Venerdì, 23 aprile 2010
Processi agli Amministratori: il Molise «annulla» la costituzione di parte civile
dal Corriere della SeraIl danno d' immagine? Si vedrà. Il danno erariale, cioè di soldi? Si vedrà pure quello.
La Regione Molise non si costituirà più parte civile nei procedimenti che coinvolgono componenti della giunta o del consiglio, cioè del governo o del parlamento locale. In questo modo il Molise rinuncia a chiedere il risarcimento dei danni durante il processo.
E quindi alla possibilità di ottenere qualche soldo, sempre utile in tempi di magra, e di tutelare la propria immagine eventualmente sporcata da storie di malaffare. La decisione è stata presa dalla giunta regionale proprio nel momento in cui stanno venendo al pettine una serie di nodi, cioè di inchieste e processi che coinvolgono i politici del Pdl della seconda regione più piccola d' Italia.
La lista è lunga e bisogna limitarsi ai casi più importanti. Il presidente Michele Iorio, alla guida di un governo di centrodestra, e l' assessore al Bilancio Gianfranco Vitagliano sono indagati per abuso d' ufficio nell' inchiesta sulla costruzione della centrale turbogas di Termoli e coinvolti in un' inchiesta sugli appalti della sanità.
Il presidente del consiglio regionale Michele Picciano è stato rinviato a giudizio per voto di scambio. Il suo predecessore ed ora consigliere Mario Pietracupa è finito nel processo per la Fondazione Pavone, una struttura sanitaria.
Mentre il presidente della prima commissione, Antonino Molinaro, è uno degli indagati per la cosiddetta truffa del farro, una storia di contributi agricoli. La delibera approvata il 22 marzo scorso dice che «di norma non è necessaria la costituzione di parte civile nel procedimento penale». È vero che, di fronte a casi giudicati gravi, la giunta potrebbe scegliere di non rispettare questa regola. Ed è anche vero che il risarcimento del danno può essere chiesto in un secondo momento, non durante il processo penale ma in una successiva causa civile.
Ma una scelta come questa non sa un po' di casta? Michele Petraroia, consigliere regionale per il Pd, parla di «editto in linea con i tempi». Quali tempi? «Nell' Italia del 2010 non ci si indigna più nemmeno di fronte all' evidenza del sopruso. Anzi, più si calpestano le regole del gioco e più si è ammirati per la destrezza». Per questo il consigliere del Pd ha presentato una mozione in cui chiede il ritiro della delibera e chiede alla giunta «se si possa essere contemporaneamente difensori di se stessi e rappresentanti istituzionali orientati a salvaguardare il bene comune».
Il presidente della Regione, Michele Iorio, ribatte parlando di «forzature» e «strumentalizzazioni». A suo giudizio è solo una «scelta di razionalizzazione amministrativa». Lui la spiega così: «È capitato più volte, in passato, che la Regione si costituisse parte civile con un certo dispendio di energie e di costi. In molti casi quei processi si sono conclusi con un nulla di fatto già in primo grado. Così si risparmia tempo e denaro».
È vero che se la Regione non si costituisce parte civile, per la richiesta dei danni non tutto è perduto. Anzi, fino alla fine del processo si ferma il conto alla rovescia che fa scadere i termini per chiedere il risarcimento in una successiva causa civile. Ma, visto il momento, non è una scelta inopportuna? «No - risponde Iorio - e nei casi che mi riguardano dimostrerò la mia totale estraneità».
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