Post con tag corruzione
Related tags
abusivismo ambiente ampugnano beni culturali casole - territorio casole-territorio codice del paesaggio comitati condono consumo di suolo criminalità difensore civico energia eolico giustizia italia nostra la normativa legalità mafia multimedia normativa opinioni e contributi paesaggio partito democratico piano casa piano regolatore pubblica amministrazione questione morale rassegna stampa servizi radiotelevisivi sostenibilità speculazioni edilizie territorio toscana trasparenza urban sprawl urbanisticaGiovedì, 1 luglio 2010
Quanto ci Costa il Porto Voluto da Scaiola
La "Colata" prosegue impietosa; gli autori del fortunato libro continuano a documentarla. Da il Fatto Quotidiano.
Neanche gli stadi dei Mondiali forse c’erano riusciti: il nuovo porto turistico di Imperia, fortissimamente voluto da Claudio Scajola, sarebbe costato cinque volte più del previsto. È scritto nel documento della Commissione di Vigilanza e Collaudo finito alla Procura di Imperia. “È necessario – scrivono i tecnici – osservare che l’ultimo certificato di pagamento emesso stima in 145,8 milioni il costo delle opere marittime, valore assolutamente non congruo rispetto al progetto approvato, il cui costo in fase di progettazione era stato stimato in maniera considerevolmente inferiore (29,3 milioni)”.
La colata di cemento
I riflettori si accendono ancora una volta su quest’opera faraonica: 1.440 posti barca più 117 appartamenti. Il tutto realizzato dall’Acquamare di Francesco Bellavista Caltagirone (non indagato), noto anche per aver partecipato alla cordata Alitalia sponsorizzata dal Governo. L’Acquamare a sua volta detiene il 33 per cento della società Porto di Imperia spa. Un altro terzo è del Comune di Imperia. L’ultima fetta è in mano a imprenditori locali tra cui risultava anche Pietro Isnardi, consuocero di Alessandro Scajola, fratello dell’ex ministro, ma soprattutto suocero di Marco Scajola, fino a pochi mesi fa vicesindaco della città.
Il nuovo scalo è forse la più grande colata di cemento in una Liguria dove i porticcioli – benedetti da centrodestra e centrosinistra – sono stati il cavallo di Troia per milioni di metri cubi di costruzioni. Proprio quel porto di cui Angelo Balducci era stato nominato commissario. E la presenza nella Riviera dei Fiori di uno dei protagonisti delle indagini sulla Cricca sta attirando sul progetto l’attenzione delle procure. Non soltanto di quella imperiese. Gli investigatori stanno valutando molti elementi, “come il mancato svolgimento di gare di evidenza europea”.
Continua a leggere "Quanto ci Costa il Porto ... »
Mercoledì, 30 giugno 2010
Archeocondono. E Spunta un Condono sui Beni Archeologici Mini-multa per Tenerli
Continuano i premi ai ladri, continua l’allargamento della cerchia dei complici di chi comanda: la consegna è: chi può partecipi al saccheggio dei beni comuni. Francesco Erbani su la Repubblica.
Più volte proposto, altrettante volte ricacciato indietro, subissato dalle proteste di tutte le associazioni che tutelano il patrimonio artistico, torna l’archeocondono, la norma che depenalizza il possesso illecito di un bene archeologico in cambio di una modesta multa. Al momento circolano almeno due bozze di un articolo diviso in 11 commi intitolato «Disposizioni in materia di emersione e catalogazione di beni archeologici, nonché revisione delle sanzioni penali», entrambe maturate in ambienti parlamentari del Pdl. Modifiche sono ancora possibili, ma un punto in comune le varie versioni dell’articolo ce l’hanno: finire dentro la manovra finanziaria (all’interno del maxi emendamento con le modifiche che il governo presenterà) e giungere in porto blindate e sicure. In sostanza chiunque detenga un reperto mai denunciato, in Italia o all’estero, e dunque in violazione della legge, può ottenere dallo Stato una «concessione in deposito» della durata di trent’anni, rinnovabili, e può anche trasferirlo in eredità. Il tutto dichiarando il possesso e pagando una somma che si aggira intorno a un terzo del valore di quel bene.
Non è la prima volta, dunque, che si attenta a uno dei pilastri della tutela in Italia, introdotto dalla legge del 1909 e poi sempre confermato, quello per cui solo lo Stato può fare o autorizzare scavi e tutto ciò che viene rinvenuto è di sua proprietà. Qualcosa di diverso c’è, però, fra queste proposte di sanatoria e le precedenti. In quelle era previsto che si diventasse proprietari del bene. Stavolta si parla di un deposito (anche se non viene esplicitamente vietata la vendita). E poi più alta è la multa: nel 2004 si tentò di far passare un emendamento alla Finanziaria, firmato da Gabriella Carlucci e da altri suoi colleghi, che fissava il pagamento al 5 per cento del valore. Adesso, inoltre, si aggiunge che la Soprintendenza può contestare la valutazione fatta e chiedere un’integrazione. Ma la sostanza è chiara, stavolta come allora. Il fine, dichiarano i proponenti, è quello di far emergere un patrimonio sommerso e di consentirne la catalogazione. Eppure il punto cruciale è un altro: in cambio di pochi spiccioli, che poco ristoro potrebbero portare al bilancio dello Stato e persino alle esangui casse dei Beni culturali, tutti quelli che possedevano al 31 dicembre 2009 un bucchero etrusco o un’anfora greca, recuperati chissà come, non saranno più punibili. Anche se hanno violato l’articolo 712 del codice penale, che persegue chi ha acquistato oggetti di dubbia provenienza. Continua a leggere "Archeocondono. E Spunta un ... »
Martedì, 29 giugno 2010
L'eversione Quotidiana
Oggi molto peggio di Tangentopoli: costruiscono un “diritto” per consentire corruzione e saccheggio.
Stefano Rodotà su la Repubblica.
I fatti di questo periodo obbligano a concludere che l´attuale fase politica e istituzionale deve essere pure definita come quella dell´"eversione quotidiana". Questo nuovo dato di realtà può essere colto se si riflette su una domanda che molti hanno fatto negli ultimi tempi: vi è una differenza tra il tempo di Mani pulite e la nuova ondata corruttiva che è davanti ai nostri occhi?
Questa differenza esiste, ed è profonda. Non siamo soltanto di fronte al prepotente ritorno di una corruzione alla quale l´azione giudiziaria aveva cercato di porre un argine, e che aveva sostanzialmente le sue radici in un bisogno della politica di "approvvigionarsi" di risorse finanziarie, con ovvie contiguità con il mondo degli affari e arricchimenti privati che accompagnavano il flusso di denaro verso i partiti. Oggi le cose sono diverse, e il caso Brancher, ultimo tra i tanti, lo illustra nel modo più eloquente.
Si è nominato un ministro soltanto per provvederlo di uno "scudo istituzionale", che potesse sottrarlo all´accertamento delle sue eventuali responsabilità penali. Ecco il cambiamento. Mentre i comportamenti del passato rimanevano comunque nell´area dell´illegalità, ora si costruisce una "legalità speciale" che serve a far rientrare in un´area lecita quel che dovrebbe invece rimanerne fuori. Si distorce così il significato del ricorso alla legge, non più garanzia ma scappatoia. E all´ombra di questa legge distorta si pratica l´eversione quotidiana, uno stillicidio di comportamenti che stravolgono il funzionamento delle istituzioni e dell´intera vita pubblica. Certo, si è evitata almeno la conseguenza più scandalosa dell´affare Brancher, il ricorso al legittimo impedimento per sottrarsi al processo, grazie alle proteste dell´opinione pubblica e di una parte del mondo politico, accompagnate in modo decisivo dai potenti anticorpi istituzionali prodotti dall´azione del Presidente della Repubblica. Ma proprio l´intera ricostruzione dei fatti rivela altri aspetti inquietanti, che mettono radicalmente in dubbio la possibilità che Brancher rimanga al suo posto di ministro. Inoltre, questo caso non è isolato, né rappresenta una eccezione, visto che trova la sua origine in una delle più clamorose leggi fatte per la persona di Silvio Berlusconi, appunto quella sul legittimo impedimento. Continua a leggere "L'eversione Quotidiana " »
Stefano Rodotà su la Repubblica.
I fatti di questo periodo obbligano a concludere che l´attuale fase politica e istituzionale deve essere pure definita come quella dell´"eversione quotidiana". Questo nuovo dato di realtà può essere colto se si riflette su una domanda che molti hanno fatto negli ultimi tempi: vi è una differenza tra il tempo di Mani pulite e la nuova ondata corruttiva che è davanti ai nostri occhi?
Questa differenza esiste, ed è profonda. Non siamo soltanto di fronte al prepotente ritorno di una corruzione alla quale l´azione giudiziaria aveva cercato di porre un argine, e che aveva sostanzialmente le sue radici in un bisogno della politica di "approvvigionarsi" di risorse finanziarie, con ovvie contiguità con il mondo degli affari e arricchimenti privati che accompagnavano il flusso di denaro verso i partiti. Oggi le cose sono diverse, e il caso Brancher, ultimo tra i tanti, lo illustra nel modo più eloquente.
Si è nominato un ministro soltanto per provvederlo di uno "scudo istituzionale", che potesse sottrarlo all´accertamento delle sue eventuali responsabilità penali. Ecco il cambiamento. Mentre i comportamenti del passato rimanevano comunque nell´area dell´illegalità, ora si costruisce una "legalità speciale" che serve a far rientrare in un´area lecita quel che dovrebbe invece rimanerne fuori. Si distorce così il significato del ricorso alla legge, non più garanzia ma scappatoia. E all´ombra di questa legge distorta si pratica l´eversione quotidiana, uno stillicidio di comportamenti che stravolgono il funzionamento delle istituzioni e dell´intera vita pubblica. Certo, si è evitata almeno la conseguenza più scandalosa dell´affare Brancher, il ricorso al legittimo impedimento per sottrarsi al processo, grazie alle proteste dell´opinione pubblica e di una parte del mondo politico, accompagnate in modo decisivo dai potenti anticorpi istituzionali prodotti dall´azione del Presidente della Repubblica. Ma proprio l´intera ricostruzione dei fatti rivela altri aspetti inquietanti, che mettono radicalmente in dubbio la possibilità che Brancher rimanga al suo posto di ministro. Inoltre, questo caso non è isolato, né rappresenta una eccezione, visto che trova la sua origine in una delle più clamorose leggi fatte per la persona di Silvio Berlusconi, appunto quella sul legittimo impedimento. Continua a leggere "L'eversione Quotidiana " »
Scritto da Casole Nostra
at
10:29
| Commenti (0)
| Trackbacks (0)
Tags: corruzione, opinioni e contributi
Lunedì, 28 giugno 2010
Da Borromini ai Suini gli Affari Improbabili della Beni Culturali Spa
Alberto Statera su la RepubblicaDal Borromini ai suini. Dai suini alle bietole. Che male c´è? La «Beni Culturali Spa» non si formalizza tra siti storici, musei, opere d´arte, statue, dipinti, archeologia e porcilaie. E persino campi di bietole per produrre agroenergia, nuova passione del direttore dei Musei Mario Resca. Attraverso le sorelline culturali Arcus Spa e Ales Spa, società pubbliche ma di diritto privato, si tratta di spendere centinaia di milioni di denaro pubblico in deroga, senza controlli di legittimità del Parlamento e della Corte dei Conti, in ossequio alla religione berlusconiana del fare e fare in fretta. Fare che? Soprattutto fare affari.
Come nel modello Protezione Civile Letta-Bertolaso. E come in quello dell´ex ministro Pietro Lunardi, che pare si sia portato via un palazzo nel centro di Roma a un quarto del suo prezzo, complice l´eccellente dominus vaticano Crescenzio Sepe, cardinale nella manica di Papa Wojtyla, ma esiliato subitaneamente a Napoli da Papa Ratzinger.
Per merito degli antichi predecessori Gregorio XV e Innocenzo X, fu il Borromini verso il secondo decennio del 1600 a disegnare la facciata del palazzo di Propaganda Fide a Roma in piazza di Spagna, la cui ristrutturazione a spese dell´Arcus, secondo i magistrati di Perugia avrebbe prodotto per riconoscenza la proprietà di un palazzetto vista Montecitorio all´ex ministro Lunardi, detto El Talpa per la sindrome incontrollabile che ha di progettare, ben retribuito con denaro pubblico, tunnel ferroviari e autostradali in tutta Italia, attraverso le sue società di famiglia. Non si sa bene invece chi fu a mettere in campo i suini, che pure hanno la loro indubitabile valenza culturale. Infatti la società di diritto privato Arcus, posseduta dal Tesoro italiano e controllata dai Beni Culturali, ha finanziato per 500 mila euro la Fondazione Pianura Bresciana per un risolutivo convegno sulle cinque razze autoctone di maiali. Cinque le razze suine? Forse sono anche di più. Ma accontentiamoci e rendiamo grazia al generoso ministero dei Beni Culturali. Continua a leggere "Da Borromini ai Suini gli ... »
Lunedì, 17 maggio 2010
La Truffa dell'Eolico
Il malaffare che sta emergendo dietro la così detta energia pulita e che rischiava di sconvolgere per sempre il paesaggio sardo. Giacomo Mameli su l’Unità
Volevano una Sardegna sfregiata. Non più torri nuragiche tra il Golfo degli Angeli e l’Asinara ma giganteschi mostri d’acciaio, pale eoliche più alte della cupola di San Pietro, 200 tonnellate di peso ciascuno. Dovevano sorgere sotto il Limbara cantato da Fabrizio De Andrè e il monte Ortobene dei pastori di Grazia Deledda. Erano i primi anni Duemila, col centrodestra al governo della Sardegna guidata, a fine legislatura, da un assessore tecnico alla Programmazione, Ugo Cappellacci, commercialista figlio del papà-commercialista che curava gli affari di Silvio Berlusconi tra Costa Smeralda e Porto Rotondo.
Era stata scritta una sentenza di condanna ad metalla dal Sulcis alla Nurra, perfino davanti a basiliche dell’arte romanica. Numeri da incubo: 2.814 aerogeneratori, uno ogni otto chilometri quadrati (in Germania, fra le nazioni leader per le energie pulite, il rapporto era di una pala per 23 chilometri quadrati). Sarebbe stato uno scempio. Emanuele Sanna, oggi sindaco Pd di Samugheo nell’Oristanese, ex presidente del Consiglio regionale negli anni ’80 quando la Regione dei Quattro Mori era guidata dal sardista Mario Melis, presidente del comitato sardo per il paesaggio, nel 2002 denunciava in convegni e articoli manovre losche: “L’eolico che ci stanno proponendo rischia di essere più inquinante del petrolio e del carbone”. A vantaggio dei laureati sardi senza lavoro? No. “I benefici – scriveva Sanna - sono facilmente individuabili fra le imprese italiane e straniere che su scala europea dànno la caccia ai siti meno costosi per intercettare non tanto il vento quanto incentivi finanziari e fiscali”.
Continua a leggere "La Truffa dell'Eolico" »
Venerdì, 7 maggio 2010
Torna la Corruzione
Quella sconosciuta che divora 60 miliardi di euro ogni anno e che la politica non vuole colpire.Nello Trocchia su articolo21.org
Le inchieste si moltiplicano, dallo scandalo G8 a quello Fastweb fino alle case, consulenze, regalie come strumento di favore per assecondare i voleri della cricca. Gira e rigira torna di attualità la grande sconosciuta: la corruzione. Un fenomeno tanto grave quanto ignorato da mezzi di informazione e dalla politica. L’area finiana del Pdl, scosso dal caso del ministro sfrattato( un suo ritratto dall'archivio) e dalla nuova inchiesta su Verdini, propone l’approvazione di un provvedimento anticorruzione che prevede l’aumento delle pene. Ma serve davvero?
L'impunità. Da uno studio emerge che un indagato per corruzione ha meno dell’1% di probabilità di farsi un giorno di carcere. Il problema attiene al reato, alla responsabilità dei partiti e al funzionamento della macchina giudiziaria. “ E’ un reato, come dimostra il dato reso noto dal magistrato Piercamillo Davigo, coperto da quasi certa impunità. L’inasprimento delle pene – spiega Alberto Vannucci, professore di scienze politiche all’università di Pisa ed esperto della materia – temo che alimenti solo l’ effetto annuncio che non incide per nulla sul fenomeno”. “In realtà quello che incide sul calcolo di chi paga una tangente è la probabilità di essere preso. L’inasprimento delle pene, in assenza di misure che rendano i procedimenti giudiziari più rapidi e di misure che aumentino le probabilità di punibilità del colpevole, risulta assolutamente inutile. Il problema è che, come dice il rapporto del Greco, il gruppo degli stati europei contro la corruzione, questo reato è circondato da un’aura di impunità, grazie a vari fattori, come ad esempio la prescrizione. Se il processo dura troppo e si arriva alla prescrizione, è perfettamente inutile aumentare le pene”. Una riforma quella dei tempi di prescrizione, varata sotto il governo Berlusconi nel suo precedente regno( una delle leggi ad personam), che si iscrive nelle innumerevoli norme che hanno dato un colpo più che al fenomeno, a chi lo reprime.
Continua a leggere "Torna la Corruzione" »
Giovedì, 6 maggio 2010
Alle Radici della Corruzione
Sembra che non tutti i membri della giunta di Casole d'Elsa abbiano letto le richieste di rinvio a giudizio (che li chiamano di fatto in causa come parte offesa) per lo scempio di Pietralata. (n.d.C.N.)Sergio Rizzo sul Corriere della Sera
Un tumore maligno annidato in un organismo senza anticorpi. Ecco come i vertici della Corte dei conti definivano la corruzione che infesta il nostro Paese non più tardi di qualche settimana fa, quando già infuriava lo scandalo per gli appalti del G8 della Maddalena. Si fa fatica a pensare che cosa potrebbero affermare ora, dopo le ultime clamorose scoperte. Va detto subito che sui fatti spetterà alla magistratura fare chiarezza. Ma lo scenario che lasciano intravedere gli squarci aperti in questi giorni, al di là delle responsabilità individuali, è agghiacciante: se si trattava di un sistema generalizzato, dove si potrà arrivare? Anzi, dove si è già arrivati? La stessa Corte dei conti ha stimato in 60 miliardi di euro la «tassa occulta» che gli italiani pagano ogni anno a causa della corruzione: una somma che basterebbe quasi a ripagare gli interessi del nostro enorme debito pubblico. Una stima magari esagerata, come qualcuno sostiene.
Resta il fatto che nel solo 2009 la Guardia di finanza ha accertato un aumento del 229% per i reati di corruzione e del 153% per quelli di concussione. E che nella classifica stilata da Transparency International sulla corruzione nel mondo l’Italia è scivolata in un solo anno dal cinquantacinquesimo al sessantatreesimo posto. A fianco dell’Arabia Saudita, e in fondo alle nazioni europee. Si dirà che queste classifiche lasciano il tempo che trovano, e forse è vero. Comunque, la dicono lunga sulla nostra reputazione internazionale in questa materia.
Continua a leggere "Alle Radici della Corruzione" »
Giovedì, 29 aprile 2010
Comuni che Guardano Lontano
Ha avuto inizio l'iter processuale per la lottizzazione abusiva di Pietralata.
Processo del quale il sindaco del Comune di Casole avrebbe il dovere di informare i cittadini nel prossimo consiglio comunale.
Dovrebbe almeno dire se ci sono dipendenti comunali sotto processo, e per quali reati.
In nome della trasparenza, ma soprattutto perché il comune di Casole e il Ministero dell'Ambiente risultano persone offese.
Cioè noi.
Ma nessun segnale in questo senso proviene dall'associazione di Pii-Barbagallo, mentre sindaci illuminati cominciano a comprendere quali saranno le linee dello sviluppo del futuro. (n.d.C.N.)
Processo del quale il sindaco del Comune di Casole avrebbe il dovere di informare i cittadini nel prossimo consiglio comunale.
Dovrebbe almeno dire se ci sono dipendenti comunali sotto processo, e per quali reati.
In nome della trasparenza, ma soprattutto perché il comune di Casole e il Ministero dell'Ambiente risultano persone offese.
Cioè noi.
Ma nessun segnale in questo senso proviene dall'associazione di Pii-Barbagallo, mentre sindaci illuminati cominciano a comprendere quali saranno le linee dello sviluppo del futuro. (n.d.C.N.)





