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Sabato, 10 luglio 2010
Case abusive, autostrade e ponti. La colata di cemento stringe l'Italia
Martedì 20 luglio 2010 ore 18,00, Libreria Becarelli, viale G. Mameli 14/16 SienaPRESENTAZIONE DEL LIBRO
LA COLATA
Il partito del cemento che sta cancellando l’Italia e il suo futuro
A. Garibaldi, A. Massari, M. Preve, G, Salvaggiulo, F. Sansa
[Ed. Chiarelettere]
Saranno presenti gli autori: Marco Preve (la Repubblica) e Giuseppe Salvaggiulo (La Stampa)
Floriana Rullo su www.affaritaliani.it
Tremilioni e mezzo di ettari divorati dal cemento e dall'asfalto. Una regione grande più del Lazio e dell'Abruzzo. Ventisettemila ettari di terreni agricoli spariti dal 99 ad oggi. E ogni giorno il cemento e l'asfalto cancellano più di 10 ettari di campagne in Lombardia, otto in Emilia. Il tutto a un ritmo di 244 mila ettari all'anno. Un paese bello e disgraziato nel quale senza il boom delle gru edili non ci sarebbe stata crescita del prodotto interno lordo. Senza contare che solo il 14 per cento del territorio italiano non ha costruzioni nel raggio di cinque chilometri. Al primo posto della devastazione la Liguria. Seguita da Calabria, Campania, Sicilia, Emilia Romagna e Sardegna. E negli anni il partito del cemento avanza e non lo ferma più nessuno. Da Nord a Sud la febbre del mattone coinvolge banchieri, sindaci, deputati ma anche cardinali e membri della chiesa. La denuncia nel libro-inchiesta LA COLATA dei giornalisti Andrea Garibaldi, Corriere della Sera, Antonio Massari, Il fatto quotidiano,Giuseppe Salvaggiulo, La Stampa, Marco Preve, la Repubblica, Ferruccio Sansa, Il Fatto.
Un’ indagine sul partito del cemento che sta cancellando l’Italia e la sua ricchezza. Oggi ne parliamo con gli autori Marco Preve e Ferruccio Sansa, introdotti dal giornalista Bruno Lugaro.
Dal 2005 l'Italia ha coperto di cemento 12 milioni di ettari del suo territorio, ha ingurgitato il 40,65 per cento di terra. Il 20% del patrimonio edilizio è fatto da seconde e terze case, tirate su a spese della natura. E che puntualmente rimangono però vuote per 10-11 mesi all'anno. Per chi se lo può permettere ovviamente. Continua a leggere "Case abusive, autostrade e ... »
Lunedì, 22 marzo 2010
Asor Rosa presenta un documento per i candidati: «Servono regole che i Comuni non possano cambiare casualmente»
Comitati contro il Pd: facce nuove in Regione per salvare il territorio - Asor Rosa presenta un documento per i candidati: «Servono regole che i Comuni non possano cambiare casualmente»Uno statuto, una «carta costituzionale per il territorio», una legge più rigida che possa garantire il rispetto del valore del paesaggio e di alcuni precisi principi per il rispetto dell’ambiente. Alberto Asor Rosa e la Rete dei comitati per la difesa del territorio hanno steso un documento e lo hanno indirizzato a tutti i candidati alle elezioni regionali. «Con amarezza dobbiamo constatare che non c’è stata risposta e questi temi non hanno toccato che marginalmente la campagna elettorale— sottolinea il critico letterario Asor Rosa — Vorremmo porre all’attenzione la necessità di avere uno statuto che non sia sottoposto a variazioni casuali da parte dei Comuni».
Il professore e la Rete hanno presentato ieri pomeriggio a Firenze un documento di 14 pagine e accanto ad Asor Rosa c’era anche l’urbanista Paolo Baldeschi. «La difficile situazione economica dei Comuni da una parte, la tendenza degli imprenditori a investire dall’industria all’edilizia portano a a un consumo di territorio inaccettabile — spiega Baldeschi— Le leggi regionali in difesa del paesaggio ci sono, c’è il Piano di indirizzo territoriale, ma l’amministrazione ha dato in materia di urbanista deleghe totali ai Comuni che non hanno ora una grossa forza di difesa». Continua Baldeschi: «La tutela deve essere qualcosa di unificato: si può permettere che a Fiesole si faccia in un modo a Impruneta si costruisca in un altro e a Sesto in un terzo modo ancora? C’è anche un altro problema: non si può lasciare che i Comuni possano autocertificare la conformità al piano territoriale: servirebbe un organismo terzo che controlli». Continua a leggere "Asor Rosa presenta un ... »
Martedì, 30 giugno 2009
Piero Pii e Riccardo Conti preparano il nuovo Piano Regolatore "per sanare le Vigne e Poggio Marino"
Le parole del sindaco Piero Pii in assemblea pubblica dissipano qualsiasi dubbio sull'accordo tra la destra di Casole e la dirigenza del Partito Democratico della Regione Toscana.Il nuovo sindaco ha affermato di aver incontrato l'assessore all'urbanistica della Regione Toscana Riccardo Conti e discusso il nuovo piano regolatore di Casole d'Elsa che sanerà gli interventi che sono oggetto di indagine (e a dire il vero anche di richieste di rinvii a giudizio) da parte della magistratura. Il leader della destra casolese ha fatto anche esplicito riferimento alle Vigne e alla fornace di Poggio Marino.
Inutile dire che ai cittadini di Casole non è consentito avere una opinione in merito, dal momento che la relazione dell'arch. De Zordo sul complesso delle Vigne è inspiegabilmente assente dal sito del Comune.
Le parole di Piero Pii smentiscono drammaticamente le affermazioni di Claudio Cavicchioli, che pochi giorni fa, con toni poco convinti, ha tentato mestamente di negare l'accordo Pd-Pensare Comune. Ma intanto, in perfetta continuità con la filosofia della giunta Feti, e senza rendere noti (per esempio pubblicandoli sul web) i documenti relativi a questi scempi, il partito della destra casolese progetta insieme all'assessore Riccardo Conti un nuovo piano regolatore che assomiglia ancora una volta a una sanatoria.
Chi ha letto la temuta relazione dell'arch. De Zordo afferma che, dal punto di vista delle irregolarità ambientali ed edilizie, il complesso delle Vigne è assolutamente spaventoso e non sanabile in alcun modo. E' forse per questo che i casolesi non possono leggere questo testo pagato con denaro pubblico? Continua a leggere "Piero Pii e Riccardo Conti ... »
Domenica, 11 novembre 2007
I comitati di Asor Rosa aprono la vertenza toscana
Sabato, 17 marzo 2007
Chi ferma il cemento, di Vittorio Emiliani (da l'Unità 17/03/2007)
E questo con disagi sociali crescenti e con speculazioni pesantissime sulla pelle dei giovani, degli anziani sfrattati, degli immigrati. Nella pubblicazione annuale del Comune di Roma si parla esplicitamente di «fallimento» della risposta di mercato rispetto alla domanda di alloggi. Eppure negli ultimi sei anni gli investimenti nazionali nella sola edilizia residenziale (quasi totalmente edilizia di mercato) sono balzati da 58 a oltre 71 miliardi di euro (+23 per cento). In tal modo il contributo al Prodotto Interno Lordo delle costruzioni è risultato fondamentale. Praticamente, esso ha puntellato il Pil che, diversamente, avrebbe avuto segno costantemente negativo. In tale situazione i permessi di costruzione hanno galoppato. Con cifre imponenti in Veneto, Emilia-Romagna e Lombardia. Per l'intera Italia sono oltre 800.000 stanze nel solo 2002. Pochissime però di edilizia economica e popolare. Difatti, nelle città maggiori siamo ad una autentica emergenza-casa.
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