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Domenica, 11 luglio 2010
La Cultura Tagliata
Rosaria Amato su PercentualmenteLe sei associazioni culturali che oggi hanno inviato la lettera aperta al governo parlano di recessione culturale. Non c’è dubbio che le cifre della manovra giustifichino un allarme di questo tipo. E’ stata proprio una delle associazioni in questione, Federculture, a presentare qualche giorno fa un accurato dossier sul Dl n.78 che riassume l’entità dei tagli, che ridisegnano in modo complessivo l’intervento pubblico nella cultura, così come è stato concepito dal dopoguerra fino a oggi.
“A livello centrale la manovra prevede un taglio di 58 milioni di euro per ciascun anno dal 2011 al 2013, di cui 50 milioni al solo capitolo riguardante la tutela e la valorizzazione dei beni e attività culturali, cui si aggiungerà il preannunciato taglio del Fus (Fondo Unico per lo spettacolo, ndr)”, ha spiegato il presidente di Federculture Roberto Grossi all’Auditorium del Maxxi il 6 luglio. Il bilancio del ministero dei Beni Culturali, ricorda l’associazione, è passato dai 2.116 milioni del 2003 a 1.710 milioni di euro del 2010.
Ma non si tratta solo dei tagli operati a livello centrale. Ci sono i tagli agli enti locali, che inevitabilmente si rifletteranno sulla cultura che a questo punto diventa un lusso insostenibile visto che circa il 60% della manovra grava su Regioni, Province e Comuni. Gli enti locali denunciano da settimane la conseguenza peggiore della riduzione dei finanziamenti: la ripercussione sui servizi sociali essenziali.
Se anche gli enti locali decidessero che è meglio finanziare il teatro del paese o la banda musicale piuttosto che aiutare le famiglie a rischio povertà, ci sono una serie di robusti paletti della manovra che impediscono agli enti locali di spendere e di spendersi per la cultura. A cominciare dal divieto per i comuni con popolazione inferiore a 30.000 abitanti di costituire società. Oppure, norma più generale, dal divieto per le amministrazioni pubbliche a partire dal prossimo anno di sostenere spese per l’organizzazione di mostre, relazioni pubbliche, convegni, in misura superiore al 20% di quelle effettuate nel 2009 (con un abbattimento dell’80% dunque). Continua a leggere "La Cultura Tagliata" »
Martedì, 12 gennaio 2010
Addio a Eric Rohmer mente della Nouvelle Vague
da la RepubblicaPARIGI - Lutto nel mondo del cinema europeo: a 89 anni si è spento a Parigi il regista Eric Rohmer. Ad annunciarlo è stata la sua produttrice, Margaret Menegoz. Con lui scompare non solo uno degli autori francesi più noti a livello internazionale, amatissimo dal pubblico più cinefilo e raffinato; ma anche uno dei padri fondatori di un movimento cinematografico che ha contribuito a rivoluzionare il modo di intendere la settima arte: la Nouvelle Vague.
Cineasta che ha realizzato pellicole diventate classiche come Il raggio verde (Leone d'oro alla Mostra di Venezia 1986), noto soprattutto per le sue opere unite da un filo conduttore tematico - i cicli Sei racconti morali, Commedie e proverbi, Racconti delle quattro stagioni - Rohmer ci lascia una filmografia abbastanza unica nel suo genere: attenta com'è all'equilibrio tra quotidianeità (spesso i protagonisti sono giovani) e grandi dialoghi filosofici, tra capacità di raccontare le inquietudini dei rapporti tra le persone nel presente e gusto per l'ambientazione storica o letteraria.
Il regista (vero nome Jean-Marie Maurice Scherer) nasce a Nancy nell'aprile del 1920. Diventato adulto, dopo una parentesi come insegnante di lettere si dedica alla critica cinematografica. Ed è a fine anni Quaranta, presso Le revue du cinéma, che conosce colleghi e futuri registi che come lui lasceranno il segno: André Bazin, Jacques Rivette, Jean-Luc Godard. Un gruppo che poi confluirà negli ormai mitici Cahiers du Cinema (dal 1951). Continua a leggere "Addio a Eric Rohmer mente ... »




