Giovedì, 2 settembre 2010
Un Colpo di Ruspa e di Legalità
Mentre i cittadini di Casole d'Elsa aspettano pazientemente che l'assessore all'urbanistica decida il ripristino lo stato dei luoghi per l'abuso de le Vigne, come indicato dalla relazione dell'architetto De Zordo, il Comune di Fiesole fa effettivamente demolire le villette abusive.(n.d.g.d.C.N.)Mario Neri la Repubblica
Di fronte all'atto concreto del suo fallimento Giovanni Calabrese, 60 anni, non se l'è sentita di assistere a quei colpi di benna sulle sue aspirazioni da manager del turismo collinare toscano. Finisce fra graffi di ruspa, calcinacci e in una nuvola di polvere la storia dell'abuso edilizio più clamoroso del territorio fiorentino.
Sette villette scoperte scoperte nel marzo 2004 su una collina di Ontignano, piccolo borgo di ulivi e cipressi fra Montebeni e Campiobbi, zona sottoposta a vincolo paesaggistico. Una specia di tabù ambientale per le mire della cementificazione fai da te. "Dopo sei anni abbiamo finalmente sanato questo scempio, la collina verrà ripristinata", esulta il sindaco Fabio Incatasciato.
Realizzato da Calabrese attraverso la società Il Fortino, il villaggio vacanze era venuto su senza autorizzazioni, in spregio dei divieti imposti dal regolamento urbanistico del Comune e contro una legge regionale. E anche oggi, mentre esce alla chetichella per sfuggire alle domande dei cronisti, l'imprenditore avrebbe ripetuto a chi lo ha incontrato il ritornello di sempre: "Ero nel giusto, potevano restare per essere sanate dal condono". In questi anni di battaglie legali ha sempre battuto sullo stesso tasto per difendersi dagli attacchi di Comune vigili urbani e magistratura. La scappatoia per scardinare le leggi di tutela ambientale era arrivata per legge: il condono edilizio varato dal governo Berlusconi. Continua a leggere "Un Colpo di Ruspa e di ... »
Domenica, 29 agosto 2010
Il Suolo Minacciato
Negli ultimi anni, nella pianura padana, migliaia di ettari di suolo agricolo sono andati perduti a causa della dilagante espansione urbana ed infrastrutturale. Nella sola Food Valley parmense, luogo di produzioni agroalimentari di eccellenza, lo sprwal urbano, con i suoi capannoni, le sue gru, le strade e il cemento consuma un ettaro di suolo agricolo al giorno, minacciando la sostenibilità e le basi di quelle stesse produzioni.
Partendo da questo caso emblematico e paradossale, il film, attraverso il montaggio di interviste ad esperti di livello nazionale e internazionale in materia di urbanistica, agricoltura e sostenibilità, intende mostrare quanto sta accadendo al territorio e al paesaggio per accrescere la consapevolezza dell’importanza di preservare una risorsa fondamentale e non rinnovabile come il suolo agricolo, sviluppando un discorso articolato sul tema del consumo di suolo e della dispersione urbana, analizzandone costi e cause per poi proporre modelli alternativi di sviluppo urbano e di governo del territorio, alla luce delle esperienze maturate in altri paesi europei, come la Germania e la Francia, o in piccoli Comuni italiani, come Cassinetta di Lugagnano (MI).
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Partendo da questo caso emblematico e paradossale, il film, attraverso il montaggio di interviste ad esperti di livello nazionale e internazionale in materia di urbanistica, agricoltura e sostenibilità, intende mostrare quanto sta accadendo al territorio e al paesaggio per accrescere la consapevolezza dell’importanza di preservare una risorsa fondamentale e non rinnovabile come il suolo agricolo, sviluppando un discorso articolato sul tema del consumo di suolo e della dispersione urbana, analizzandone costi e cause per poi proporre modelli alternativi di sviluppo urbano e di governo del territorio, alla luce delle esperienze maturate in altri paesi europei, come la Germania e la Francia, o in piccoli Comuni italiani, come Cassinetta di Lugagnano (MI).
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Martedì, 24 agosto 2010
Quelle Violenze Contro il Paesaggio. I Devastanti Effetti della Malaurbanistica
“È troppo aspettarsi una politica di sinistra” decente nei confronti del territorio? Sandro Roggio su l’Unità.
Cominciano a capirlo anche i più distratti che il cattivo governo ha effetti indelebili sul territorio; che le compagnie che girano l’Italia per affari operano per rimuovere i vincoli a presidio della bellezza superstite, prendono senza restituire nulla. Una speculazione edilizia, un surplus di torri eoliche, un inquinamento prevedibile, un’opera pubblica inutile, hanno bisogno di processi decisionali corrotti, di carte truccate. Le complicità si trovano, luogo per luogo. Perché è facile fare soldi rovinando posti belli. Ed è il peggiore degli effetti di una cattiva amministrazione, i danni di questo tipo restano. Per altri guai rispettabili (dalla malaeconomia alla malasanità) c’è speranza.
Si può toccare il fondo e uscirne. Le discese ardite e le risalite non sono possibili quando una terra si devasta. È per sempre.
Eppure della malaurbanistica si parla poco. Si grida quando la terra scivola sotto i piedi di qualche comunità. Indignano gli abusi macroscopici, ma l’ecomostro sbattuto in prima pagina offusca le aggressioni diffuse al paesaggio. Non ci si interroga abbastanza su chi ha/non ha fatto contro questa involuzione. Si scoprirebbe che la sinistra e il più grande partito della sinistra (fino da quando era Pci) hanno fatto poco. Qualche tentativo di impedire gli sprechi (ricordate il richiamo all’austerità di Berlinguer contraddetto dalla politica politicante?). Poi decenni di indifferenza, al più qualche riga di generalità liofilizzate nei discorsi dei leader.
Ci sono eccezioni, ma prevale a sinistra l’idea che basti delegare un manipolo di ambientalisti che non contano nei congressi, ma fanno contorno. Nei casi peggiori c’è indulgenza verso scelte urbanistiche pessime in molte periferie. Continua a leggere "Quelle Violenze Contro il ... »
Giovedì, 19 agosto 2010
Due Anni di Alemanno. Malesseri Urbani e Grandi Eventi, Formula Capitale
Un primo bilancio dell’urbanistica romana: versione estremistica del pensiero unico. Paolo Berdini su il manifesto.
Dopo due anni di governo della città è venuto il momento di tentare un primo bilancio sull'urbanistica romana ispirata dal sindaco Alemanno. Siamo infatti ormai di fronte ad un quadro abbastanza chiaro che consente una lettura attendibile almeno sotto due ordini di considerazioni: l'orizzonte culturale con cui si affrontano le trasformazioni urbane e i soggetti a cui sono state affidate le chiavi della città.
Riguardo al primo punto non c'è dubbio che la nuova amministrazione abbia estremizzato oltre misura la cultura dei grandi eventi che sembra ormai l'unica possibilità di governo delle città italiane. Cancellata l'urbanistica, e cioè la modalità con cui un'intera comunità tenta di delineare un futuro possibile, le prospettive urbane sono affidate alla prospettiva dei grandi eventi.
Tutte le energie della città sono dunque concentrate sul progetto Millennium, e cioè per la preparazione alla candidatura ai giochi Olimpici del 2020. I giochi invernali di Torino, l'expo di Milano, solo per fare due esempi, sono ormai le uniche ricette che un sistema politico in profonda crisi è capace di pensare. Continua a leggere "Due Anni di Alemanno. ... »
Martedì, 17 agosto 2010
Malfatano. I Pomodori di Ovidio e i Mattoni dei Padovani.
Tra le maglie del piano paesaggistico regionale e con la complicità dei poteri locali si avvia la realizzazione di un devastante progetto (promosso da Benetton e Mercegaglia) di devastante fruttamento di un eccezionale paesaggio. Maria Paola Morittu per eddyburg
“E certo, adesso dobbiamo andare via noi per infilarci qui i padovani!”, dice Ovidio, uno dei protagonisti del bellissimofilm documentario di Mossa e Trentin, Furriadroxus, mentre prepara i pomodori seccati da un sole che i padovani, mischineddus, non vedono mai. Non ci credeva, Ovidio, che i padovani sarebbero arrivati, sembrava impossibile a lui che non sapeva neanche “dove fosse la costa smeralda”. Invece i padovani, aiutati dai sardi, sono riusciti a portare la costa smeralda in casa sua. Continua la vita di sempre, Ovidio, coltiva pomodori con sapore di pomodoro, si occupa delle vacche e delle pecore. Ma gli si legge in faccia che è ancora vivo solo perchè è testardo. E troppo arrabbiato. E’ anche diffidente e se la prende troppo, Ovidio.
Eppure il “Resort di Capo Malfatano si inserisce con un progetto di raffinata sensibilità in un ambiente di selvaggia bellezza”, con “l’hotel a 5 stelle articolato su più edifici, la SPA, i ristoranti, il centro sportivo, le piscine, le ville con grandi giardini si adeguano al paesaggio naturale con colta semplicità, sviluppandosi al massimo su due livelli e assecondando i movimenti dolci del terreno”. Lui non ha venduto, non è voluto andare via, ma ora vede il suo orto concluso circondato da un cantiere che ha sconquassato la sua terra e devastato la “selvaggia bellezza” costruendo le prime tredici ville. E non lo consola neanche un poco pensare che “forme e materiali sono ripresi dalla tradizione e rimodellati in una modernità fondata nel tempo con eleganza e linearità minimale”. E’ ingrato, Ovidio e non ha un moto di orgoglio neanche quando gli dicono che “dal punto di vista architettonico il riferimento preminente è il furriadroxiu e comunque gli esempi degli edifici colonici del paesaggio agrario”. Sarà perchè non è mai stato in costa smeralda e non conosce il mondo, ma lui proprio non riesce a vedere nessuna affinità tra le ville con “zone living” che “si protendono verso la natura godendo di ampie vedute” e il suo furriadroxu, fatto con la terra dove è nato e che non ha alcun bisogno di “protendersi” perchè è parte della natura. E gli sfugge persino la somiglianza tra la sua vasca in pietra per abbeverare le bestie e la piscina - di cui, ovviamente, è dotata ogni villa - che “si misura con l’essenzialità del paesaggio Malfatano”. Continua a leggere "Malfatano. I Pomodori di ... »
Sabato, 14 agosto 2010
Il Cemento può Attendere
Ora che in Toscana le cose stanno campbiando il Pdl di Casole approva un regolamento per consumare suolo agricolo col fotovoltaico. Difficile immaginare una scelta peggiore.La Toscana è all’ordine del giorno. Il cambiamento provoca tensioni, ma la direzione sembra giusta e saldamente perseguita. Vittorio Emiliani su l’Unità.
Qualcosa di sostanziale sta cambiando, in meglio, nell’urbanistica toscana, fin dalle dichiarazioni del neo-presidente Enrico Rossi: «le villette a schiera non sono il futuro della nostra urbanistica». Meno lottizzazioni, insomma, e più impegno nel recupero/restauro, in una politica per la qualità. Strategia confermata dalla scelta di un assessore di solida competenza come la docente Anna Marson per ridare forza alla pianificazione regionale e locale. Troppo prossimi, oggettivamente, i Comuni agli interessi immobiliari locali per poter usare incisivamente lo strumento della tutela paesaggistica. Troppo indebitati, purtroppo, per non turare le falle di bilancio spingendo l’acceleratore dell’edilizia e degli oneri di urbanizzazione.
Così è venuto il primo stop alle 32 licenze edilizie a Montespertoli e poi quello al regolamento urbanistico di Rio Marina nell’Isola d’Elba. Stop al quale il sindaco elbano ha reagito commentando che così «si fa morire l’Elba». Una lamentela ben nota contro gli “immobilisti”, contro gli “imbalsamatori del paesaggio”. Amministratori locali che non riescono a guardare lontano, che ormai non vedono più il tanto, troppo cemento sparso a blocchi e blocchetti in uno dei paesaggi più strepitosi del mondo, “fatto a mano” quello agrario, determinante per il resto nei secoli passati e che in alcune zone (nel Chianti, o Chiantishire) si sta difendendo anche con l’evitare l’asfaltatura delle strade poderali, anche col ricostituire se ne occupa Paolo Baldeschi docente a Firenze fondamentali terrazzamenti collinari. Continua a leggere "Il Cemento può Attendere" »
Giovedì, 12 agosto 2010
Cemento e Polemiche: Con Caltagirone Svolta Montepaschi
Politica + banche + rendita immobiliare: questo è un potere forte oggi in Italia. da Il Fatto Quotidiano
La campagna di Siena. Il promontorio di Capo Malfatano in Sardegna. Le foci del fiume Magra in Liguria. Tre luoghi straordinari, distanti centinaia di chilometri, ma con una cosa in comune: una banca, o meglio "l'immobiliare" Monte dei Paschi di Siena. Lo storico istituto toscano, ormai terzo per dimensioni in Italia, punta sul mattone. Decine di iniziative che attirano polemiche oltre che qualche inchiesta: aeroporti, alberghi e mega-porticcioli. Una corsa partita da lontano. Siamo nell'agosto 2003 quando i giornali annunciano: "Si stringe il rapporto tra Monte dei Paschi di Siena e Francesco Gaetano Caltagirone. È stata avanzata la proposta di chiedere a Bankitalia l’autorizzazione per costituire una società di gestione del risparmio al fine di promuovere iniziative nei fondi chiusi immobiliari... La banca entra così nel settore immobiliare". Negli anni successivi Caltagirone sbarca in Mps fino a raccogliere quasi il 5% delle azioni e a guidare i soci privati. Chissà se ad attaccare la passione alla banca è stato il re romano del cemento (oggi vicepresidente). Continua a leggere "Cemento e Polemiche: Con ... »
Mercoledì, 11 agosto 2010
Stop Cemento: La Regione blocca il piano urbanistico di Rio Marina
Vladimiro Frulletti su l'UnitàE due. Prima lo stop alle licenze edilizie a Montespertoli. Ora quello al regolamento urbanistico di Rio Marina nell’Isola d’Elba. Appena nominata assessore regionale all’urbanistica dal governatore Rossi l’aveva annunciato: la Regione doveva riavere un controllo più forte sulle scelte dei comuni. Doveva cioè vagliare meglio e di più la corrispondenza fra la decisioni locali e il piano più generale di governo del territorio . Idee e parole che avevano fatto infuriare (e non poco) molti primicittadini, compresi tanti del Pd, che s’erano sentiti messi sotto accusa per scarsa attenzione agli equilibri ambientali e sociali del proprio territorio.
Anna Marson però non ha fatto attendere troppo il passaggio dal dire al fare. Quello che aveva in testa l’ha messo in pratica subito. Qualche giorno fa ha dato il via alla procedure per annullare 32 concessioni edilizie rilasciate dalla passata giunta de Comune di Montespertoli (a guida centrosinistra, e dove lei vive). Decisione che aveva fatto seguito a una lettera della Procura della Repubblica in cui si invitava proprio il Presidente della Regione Enrico Rossi a valutare un intervento di stop (previsto dalla normativa regionale) visto che i magistrati consideravano «indubbia» la sussistenza di vizi di legittimità in quelle licenze.
Ora è la volta del Comune di Rio Marina all’Isola d’Elba, dove è sindaco Francesco Bosi, parlamentare dell’Udc (alle ultime regionale ha corso per la presidenza della Toscana). Nella giunta regionale del 4 agosto l’assessore Marson ha proposto e fatto approvare dai suoi colleghi assessori, lo stop al regolamento urbanistico del comune elbano. O meglio ha deciso di far convocare la conferenza paritetica interistituzionale (è un’organismo di valutazione previsto dalla legge regionale sull’urbanistica composto da tre membri indicati dalla giunta regionale, tre rappresentanti delle Province e tre dei Comuni) affinché si pronunci «sui possibili profili di incompatibilità o contrasto con il Pit»,il piano di indirizzo territoriale. Continua a leggere "Stop Cemento: La Regione ... »
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