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Martedì, 22 dicembre 2009
Il Golf, Passione Verde-Oro
Anche a Casole d'Elsa, tanti anni fa, si parlava di un campo da golf ... (n.d.C.N.)Antonello Caporale su la Repubblica
Il golf, che passione! Oramai ha la forza suprema di una necessità urgente. L'Italia si dirige sui green con la velocità di una lepre e appena lo sguardo prende spazio l'idea si fa concreta perché, ora è chiaro, a ogni filo d'erba corrisponde un pilastrino di cemento armato, pallina bianca e mattoncino verde, cuore e ragione, sport&business.
Ricchi e felici gli italiani forse lo saranno e comunque nel prossimo ventennio ci troveremo in tanti, lucidati e ripuliti, magari ricchi e in forma, a calpestare il soffice manto erboso. Le previsioni avvisano di una moltitudine in arrivo. Vogliosa e gaudente. La scommessa è realizzarne in fretta, tanti e tanti di questi campi. La Campania, fiutando l'affare, ne ha già costruiti cinque, due sono in arrivo, altri in progettazione. E la Toscana? Primissima fila. A Castelfalfi, a Montaione la multinazionale tedesca Tui ha voglia di stupire. Si inaugurano le diciotto biuche, e speriamo che sia così, a Ortovero, in provincia di Savona; a Sciacca, in Sicilia, tutto è già stato fatto per la clientela supervip della catena alberghiera di sir Forte. Nell'isola 48 sono i progetti presentati per dare modo ai siciliani di trovare dovunque una buca adeguata al loro nuovo lifestyle. Un borgo diventa un campo da golf ad Agazzano, Piacenza, anche a Bonassola, di nuovo in Liguria, e a Grado, in Friuli. Continua a leggere "Il Golf, Passione Verde-Oro" »
Martedì, 18 novembre 2008
Castelfalfi, atto secondo: dalle parole ai fatti
Paolo Baldeschi su www.eddyburg.itUn primo dibattito pubblico sul progetto Tui a Castelfalfi, ampiamente documentato su Eddyburg, si è concluso nel dicembre 2007 con alcune raccomandazioni del Garante alla comunicazione recepite dal consiglio comunale di Montaione in una delibera dove si stabilisce (fra l’altro) .. ’che si provveda:’
- alla verifica, con il supporto e la consulenza di Acque S.p.A...., delle reali esigenze di risorse idriche e delle modalità di approvvigionamento e di gestione;
- ad un ridimensionamento dell’intervento e alla qualità architettonica della progettazione del medesimo....;
- alla formulazione di un piano industriale dell’attività della Società Tenuta di Castelfalfi....;
- che sia mantenuta l’unitarietà dell’intervento.
Per dare corso al progetto, il 31 luglio 2008 il Comune di Montaione ha adottato una variante al Regolamento urbanistico. Leggere come in questa sede siano state tradotte le raccomandazioni del Garante è anche un’occasione per una riflessione più generale sul funzionamento della normativa regionale, qui sottoposta alla prova dei fatti da un’operazione particolarmente impegnativa e complessa.
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Sabato, 19 gennaio 2008
La svolta di Castelfalfi
Provo anch’io a intervenire nell’importante discussione che Eddyburg sta ospitando a proposito di Calstelfalfi. Qui si è verificata la prima applicazione di un metodo – il “dibattito pubblico” sui grandi interventi – che è stato poi esplicitamente previsto dalla legge toscana sulla partecipazione, approvata un mese fa. Ciò significa, che dopo questa esperienza pionieristica, ce ne saranno altre, probabilmente molte altre. E’ quindi importante capire che cosa possiamo aspettarci da un approccio di questo genere. Se pensiamo di poterlo migliorare, correggendo alcuni dei limiti che sono stati denunciati. O se è meglio buttarlo via e impegnarci a lavorare su altri fronti.
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Domenica, 30 dicembre 2007
Appello per la tutela di Castelfalfi
c’è insieme un veleno e un potere curativo...”
(W.Shakespeare, Romeo e Giulietta, atto II)
Siamo dunque giunti al termine del Dibattito Pubblico istruito a margine del progetto “Toscana Resort Castelfalfi”. Un processo originale e partecipato nel metodo, rivelatosi irto di difficoltà nel merito, in cui tutti gli attori sociali interessati dalla proposta della TUI, hanno potuto comunque esprimere liberamente le proprie convinzioni e valutazioni. Come associazioni ambientaliste, tuttavia, non possiamo esimerci dal ribadire con forza le nostre perplessità e le nostre preoccupazioni, che permangono intatte sull’intera operazione e che si sostanziano sinteticamente nell’articolato appello sottostante. Un appello che rivolgiamo a tutti quei soggetti (privati e collettivi) che hanno a cuore i destini del paesaggio italiano, affinché il progetto della TUI sia radicalmente modificato.
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Sabato, 29 dicembre 2007
Sulla lettera di Massimo Morisi e sulla replica di Edoardo Salzano
Tratto dal sito web eddyburg.it
La lettera di Massimo Morisi e la replica di Edoardo Salzano pongono un interessante terreno di riflessione. Parlo solo dei punti 1-5 della lettera, perché il resto mi sembra inutilmente polemico, come sgradevole l’accenno agli “accoliti di Asor Rosa”, fra cui ho l’onore di annoverarmi.
A Castelfalfi il garante ha fatto bene il suo mestiere. Per rendersi conto di ciò basta leggersi i verbali delle assemblee e la loro sintesi nel rapporto. Nessuno può accusare Morisi di essere stato di parte o indulgente con la Tui o omissivo. Da questo punto di vista molte critiche suonano preconcette e “a prescindere”. Morisi ha ragione quando ribadisce la necessità di non confondere il ruolo del garante con un ruolo decisionale e che - piaccia o non piaccia - questa è partecipazione e su questo terreno occorre che movimenti e comitati si confrontino. Continua a leggere "Sulla lettera di Massimo ... »
Venerdì, 28 dicembre 2007
Morisi: Autodifesa o autodenuncia?
Se si vuol discutere con qualcuno la prima cosa è ammettere la sua buona fede. Dò per scontata la buona fede e l’onestà intellettuale di Massimo Morisi, e perciò non dirò che è un “accolito” di Riccardo Conti (e mi piacerebbe che lui non parlasse di “Alberto Asor Rosa e dei suoi accoliti”). Dò per scontata anche l’intelligenza di Morisi e credo volentieri che egli abbia applicato correttamente, come non dice solo Luigi Bobbio, la tecnica della partecipazione locale.
Ciò detto, mi sembra che Morisi, nella sua autodifesa dalle critiche all’intervento di Castelfalfi presti il fianco ad alcuni ulteriori motivi di critica. Mi sembra utile proporli anche perché il tema della partecipazione è tornato oggi all’attenzione dell’opinione pubblica, soprattutto in relazione alla Toscana e alla legge in proposito, recentemente approvata dal Consiglio regionale.
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Castelfalfi: il garante risponde alle critiche
Chiarissimo Prof. Salzano, mi piacerebbe poter pubblicare sulla Vostra rivista elettronica (www.eddyburg.it) un mio intervento che prende spunto da una serie di contributi variamente critici sulla vicenda Castelfalfi e sul ruolo del garante. La ringrazio molto comunque. Con viva cordialità. mm.
Premessa. Fare partecipazione è altra cosa dal solo parlarne. “Farla” e non solo “reclamarla” implica molta onestà intellettuale. Se si è onesti quando si parla di partecipazione, occorre concordare su un fatto: o i cittadini contano e debbono contare per le loro opinioni quando si esprimono mediante un processo partecipativo organizzato per informarli e metterli in condizioni di confrontare argomenti e se del caso di cambiare visioni, giudizi e valutazioni, oppure c’è sempre qualcuno più saggio che deve decidere per loro, insegnare loro il buono e il cattivo, il bello e il brutto. Nella sua banalità, la distinzione sta tutta qui. “Fare” partecipazione. Oppure semplicemente “invocarla” per difendere pregiudizialmente le proprie tesi. Se si è onesti si accettano i risultati della partecipazione. Se non lo si è, si fa finta che essa non ci sia stata anche quando, come a Castelfalfi, essa rappresenta – come ha scritto Luigi Bobbio «un lavoro eccellente e pionieristico». Ciò premesso provo ad affrontare alcuni punti specifici.
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Giovedì, 27 dicembre 2007
"Dopo Castelfalfi"
Gli esiti per Castelfalfi? Erano scontati! Il mega village si farà e sostanzialmente sarà come TUI (la multinazionale turistica tedesca) lo vuole e lo ha sempre voluto! C’era qualcuno che forse si era illuso che, attraverso l’impianto della costosa macchina della PARTECIPAZIONE, “geniale” idea della Giunta Regionale che sta per tradursi in legge, ma qui già sperimentata come per un prototipo, potesse cambiare la sostanza della cosa?
Il mega village si farà e sarà mega (metro cubo in più o metro cubo in meno) perché il pensiero di TUI è lo stesso di Martini e di Conti, perché gli interessi di TUI coincidono esattamente con i princìpi di Martini e di Conti (e con la filosofia del “neutrale” consulente Morisi, intellettuale giustificatore e sistematore dell’ideologia urbanistica del reddito territoriale).
Il mega village si fa perché, nell’ottica di Conti & C., è così che il territorio dà reddito, ovvero lo si snatura, però producendo monete d’oro su monete d’oro, dando il via ad un vero nuovo torrente di monete al posto dell’acqua che mancherà; è così che dove c’era equilibrio per 300 vengono in15.000, in bus, a portare tutti gli idiomi del mondo, con tutti i bermuda del mondo, con tutti i colori del mondo. …
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