Venerdì, 5 giugno 2009
Volterra Dice "NO" alle Pale Eoliche e ai Pannelli Solari
Un interessante articolo apparso sul Corriere della Sera a firma di Marco Gasperetti, ci informa della approvazione di un nuovo Regolamento Urbanistico di Volterra che vieta pale eoliche e pannelli solari. Fonti Rinnovabili contro il Paesaggio. Uno scontro alle porte di casa nostra e dall'esito incerto. Ed anche un problema non certo facile da risolvere, perchè giustamente alcuni ecologisti ribattono allora che per gli stessi motivi per i quali si vieta una pala eolica dovrebbero essere eliminati anche i tralicci dell'ENEL. Seguiremo attentamente la querelle, perchè ci interessano le tematiche che pone sul tavolo : la sempre maggiore penuria di energia, l'ineluttabilità del ricorso a fonti rinnovabili, la Valutazione di Impatto Ambientale, gli interessi collettivi (pubblici e privati), i Piani Energetici Comunali, i Piani Regolatori, etc. La vera novità sta nel fatto che siamo tutti sostanzialmente impreparati, soprattutto sul piano culturale, ad affrontare queste problematiche che non sono certamente nuove nella loro singolarità, ma che -negli anni a venire- si intersecheranno tra di loro, interagendo con dinamiche sociali, politiche ed economiche del tutto nuove, e che saranno quasi certamente fonte di tensioni e conflitti. [Roberto Fortini]
VOLTERRA - Benvenuti a Volterra, primo comune «deolicizzato» d’Italia e anche «liberato» dai pannelli solari. Il cartello ancora non c’è. E forse non ci sarà mai. Ma, da quando è stato approvato il nuovo regolamento urbanistico, la cittadina pisana, uno scrigno d’arte etrusca, romana e medievale, è già entrata nella storia dei divieti. La nuova normativa impedisce l’istallazione in tutto il territorio comunale, borgo e colline toscane, di impianti eolici standard e limita l’uso dei pannelli solari. Non installabili nella cittadina, quest’ultimi, ma solo in siti industriali e, per uso proprio, in zone fuori le mura di non particolare pregio.
«Una decisione saggia che tutela il paesaggio e il valore artistico della nostra città - spiega il sindaco Cesare Bartaloni (Pd) -. Un provvedimento che non è contro l’energia rinnovabile. Non si possono issare pale enormi accanto a campanili e cattedrali o deturpare i tetti di antichi palazzi da sfilze di pannelli solari». La decisione del Comune non è piaciuta agli ambientalisti. Che hanno annunciato una marcia su Volterra e un esposto all’Autorità garante della concorrenza. «Le aziende che operano nel settore delle energie rinnovabili - spiega Fabio Roggiolani, consigliere regionale e leader dei Verdi - saranno penalizzate. Un esempio lo abbiamo già avuto con un assurdo divieto a istallare tre piccoli impianti fotovoltaici fuori dal centro storico. E tutto questo accade in un Comune famoso per aver autorizzato industrie chimiche a deturpare il sottosuolo e ad inquinare i fiumi».
VOLTERRA - Benvenuti a Volterra, primo comune «deolicizzato» d’Italia e anche «liberato» dai pannelli solari. Il cartello ancora non c’è. E forse non ci sarà mai. Ma, da quando è stato approvato il nuovo regolamento urbanistico, la cittadina pisana, uno scrigno d’arte etrusca, romana e medievale, è già entrata nella storia dei divieti. La nuova normativa impedisce l’istallazione in tutto il territorio comunale, borgo e colline toscane, di impianti eolici standard e limita l’uso dei pannelli solari. Non installabili nella cittadina, quest’ultimi, ma solo in siti industriali e, per uso proprio, in zone fuori le mura di non particolare pregio.
«Una decisione saggia che tutela il paesaggio e il valore artistico della nostra città - spiega il sindaco Cesare Bartaloni (Pd) -. Un provvedimento che non è contro l’energia rinnovabile. Non si possono issare pale enormi accanto a campanili e cattedrali o deturpare i tetti di antichi palazzi da sfilze di pannelli solari». La decisione del Comune non è piaciuta agli ambientalisti. Che hanno annunciato una marcia su Volterra e un esposto all’Autorità garante della concorrenza. «Le aziende che operano nel settore delle energie rinnovabili - spiega Fabio Roggiolani, consigliere regionale e leader dei Verdi - saranno penalizzate. Un esempio lo abbiamo già avuto con un assurdo divieto a istallare tre piccoli impianti fotovoltaici fuori dal centro storico. E tutto questo accade in un Comune famoso per aver autorizzato industrie chimiche a deturpare il sottosuolo e ad inquinare i fiumi».
Durante la marcia gli ambientalisti si vestiranno da vampiri. «Non solo perché simbolo delle tenebre in cui si vuole gettare la città - spiega l’ecologista pisano Andrea Cheli - ma perché dopo i successi dei romanzi e dei film della saga di Twilight ambientati anche a Volterra, la città è diventata il tempio degli amanti dei succhiasangue. Ora speriamo non diventi la capitale degli ammazza energia pulita». Non tutti però la pensano così. A favore del Comune si schiera Alberto Asor Rosa. Il professore, coordinatore della rete dei comitati per la difesa del territorio, premette di non essere contrario a priori dei confronti delle due energie la cui applicazione va studiata caso per caso. «Però in una città come Volterra mi sembra un provvedimento adeguato e totalmente condivisibile», dice.
Contraria è invece Mariella Zoppi, docente universitaria e paesaggista: «Con le energie alternative bisogna fare i conti senza pregiudizi. Non si possono proibire le pale eoliche e i pannelli solari che, non solo ci regalano energia pulita, ma possono integrarsi perfettamente con l’ambiente. Che cosa avremmo dovuto fare allora con i tralicci dell’alta tensione? Abbatterli tutti e rimanere al buio?». L’assessore all’Urbanistica del comune di Volterra, Andrea Cinotti, contesta l’accusa di proibizionismo. «Anche perché noi abbiamo vietato l’eolico invasivo: le grandi pale in tutto il comune e il mini eolico nel centro storico. Piccole pale non più alte di due metri, possono essere installate fuori dal borgo in zone di non particolare pregio già individuate o nelle zone industriali. E lo stesso vale per i pannelli solari. Difendere tesori architettonici e ambientali è un atto di civiltà». Ma intanto, davanti a Volterra, il vicino comune di Montecatini Val di Cecina ha issato le prime quattro altissime pale. La battaglia del vento e del sole è solo agli inizi.
Marco Gasperetti
Contraria è invece Mariella Zoppi, docente universitaria e paesaggista: «Con le energie alternative bisogna fare i conti senza pregiudizi. Non si possono proibire le pale eoliche e i pannelli solari che, non solo ci regalano energia pulita, ma possono integrarsi perfettamente con l’ambiente. Che cosa avremmo dovuto fare allora con i tralicci dell’alta tensione? Abbatterli tutti e rimanere al buio?». L’assessore all’Urbanistica del comune di Volterra, Andrea Cinotti, contesta l’accusa di proibizionismo. «Anche perché noi abbiamo vietato l’eolico invasivo: le grandi pale in tutto il comune e il mini eolico nel centro storico. Piccole pale non più alte di due metri, possono essere installate fuori dal borgo in zone di non particolare pregio già individuate o nelle zone industriali. E lo stesso vale per i pannelli solari. Difendere tesori architettonici e ambientali è un atto di civiltà». Ma intanto, davanti a Volterra, il vicino comune di Montecatini Val di Cecina ha issato le prime quattro altissime pale. La battaglia del vento e del sole è solo agli inizi.
Marco Gasperetti






purovisibilismo paesaggistico all'energia eolica e al fotovoltaico.
Non è possibile svolgere dei ragionamenti che fermano tutto al
presente e al passato. Volterra ha gravi problemi di mantenimento
del proprio status urbano e territoriale e fermare l'emorragia
di residenti verso l'esterno del territorio. Se non viene recuperata
una possibilità di incremento della speranza di futuro Volterra avrà sempre ancor più problemi di mantenimento e una caduta che si rifletterà inevitabilmente anche nella conservazione dei propri monumenti.
Basta con le ipocrisie purovisibiliste a Volterra occorrono strade
moderne capaci di inserire Volterra e il suo territorio nel contesto regionale e nazionale.
Occorrono ipotesi valide di applicazione dell'energia pulita opportunamente
valutate e ubicate nel contesto urbano e territoriale. Occorre studiare le ipotesi più opportune e non parlare per partito preso. Il futuro è legato alle scelte del presente e a Volterra si è già perso troppo tempo.
La gran parte delle scelte in campo urbano e territoriale ed ambientale indefinitiva sono poi tutte in funzione della capacità di lettura del paesaggio, la sensibilità ed itelligenza di interpretazione ecc... La maggiore parte degli scempi ambientali sono purtroppo troppo spesso causa di ignoranza e superficilità del controllo progettuale e di rozze scelte politichesi o speculative. Si esludono le vere professionalità dai
pareri e dai controlli e quindi naturalmente finiscono per andare sul territorio scelte banali e sommarie, sensa responsabilità vera.