di fare compromessi, di cambiare le leggi, non quella di dire fate un po’ come vi pare, poi magari troviamo le aree non idonee ai sensi unici o ai divieti di sosta. Salvo poi dover fronteggiare la ritorsione economica di chi su quel senso di marcia ha investito i propri soldi, il vero leitmotiv della riunione di ieri.

Una disorganizzazione e un dilettantismo politico, quello della Regione Toscana, che si scontra con la competenza, l’educazione, la puntualità delle osservazioni dei cittadini, che del resto sono le uniche vittime dell’anarchia della segnaletica geotermica. Una disorganizzazione che molto probabilmente alle prossime elezioni consegnerà il governo regionale al primo Masaniello che cavalcherà la protesta antigeotermica.

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