Il Giorno degli Sciacalli

La sentenza Le Vigne, pubblicata sul sito del Comune di Casole d’Elsa, è un testo utile e istruttivo per comprendere la forza politica che oggi vuole promuovere l’industrializzazione geotermica della campagna toscana. In uno stato di diritto la sentenza di un tribunale, almeno fino a una sentenza alternativa, rappresenta la realtà dei fatti, la verità alla quale dobbiamo attenerci.
Nelle prime pagine si legge che il Tribunale è stato chiamato ad

accertare e dichiarare la responsabilità dei convenuti in ordine al rilascio dei titoli illegittimi ed alla progettazione ed esecuzione dei lavori abusivi sul complesso immobiliare Podere Le Vigne sopra descritti, che hanno condotto al sequestro penale dello stesso ed al conseguente ordine di demolizione.

Non dice che il giudice deve verificare se siano stati rilasciati titoli illegittimi e siano stati eseguiti lavori abusivi. Questo è già stato accertato e il Tribunale ha anche emesso una conseguente ordinanza di demolizione che non è mai stata eseguita.

Torniamo allora a quel 19 settembre 2007  in cui il segretario di quello che oggi è il PD e che allora si chiamava “Democratici di Sinistra”, esprimeva solidarietà al sindaco e al vicesindaco di Casole d’Elsa e definiva uno squallido sciacallaggio politico le interrogazioni di Italia Nostra sulla legittimità di quelli che ora sappiamo essere con certezza lavori abusivi basati su autorizzazioni illegittime.
Puntare il dito verso ciò che oggi la magistratura ha sancito senza appello, era, per il partito che avrebbe dovuto difendere la legalità, uno squallido sciacallaggio politico.

Un partito normale, un partito realmente democratico, di fronte alle perplessità dei propri elettori avrebbe fermato tutto (se non altro per autotutela) per verificare le carte.
Per i DS (oggi PD) interrogarsi sulle anomale palazzine e la scomparsa del bosco era uno squallido sciacallaggio politico, come se la politica c’entrasse qualcosa.
Forse ritenevano che la massima aspirazione della presidentessa di Italia Nostra fosse un posto di sindaco o di assessore a Casole d’Elsa.

I DS (oggi PD) non si limitavano a insultare i cittadini, ma continuavano il comunicato ribadendo che

il Comune di Casole d’Elsa, insieme ai suoi cittadini, rappresenta la parte lesa in questa vicenda, e per questo l’amministrazione si costituirà parte civile nei confronti di tutti coloro che la magistratura giudicherà colpevoli.

M né i DS né il PD si sono mai costituiti parte civile, e oggi i cittadini (che alla luce della sentenza restano l’unica parte lesa) vengono chiamati a pagare il risarcimento ai costruttori.
Il comunicato finiva con le parole:

Il Comune con il contributo del nuovo ufficio tecnico dovrà portare avanti un’azione sinergica con le forze dell’ordine per approfondire e proseguire tutti gli accertamenti e le verifiche, atte a rilevare l’eventuale esistenza di altre situazioni difformi. Tutto questo deve essere fatto con determinazione nell’interesse della legalità, dell’ambiente e del Comune stesso.

Senza spiegare perché quei controlli, richiesti a gran voce da cittadini, associazioni e opposizione non erano stati fatti quando si era in tempo per evitare il disastro. Nella sentenza si legge infatti che

Ciò posto, l’istruttoria svolta ha consentito di far emergere una responsabilità dell’Amministrazione comunale nella vicenda in esame dovuta a negligenza nei controlli che sarebbe stato necessario svolgere preliminarmente al rilascio della concessione edilizia, anche tenuto conto della normativa preesistente incidente sul territorio e nella diretta e immediata disponibilità conoscitiva dell’Ente Comunale e dei suoi organi rappresentativi.

e infine

Il tribunale di Siena accoglie la domanda proposta da Immobiliare Le Vigne s.r.l. contro il Comune di Casole d’Elsa in persona del Sindaco pro tempore … e per l’effetto condanna i convenuti al pagamento in favore della società attrice della somma commplessiva di euro 4.636.209,02 oltre interessi legali sul suddetto importo devalutato alla data della domanda e annualmente rivalutato sino alla data di pubblicazione della presenta sentenza, oltre interessi legali successivi sino al saldo, con il vincolo della solidarietà nei confronti degli attori e con suddivisione in parti uguali nei rapporti interni fra i condebitori.

Il Tribunale stabilisce quindi che il comune deve pagare.  Soldi che potrebbero gravare sulle tasche dei cittadini, sulle tasche di quegli sciacalli che avevano espresso perplessità sulla legittimità degli atti e sugli abusi. Quei cittadini avevano in gran parte votato  i DS (oggi PD) perché si occupassero di politica, facessero i controlli, amministrassero la cosa pubblica. Perché mai dovrebbero pagare una cifra così alta per aver scelto organi rappresentativi che dovrebbero ora assumersi la responsabilità per la negligenza nei controlli che sarebbe stato necessario svolgere?

I cittadini non sono sciacalli, se lo fossero adesso si avventerebbero sulla salma del PD votando in massa un sindaco di quel partito che costringa l’Amministrazione Comunale dell’epoca ad assumersi le proprie responsabilità senza far pesare il prezzo di quella che il Tribunale ha definito negligenza su una comunità che ha sempre difeso l’artiolo 9 della Costituzione.

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