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La Forestale Demolisce le Opere Abusive nel Comune di Casole d'Elsa
Non risulta che il sindaco di Casole d'Elsa e l'assessore all'urbanistica abbiano commentato sui giornali, sul sito del comune o su quello dell'associazione Pensarecomune, questo importante intervento del Corpo Forestale dello Stato, come invece solo pochi giorni fa, in situazione analoga, aveva fatto il sindaco di Fiesole.Un comportamento difficile da comprendere per i cittadini che, con il sindaco di Fiesole, ritengono che "Quando la demolizione sarà finita, avremo tutti vinto una battaglia più grande."(n.d.C.N.)
Dal sito sienafree.it
Si sono ultimate le operazioni di demolizione delle opere edilizie abusive in località Podere San Michele
Anche a San Severo si sono conclusi i lavori di demolizione dei volumi risultati illeciti.
Si sono concluse le operazioni di demolizione delle opere edilizie abusive realizzate in località Podere San Michele, in Comune di Casole d’Elsa. Tali interventi erano stati avviati nella primavera di questo anno, in conseguenza del provvedimento di dissequestro, condizionato alla demolizione, emesso dall’Autorità Giudiziaria e sotto il controllo esecutivo del Comando Stazione del Corpo Forestale dello Stato competente per territorio, il quale ha provveduto a verificare tutte le fasi della demolizione, compreso il corretto smaltimento in discarica autorizzata del materiale di risulta.
Si ricorderà, infatti, che nel corso del mese di febbraio 2008 erano state poste sotto sequestro una serie di opere edilizie in località Podere San Michele, in quanto realizzate in difformità e/o in assenza del permesso di costruire e senza aver ottenuto l’autorizzazione ai fini del vincolo paesaggistico. I reati ipotizzati dalla Autorità Giudiziaria erano stati quelli di edificazione abusiva, violazione al vincolo ambientale ed abuso d’ufficio, il tutto in contrasto con le previsioni degli stessi atti di pianificazione territoriale del Comune di Casole d’Elsa.Come a suo tempo ampiamente documentato dagli organi di stampa, medesima sorte hanno già avuto gli interventi abusivi realizzati in località San Severo, sempre nel territorio del Comune di Casole d’Elsa, dove, in conseguenza del provvedimento di dissequestro emesso nei primi mesi del corrente anno, e considerata la complessità degli interventi, l’attività di demolizione si è protratta fino a questa estate. Anche in questa circostanza, infatti, i volumi abusivi sono stati completamente rimossi ed è stato ripristinato lo stato dei luoghi, con ricostituzione dell’originaria conformazione del versante, mediante il riempimento con terreno vegetale dell’invaso idrico della capacità di oltre 20.000 metri cubi che era stato abusivamente realizzato.
Lunedì, 6 settembre 2010
La Rivincita delle Regole
La giunta di Casole d'Elsa ha pubblicato una delibera (n.110 2010) nella quale è scritto che "A nostro avviso c’era una diffusa consapevolezza che l’area d’intervento de LE VIGNE (interessata dalla previsione urbanistica comunale) non era caratterizzata da bosco come è sempre risultato dalle carte tecniche del Regolamento urbanistico."
senza che venga specificato se la cartografia comunale la definisse o meno "area boscata".
E indipendentemente dall'opinione di migliaia di cittadini, cacciatori, raccoglitori di funghi che conoscevano la zona, indipendentemente da ciò che si vede dalle foto aeree precedenti e successive all'intervento edilizio, e indipendentemente dalle considerazioni che si possono leggere nella relazione dell'architetto De Zordo.
E mentre a Casole si delibera in questa direzione, altri sindaci cercano di ripristinare lo stato dei luoghi scempiati dalle speculazioni edilizie.
E' per esempio il caso del sindaco di Fiesole che scrive questa bella lettera al quotidiano la Repubblica. (n.d.C.N.)
Fabio Incatasciato, sindaco di Fiesole, su la Repubblica
SONO passati sei anni da quando, nella primavera 2004, durante un sopralluogo guidato dal Comandante della Polizia Municipale di Fiesole Paolo Cappellini, apparvero nella Valle di Ontignano sette villette con annessa piscina, serra, e piccolo centro benessere.
UNA società, "il Fortino", aveva già aperto un sito internet per inserirle nella promozione turistica delle imminenti vacanze pasquali. Ma l' allora sindaco Alessandro Pesci appurò subito come non vi fosse nessun permessoo progetto mai arrivato in Comune e tantomeno il piano regolatore prevedeva volumi all' interno di quell' area, al centro di uno dei luoghi più belli di Fiesole, nell' alta Valle del Sambro.
Villette tirate su dietro alte siepi di recinzione, cataste di legna e schermature di verde a coprire il cantiere. Un abuso ma nascosto, come accade anche in altre zone d' Italia. Ieri mattina il primo colpo di ruspa ha ristabilito la legalità e chiuso una vicenda con un lungo iter amministrativo e giudiziario. Terminata la demolizione, quel declivio di verde tornerà tale. Non uno scempio ambientale, tantomeno un ecomostro (parole fin troppo abusate nella Toscana di questi anni). Continua a leggere "La Rivincita delle Regole" »
Il Fotovoltaico: un Investimento per il Futuro
Parallelamente all'analisi dei costi economici ed ambientali dell'energia fotovoltaica, è necessario e corretto prendere in considerazione anche i benefici di queste tecnologie, come suggerisce un lettore di questo blog (che ringraziamo) rimandando all'articolo che segue.(n.d.C.N.)Arturo Lorenzoni su lavoce.info
l fotovoltaico è uscito dalla fase di sperimentazione e affronta quella dell'industrializzazione, con innovazioni tecniche continue e riduzione di costo inimmaginabili solo pochi anni fa. Lo si deve soprattutto alla determinazione con cui alcuni paesi hanno sostenuto le imprese del settore, riconoscendone le prospettive di lungo periodo. Anche in Italia ha dato un importante impulso alla ricerca e fatto nascere centinaia di aziende. Ma il meccanismo di incentivo ha limiti chiari e dovrebbe essere migliorato.
L’industria fotovoltaica sta passando dalla fase dei pionieri a quella dei prodotti commerciali: dai 5mila megawatt installati nel mondo fino al 2005, si è passati a installarne 6mila nel 2008, 7.200 nel 2009 e, si stima, oltre 10mila nel 2010. E non solo in Europa, anzi con tassi di crescita attesi maggiori in Estremo Oriente e Stati Uniti. Investimenti impressionanti, con previsioni di mercato costantemente riviste al rialzo: il fotovoltaico, uscito dalla fase della sperimentazione, affronta con decisione quella dell’industrializzazione, con innovazioni tecniche continue e riduzione di costo che non si potevano immaginare solo cinque anni fa. Grazie soprattutto alla determinazione con cui alcuni paesi hanno sostenuto le imprese del settore, riconoscendone le prospettive di lungo periodo. Continua a leggere "Il Fotovoltaico: un ... »
Sabato, 4 settembre 2010
Pensiero Unico Fotovoltaico
Il gran sol dell'avvenire (fotovoltaico) che illumina la skyline di Casole sulla bandiera e sullo stemma dell'associazione di Barbagallo-Pii sembra provenire dalla vecchia iconografia del realismo socialista.Coerentemente con la stessa iconografia, anche le assemblee pubbliche della giunta di Casole d'Elsa (che qualcuno ha ironicamente definito "sermoni" su questo blog) rammentano nei toni e nei contenuti le trionfali celebrazioni dei successi del socialismo con i quali il PCUS propagandava il proprio verbo.
Se non fosse un po' imbarazzente vedere un'associazione di destra riprendere forme e modi della vecchia Unione Sovietica, queste analogie rimarrebbero circoscritte tra le piccole incongruenze del folklore locale.
Sfortunatamente per gli abitanti di questo comune, anche le scelte politiche ed economiche della giunta di Piero Pii sembrano il prodotto di un congresso del PCUS degli anni cinquanta.
Già da molti anni è noto che il futuro del risparmio energetico deve essere cercato non nei megaimpianti, ma nelle reti di microimpianti, traducendo in senso fisico una delle "R" di Serge Latouche, quella della "rilocalizzazione". E difatti in Europa sono numerosi gli esempi virtuosi di paesi autosufficienti dal punto di vista energetico grazie alle reti di microimpianti.
Questo tipo di scelta per la destra casolese sembra però rappresentare inspiegabilmente un tabù. L'associazione Pensare Comune preferisce pensare alla sovietica e mettere in cantiere megaimpianti, scartando senza giustificazione il modello che nel resto del mondo si sta rivelando vincente, sia da un punto di vista economico che da un punto di vista tecnologico.
Non si comprende perché sia stato scartato un modello in grado di evolvere parallelamente all'innovazione tecnologica.
Non una parola sembra essere stata detta ai cittadini di Casole su queste possibilità alternative, dai dirigenti dell'associazione che ha come simbolo il sole nascente, dando l'impressione di aver ereditato dagli ex-comunisti una certa propensione al pensiero unico.
I risultati si vedranno nei prossimi anni, forse dopo che la giunta di destra avrà terminato il proprio mandato, ma già da ora si osserva che i megaimpianti proposti non assomigliano ad un vero piano energetico (che avrebbe comportato una diversa progettualità) ma piuttosto ad un progetto di natura speculativa. Non sarà il cittadino il proprietario reale del proprio microimpianto, magari in un comune che si preoccupa di garantirne la connettività con gli altri. Sembra infatti che i cittadini potranno solo comprare la partecipazione ad un progetto realizzato da altri, gestito da altri e senza che per il momento sia stata pubblicata sul sito del comune una adeguata analisi dei rischi.
Un progetto speculativo quindi, secondo l'analisi dei costi che Giorgio Ragazzi ha esposto sul lavoce.info.
Proprio per questa loro natura di rendita i faraonici progetti fotovoltaici di Casole danno l'impressione di essere stati introdotti per per servire ad altro, per turare qualche falla, compensare lo scontento generato dai fallimentari esiti dei Programmi Integrati d'Intervento.
. Continua a leggere "Pensiero Unico Fotovoltaico" »
Mercoledì, 1 settembre 2010
Ma Quelle Fonti di Energia Hanno Costi Esorbitanti
Cosa si nasconde dietro la corsa al fotovoltaico di sindaci e comuni? Un costo, che graverà sulle spalle dei cittadini nei prossimi anni, quando gli amministratori "fotovoltaici" avranno terminato il loro mandato.(n.d.C.N.)Gli investimenti nel fotovoltaico, fiorenti grazie agli incentivi introdotti nel 2007, rappresentano un perdita secca per la collettività. Non riescono ad ammortizzarsi nemmeno in parte. Probabilmente si raggiungerà una potenza installata vicina ai duemila megawatt e l'onere annuale per il Gse salirà così ben oltre il miliardo. Fuorviante definirla una energia "rinnovabile": finito il sussidio non resterà nulla, mentre si dovranno smaltire milioni di pannelli obsoleti.
Giorgio Ragazzi su lavoce.info
Gli investimenti nella produzione di energia elettrica da impianti fotovoltaici stanno crescendo a dismisura: quali saranno i costi per la collettività e la competitività?
INVESTIMENTI E INCENTIVI
Incentivi assai generosi furono introdotti nel 2007 (decreto 19/2/2007 a firma Pier Luigi Bersani e Alfonso Pecoraro Scanio), con l’obiettivo di arrivare a una potenza installata di 1.200 MW. Il Gestore servizi energetici ha recentemente comunicato che l’obiettivo è stato raggiunto, ma il decreto non fissa un tetto perché prevede che possano fruire degli stessi incentivi anche tutti gli impianti che entreranno in esercizio nei successivi quattordici mesi. Grazie anche alla riduzione nel costo dei pannelli, è dunque in atto una corsa a investire, da parte di numerosissimi soggetti, inclusi fondi esteri, attratti da rendimenti molto elevati e praticamente senza rischio.
Vediamo quale è l’economia del settore, prescindendo per il momento dal sussidio erogato dal Gse. L’investimento in un tipico impianto a terra di un megawatt di potenza costa attorno a 3-3,3 milioni. L’energia prodotta, ceduta al Gse a un buon prezzo, vale circa 120mila euro l’anno (a seconda della insolazione); dedotti i costi di esercizio (manutenzione, assicurazioni eccetera) restano circa 30mila euro l’anno, non sufficienti nemmeno a coprire gli interessi. Si prevede che, dopo venti anni, quando terminerà il sussidio del Gse, l’impianto verrà smantellato. L’intero investimento rappresenta dunque una perdita secca per la collettività, in quanto non riesce ad ammortizzarsi nemmeno in parte. Appare invero sviante definire questa una energia “rinnovabile”: finito il sussidio non resterà nulla, mentre si dovranno smaltire milioni di pannelli obsoleti. Continua a leggere "Ma Quelle Fonti di Energia ... »
Lunedì, 23 agosto 2010
La Lettera Aperta e Anonima dei Ragazzi Casolesi
Riceviamo questa curiosa mail anonima, che prudentemente pubblichiamo, non potendo verificare la fonte.buona sera,
quello che chiediamo oggi è una opera di bene per il paese che ha noi sta molto a cuore forse di più di tanti altri che scrivono scrivono e riscrivono sempre le stesse stupidaggini da anni a questa parte.
Questa richiesta è molto semplice e banale. In tutto il globo ogni partito associazione sportiva culturale o quello che sia per il BENE delle persone che la rappresentano in ogni momento della sua vita fa dibattiti in piazza con gli iscritti e i non iscritti.
Noi non abbiamo tessere e non ci intrufoliamo in nessuna delle due stanze in via casolani e come noi lo fanno centinaia di persone.
Perchè non vi mettete su palco in piazza con le sedie microfono e un moderatore e parlate e fate questo benedetto confronto 3 esponeti del PD (es. Melani rumachella e cavicchioli) e Pensare Comune (es. Pii Barbagallo Alfano) e fate una bella chiaccherata con i Casolesi. Così chi ha dei dubbi o perplessità li chiede da abo le parti.
Queste poche parole come le inviamo a voi le inviamo anche a Pensare Comune e PD.
Noi vogliamo chiarezza ecco cosa vogliamo!!
ragazzicasolesi@hotmail.it
Mercoledì, 18 agosto 2010
L’Inutile Mattanza di Alberi della Corsina di Casole d’Elsa
La denuncia dell'ex presidente di Casolenostra Ugo Manetti su Italianostra SienaRiceviamo e volentieri pubblichiamo questa lettera-denuncia su un taglio di alberi occorso in Loc.La Corsina di Casole d’Elsa formulato da Ugo Manetti, attivissimo socio casolese di Italia Nostra. Per quanto superfluo invitiamo sempre iscritti e simpatizzanti a segnalare irregolarità, scempi, vandalismi o comportamenti pubblici e/o privati, che come nel caso in parola, non sembrano trovare piena giustificazione. [n.di I.N.Siena]
24 Luglio 2004 : “Perché tanto scempio di alberi che (ad oggi) non è servito a niente?”
La mattanza di alberi avvenuta il 24.7.2004 alla Corsina venne dichiarata urgente (e seguita personalmente albero per albero) dalla allora responsabile U.T.C. del Comune di Casole d’Elsa per poter approntare, in occasione della nuova lottizzazione, una rotatoria ed una strada per il senso contrario, accanto a quella esistente.
Clicca per le foto di prima e dopo la sconcertante mattanza.
Da notare, inoltre, che al posto degli alberi sradicati è stato gettato del materiale di scarto (forse classificabile come “rifiuti speciali” ?)
Sono già passati 6 lunghi anni e tutto tace. Ma perché tanta urgenza per distruggere inutilmente tanta natura?
La Corsina, Casole d’Elsa, 12.08.2010
Ugo Manetti
Venerdì, 6 agosto 2010
Il Mercante in Fiera
Notte di Natale,un gruppo di amici gioca al "Mercante in Fiera". Il banditore, per rendere più interessante il gioco, decide di vendere le opzioni per acquistare un lotto di carte in un successivo turno.
Qualche giocatore acquista l'opzione, altri non comprano.
Quando giunge il turno di quel lotto possono partecipare all'asta solo i giocatori che hanno comprato l'opzione, ma il banditore, con un sorriso divertito, annuncia che è stato varato un condono: pagando una piccola cifra, anche chi non aveva acquistato l'opzione potrà partecipare all'asta.
Si scatena l'inferno, qualcuno protesta, altri abbandonano il gioco, si litiga, vecchi amici non si rivolgono più la parola.
Il gioco viene interrotto, la veglia di Natale è rovinata.
Qusta storia (vera) ritorna in mente ascoltando gli auspici di condoni governativi che sanino gli abusi di Casole d'Elsa, e quando si leggono, sul sito del Pd, i post di critica alle sanatorie edilizie.
La pace sociale è fondata sul rispetto delle regole, e "la legge del più astuto" comporta un costo che nessuna società civile è in grado di sostenere, come mostrano con chiarezza gli ultimi anni della storia casolese.
Da anni ormai gli abitanti di Casole attendono per esempio che il comune metta in atto le indicazioni dell'architetto De Zordo per la messa in pristino dello stato dei luoghi a "Le Vigne".
Attendono invano. L'abuso è ancora lì, e la giunta non sembra abbia fatto nulla nel lungo intervallo di tempo trascorso dal suo insediamento. La giustizia italiana è molto garantista, prevede anche la prescrizione del reato. Quali potrebbero essere le conseguenze del perdere tempo, aspettare, non demolire, rinviare? Forse dopo qualche anno qualcuno dirà che prevale il pubblico interesse, che se si doveva demolire bisognava farlo subito, e forse alla fine l'abuso verrà sanato.
E l'amministrazione comunale cosa sta facendo? Nulla, prende tempo.
Alla società civile non resterà che prendere atto che chiunque potrà costuire palazzine in un bosco,
purché abbia abbastanza tempo per aspettare la sanatoria.
Ma la veglia di Natale sarà comunque rovinata per sempre, con o senza presepe vivente.




