Venerdì, 30 luglio 2010
L'Assedio
Da più di un anno la giunta di Casole è in una posizione di stallo, assediata da più fronti. Il fronte di destra.
Nel sito Pensarecomune si legge "etichettarci come 'la destra casolese' non ci offende, ci fa solo sorridere", però poi, quando si tratta di discutere la politica del governo (lodo Alfano, legge bavaglio, tagli agli enti locali, tagli alla scuola) la giunta si sottrae alla discussione con argomenti tanto fragili quanto imbarazzati. La realtà è che il governo nazionale non può essere messo in discussione (qualsiasi cosa faccia) perchè la giunta di Casole perderebbe il sostegno del Pdl provinciale. Forse è a causa di questo veto che il sindaco Pii non si è potuto presentare alle celebrazioni dell'ANPI del 18 luglio alle Carline.
Per lo stesso motivo nessuno ha mai sentito pronunciare da Pieri Pii (una volta comunista ortodosso) una sola parola contro il governo Berlusconi, neanche quando questi affonda gli enti locali con una disastrosa manovra finanziaria.
Il fronte di sinistra.
Sul versante opposto il Pd continua ad incalzare il sindaco sulla questione morale, le assunzioni di responsabilità nel disastro economico-edilizio, sull'abile temporeggiare nelle questioni de Le Vigne, sulle discariche che andrebbero bonificate, la trasparenza, l'economia, il fotovoltaico sui terreni agricoli, i provvedimenti disciplinari, le distanze tra edifici, san Severo, Pietralata, le promesse economiche non mantenute.
Il sindaco sa bene che ogni delibera approvata con i quattro no dell'opposizione viene esaminata con attenzione da provincia e regione, e le argomentazioni di quei no prese in seria considerazione. Probabilmente per questo lo stesso sindaco aveva tentato (fallendo per aver sottovalutato la reazione della società civile) il rientro nel Pd già poco dopo la sua elezione.
Il fronte dei sindaci.
C'è poi il fronte delle amministrazioni locali: i sindaci della provincia di Siena coordinano una politica dalla quale il comune di Casole viene sostanzialmente escluso, quando non si esclude da sé. Casole è così costretta a sedersi in margine e a subire la politica degli altri.
Il fronte del passato.
Se anche questi tre fronti venissero aperti, resterebbe comunque il quarto assediante, quello che il sindaco Pii non ha alcuna speranza di sconfiggere: se stesso. La politica della giunta, se politica si può chiamare, ha mostrato anche ai più ingenui che il sindaco di Casole non crede in una economia che non comporti consumo di suolo. Il progetto di Campo alla Porta, l'insistenza per la lottizzazione della Corsina (anche se poi le case non si vendono) gli ettari di terreno agricolo sacrificati al fotovoltaico, indicano una anacronistica concezione economica in cui il suolo viene considerato l'unica risorsa.
Un po' come le miniere dei paesi del terzo mondo. Come se non fossero possibili modelli economici che non consumano suolo.
Sono possibili, ma richiedono una ampiezza di vedute e una prospettiva alla quale il sindaco che ha varato i Programmi Integrati di Intervento mostra di non credere. Guidato forse dalla nostalgia di un passato che non può più ritornare (per fortuna) e probabilmente anche da un legittimo desiderio di riscatto per il baratro in cui i Programmi Integrati d'Intervento hanno precipitato il paese, il sindaco di Casole non riesce a proporre una politica che non ricalchi gli sventurati anni dei mandati precedenti. Ma il mondo è cambiato, il suolo sta finendo, le case non si vendono e l'economia dell'immateriale è l'unica in crescita, mentre Casole resta bloccata dallo stallo prodotto da quindici anni di dissipazione del suolo. Quanto può durare? La classe dirigente di Casole d'Elsa ha preso da subito le distanze dal sindaco e dalla sua associazione, e ora cerca di progettare un futuro economico solido per il comune.
Perché la crisi economica è una crisi di trasformazione che evolverà inevitabilmente in forme di economia sostenibile.
Anche se gli assediati e i loro ragazzi con le kappa sono troppo vincolati al passato per rendersene conto.
Se anche questi tre fronti venissero aperti, resterebbe comunque il quarto assediante, quello che il sindaco Pii non ha alcuna speranza di sconfiggere: se stesso. La politica della giunta, se politica si può chiamare, ha mostrato anche ai più ingenui che il sindaco di Casole non crede in una economia che non comporti consumo di suolo. Il progetto di Campo alla Porta, l'insistenza per la lottizzazione della Corsina (anche se poi le case non si vendono) gli ettari di terreno agricolo sacrificati al fotovoltaico, indicano una anacronistica concezione economica in cui il suolo viene considerato l'unica risorsa.
Un po' come le miniere dei paesi del terzo mondo. Come se non fossero possibili modelli economici che non consumano suolo.
Sono possibili, ma richiedono una ampiezza di vedute e una prospettiva alla quale il sindaco che ha varato i Programmi Integrati di Intervento mostra di non credere. Guidato forse dalla nostalgia di un passato che non può più ritornare (per fortuna) e probabilmente anche da un legittimo desiderio di riscatto per il baratro in cui i Programmi Integrati d'Intervento hanno precipitato il paese, il sindaco di Casole non riesce a proporre una politica che non ricalchi gli sventurati anni dei mandati precedenti. Ma il mondo è cambiato, il suolo sta finendo, le case non si vendono e l'economia dell'immateriale è l'unica in crescita, mentre Casole resta bloccata dallo stallo prodotto da quindici anni di dissipazione del suolo. Quanto può durare? La classe dirigente di Casole d'Elsa ha preso da subito le distanze dal sindaco e dalla sua associazione, e ora cerca di progettare un futuro economico solido per il comune.
Perché la crisi economica è una crisi di trasformazione che evolverà inevitabilmente in forme di economia sostenibile.
Anche se gli assediati e i loro ragazzi con le kappa sono troppo vincolati al passato per rendersene conto.





Ringrazio in anticipo per eventuali risposte e prego chi legge di non prendere tutto questo come polemica ma come semplice chiarimento grazie.
conosco bene molti membri dell'associazione Casolenostra, della quale non faccio parte, e le faccio osservare che da quando esiste non ha mai lesinato critiche a nessuno.
Se rilegge i post del blog dal primo all'ultimo, può rendersi conto come critiche anche molto dure siano state rivolte alla passata amministrazione, all'allora sindaco, al vicesindaco, agli assessori, tutte le volte che praticavano una politica di devastazione del territorio.
Critiche all'operato dell'attuale sindaco sono state espresse anche quando era ancora nei Ds, per esempio dopo l'assemblea pubblica del 26 gennaio 2007.
Inoltre alcuni membri dell'associazione già più di dieci anni fa avevano combattuto una dura battaglia per la difesa del territorio, quando
il sindaco Pii aveva tentato di realizzare una discarica sul territorio di Monteguidi. Senza guardare in faccia nessuno, ne' del proprio nè di altri partiti.
Da questo punto di vista il pedigree di Casolenostra mi sembra ineccepibile.
Cordialmente
Arturo Bandini
poi tutte queste smanie di buon governo....1)perchè il suo nome non era scritto nelle liste elettorali????
2)non se lo chiede chi è che ha votato pii????i casolesi svegliaaaaaa!!!!! opsss ma a casole comanda lei insieme ai suoi scagnozzi!!!!!
svegliaaaaa i casolesi non vi tollerano più!!! nemmeno le zanzare vi sopportano più!!!!
Se poi mi rispondesse qualcuno con neme e cognome sarei davvero grato,all'Associazione Casole Nostra. Grazie e Saluti
trovo molto interessanti le sue critiche e provo a risponderle con una mia opinione personale che comunque non credo corrisponda
al punto di vista dell'associazione Casolenostra.
Io credo che nulla potrà più tornare come prima, nonostante gli sforzi di restaurazione dell'attuale giunta.
L'alveo della tradizione non esiste, come lei sa bene, e il Pd non ha più una maggioranza assoluta in regione.
Al Pd di Casole va però riconosciuto il merito di una costruttiva autocritica e riflessione sugli errori del passato che lo ha avvicinato di nuovo alla società civile, accogliendo le istanze di quella classe dirigente sana che ha preso le distanze dall'associazione di Pii e Barbagallo.
E' accaduto qualcosa di simile anche a livello regionale, l'elezione dell'assessore Marson ne è una prova.
Per contro l'associazione Pensarecomune è costretta a muoversi nello strettissimo solco tracciato dalla politica delle giunte Pii-Feti. Iniziative imprenditoriali, culturali, politiche, ambientali, sociali, economiche
che non ricadono in quel solco non posono essere considerate dalla giunta.
Bisogna anche aggiungere che in provincia regione si trovano professionalità, competenza politica e senso della realtà, che alla giunta di Casole onestamente mancano, e anche se la politica del Pd provinciale e regionale non si può certo considerare una politica ambientalista, in quelle sedi almeno si trovano orecchie che non fanno finta di ascoltare le istanze dei cittadini (pensi solo alla ridicola vicenda della Consulta dell'Ambiente di Casole, annunciata, scomparsa, messa all'ordine del giorno e poi ritirata).
La politica del futuro verrà costruita sui progetti e non sulle ideologie, ma i progetti della giunta di Casole sono costretti in un binario troppo angusto che oltretutto va nella direzione sbagliata.
Infine a Casole d'Elsa c'è anche una immensa questione morale che il Pd ha dolorosamente (per i suoi membri) affrontato, ma che Pensarecomune ha dolorosamente (per noi) eluso.
Cordialmente
Ernausco Pinzelli
Mancanza assoluta di autorizzazioni per lo svincolo idrogeologico per la realizzazione delle opere di urbanizzazione e degli edifici.
Mancanza assoluta delle verifiche di stabilità dei pendii ai fini del vincolo idrogeologico e sismico.
Mancanza assoluta dei controlli in materia di edilizia antisismica.
Edifici costruiti su almeno 2 metri di terreno di riporto, dichiarando invece che sono stati costruiti in scavo.
Dichiarazioni false contenute nei disegni e nelle comunicazioni di inizio lavori fatte dai progettisti e dalla principale ditta costruttrice.
Comune che ha fatto come le tre scimmiette: non vedo, non sento e non parlo, anche dopo che qualcuno - dati comunali alla mano - gli ha fato prendere atto della loro asssoluta complicità nella realizzazione di opere abusive.
Il dirigente comunale che, candidamente, ammettendo la mancanza delle preventive valutazioni ambientali implicitamente dà contezza della mancanza del piano di lottizzazione.
Un dirigente comunale (geom. omissis) che prima dice di non essere competente al rilascio delle autorizzazioni paesaggistiche (dichiarando espressamente che è il Sindaco) e poi le rilascia.
Agibilità delle costruzioni che non esiste e non potrà mai essere rilasciata perchè il dirigente comunale si rifiuta di esprimersi al riguardo dichiarando che va tutto bene. UN dirigente (arch. omissis) che pur sapendo le gravi irregolarità non assume un solo atto in autotutela per il Comune e quindi a tutela della cittadinanza che può ritrovarsi a pagare - mediante maggiori tassazioni - i danni causati dai loro amministratori e personale tecnico.
Ne volete sapere più ?
Trovo il suo intervento altrettanto interessante, ma incompleto. Avrei voluto saperne di più circa il tentativo di rientrare nel Pd del'attuale Sindaco, questo sì è un argomento che avrebbe potuto prendere l'attenzione di quei cittadini che tanto spesso vengono chiamati in causa da questa Associazione, soprattutto a quelli che l'hanno votato nella speranza di "rompere" con una certa tradizione, che esiste, mi creda, è sempre esistita, e difficilmente morirà, si è solo un poì attenuata.
Riguardo poi alla "coraggiosa" autocritica del Pd casolese, le rammento un episodio, il quale, da solo, parla per tutto. Si ricorda chi inizialmente era stato candidato a Sindaco per tale partito? Non aggiungo altro, se è stato un attento osservatore delle vicende casolesi degli ultimi anni, sa bene a cosa mi riferisco.
Cordiali Saluti
Cordiali Saluti
ho scelto di non leggere John Fante, perché ogni volta che vado a un convegno e mi mettono un cartellino sul petto, trovo sempre qualcuno che vuole farmi sapere che riconosce nel mio nome un personaggio letterario. Mi chiamo così solo perché mio nonno si chiamava Arturo.
Apprezzo comunque la sua citazione letteraria.
Cordialmente
Arturo Bandini
Il voler portare l'abitanti ad un certo numero senza però offrire servizi , per esempio, è stato un passo che secondo me ha contribuito notevolmente ai molti disagi di questo territorio.
So per certo che non esisterà mai una maggioranza che accontenti tutti ma so anche per certo che, sia di sinistra che di destra , si può trovare chi, magari senza strafare , potrebbe riuscire a rendere Casole un paese vivibile e tranquillo e non un confetto bello da vedere ma difficile da vivere.
Sono arrivato in questo bel paese nel 1985 e vi ricordo ma sicuramente lo ricorate anche voi che si andava a letto con la chiave nella porta !!!!!!!!! ( che bei tempi )