Post con tag costituzione
Mercoledì, 25 agosto 2010
La Costituzione e i Beni Pubblici
Salvatore Settis su la Repubblica.Nel duro scontro fra interessi privati e bene comune dei cittadini, c’è un dato da cui partire: il più robusto schieramento italiano è il "partito della Costituzione". Lo mostra l’eloquenza dei numeri: nelle elezioni del 2008, il maggior partito italiano (il Pdl) ebbe 13.629.464 voti, pari al 37,3% dei voti espressi; nel referendum del 2006, la riforma costituzionale varata dal centro-destra fu bocciata da 15.791.293 italiani (il 61,3 % dei voti espressi). La percentuale dei votanti fu assai diversa nei due casi (52,3% nel 2006, 80,4% nel 2008), ma quel che conta (anzi, conta ancor di più) è il dato in cifra assoluta: a difesa della Costituzione, contro una riforma che somiglia anche troppo all’insussistente "Costituzione materiale" invocata dall’onorevole Bianconi contro il Capo dello Stato, votarono allora oltre due milioni di cittadini più degli elettori Pdl di due anni dopo. Come ha osservato il Presidente emerito Scalfaro, i vincitori del referendum del 2006 non seppero trarre le conseguenze di quel risultato, ma è oggi il momento di ricordarsene. Oggi, mentre il Paese è in preda a una schizofrenia di cui gli osservatori stranieri sembrano accorgersi molto più di noi.
Il tema dei beni pubblici, che Rodotà ha affrontato in queste pagine il 10 agosto, è un’ottima cartina di tornasole: nella stessa Italia nascono oggi da un lato avanzatissime proposte, dall’altro sgangherate devoluzioni. L’Accademia dei Lincei ha appena pubblicato un bel volume (a cura di Ugo Mattei, Edoardo Reviglio e Stefano Rodotà) sui Beni pubblici dal governo democratico dell’economia alla riforma del Codice Civile. Sono gli atti di un convegno (aprile 2008) sui lavori della Commissione Rodotà sui Beni Pubblici, che ha lavorato dal giugno 2007 al febbraio 2008. Dato che lo statuto dei beni pubblici è «disperso in mille rivoli, in classificazioni formalistiche del Codice Civile, nonché in una miriade di leggi e leggine speciali», quella Commissione provò a metter ordine, usando come guida i valori della Costituzione, poiché «il regime giuridico dei beni pubblici costituisce il fondamento economico e culturale più importante per la realizzazione del disegno di società contenuto nella Costituzione stessa» (le citazioni da U. Mattei). Continua a leggere "La Costituzione e i Beni ... »
Mercoledì, 20 gennaio 2010
Il Sospetto
Gustavo Zagrebelsky su la RepubblicaC'è una gran voglia di voltare pagina e guardare avanti. Quello che è stato un Paese riconosciuto e rispettato per la sua politica, la sua cultura, la civiltà dei rapporti sociali, è ormai identificato con l'impasse in cui è caduto a causa di un conflitto di principio al quale, finora, non si è trovata soluzione. Sono quasi vent'anni che il nodo si stringe, dalla fine della cosiddetta prima repubblica a questa situazione, che rischia d'essere la fine della seconda. La terza che si preannuncia ha tratti tutt'altro che rassicuranti.
Siamo probabilmente al punto di una sorta di redde rationem, il cui momento culminante si avvicina. Sarà subito dopo le prossime elezioni regionali. A meno che si trovi una soluzione condivisa, che si addivenga cioè a un compromesso. È possibile? E quale ne sarebbe il prezzo? Se consideriamo i termini del conflitto - la politica contro la legalità; un uomo politico legittimato dal voto contro i giudici legittimati dal diritto - l'impresa è ardua, quasi come la quadratura del cerchio. Per progressivi cedimenti che ora hanno fatto massa anche nell'opinione pubblica, dividendo gli elettori in opposti schieramenti, i due fattori su cui si basa lo stato di diritto democratico, il voto e la legge, sono venuti a collisione.
Questa è la rappresentazione oggettiva della situazione, che deliberatamente trascura le ragioni e i torti. Trascura cioè le reciproche e opposte accuse, che ciascuna parte ritiene fondate: che la magistratura sia mossa da accanimento preconcetto, da un lato; che l'uomo politico si sia fatto strada con mezzi d'ogni genere, inclusi quelli illeciti, dall'altro. Se si guarda la situazione con distacco, questo è ciò che appare come dato di fatto e le discussioni sui torti e le ragioni, come ormai l'esperienza dovrebbe avere insegnato, sono senza costrutto.
I negoziatori che sono all'opera si riconosceranno, forse, nelle indicazioni che precedono. Ma, probabilmente, non altrettanto nelle controindicazioni che seguono. Continua a leggere "Il Sospetto" »
Domenica, 8 novembre 2009
L'avv. Ceruti Sconfigge il Ministro Prestigiacomo
L'avvocato Ceruti, che ha presentato il ricorso al TAR per san Severo, e contro il quale il sindaco di Casole d'Elsa Piero Pii si è scagliato in assemblea pubblica (con toni poco adatti ad un amministratore pubblico) ha fatto annullare il provvedimento del ministro Prestigiacomo sulla commissione di Valutazione di Impatto Ambientale.Un successo per chi ha a cuore la difesa della Costituzione. (n.d.C.N.)
«Reintegrare la Commissione Via»
Bocciati i decreti di Prestigiacomo, da la Nuova Ecologia
Il Tar del Lazio ha annullato il provvedimento del ministero dell'Ambiente di sostituzione delle Commissioni Via e Vas, chiedendo il reintrego dei precedenti commissari entro 45 giorni. La revoca degli incarichi era avvenuta «senza alcuna istruttoria» sull'attività compiuta e senza motivare la rimozione.
Il Tar del Lazio ha annullato il provvedimento del ministero dell'Ambiente di sostituzione della Commissione Via (Valutazione di impatto ambientale) chiedendo al governo il reintrego dei precedenti commissari entro 45 giorni. È quanto comunicano Gianluigi e Matteo Ceruti, legali dei ricorrenti. Con la sentenza n. 10606 del 2009 la Sezione II bis del Tar per il Lazio - Roma (Eduardo Pugliese, presidente e Mariangela Caminiti, relatrice) ha, infatti, annullato i decreti di giugno-luglio 2008 con cui il ministero dell'Ambiente aveva proceduto, in attuazione di una disposizione contenuta nel decreto legge n. 90/2008 (quello dell'emergenza rifiuti nella Regione Campania), alla pressoché integrale sostituzione dei componenti della Commissione tecnica di verifica dell'impatto ambientale Via e Vas (Valutazione ambientale strategica). Continua a leggere "L'avv. Ceruti Sconfigge il ... »
Sabato, 11 aprile 2009
Ritardi nelle opere? Pagano gli ambientalisti
Ignobile proposta di legge: un altro passo nella corrente che mira a distruggere il diritto di critica, cioè la base della democrazia. Giacomo Russo Spena su il manifesto, 8 aprile 2009Fai ricorso al Tar? Se perdi paghi milioni di euro di «risarcimento danno».
È il destino che potrebbe toccare alle associazioni ambientaliste se passasse la proposta di legge del Pdl, primo firmatario l'onorevole Michele Scandroglio, presentata alla Camera lo scorso 10 marzo. I parlamentari del Popolo della Libertà, pur ammettendo che «le istanze ecologiste hanno contribuito alla crescita di una diffusa attenzione al territorio di riferimento», vedono in questi ultimi anni inaccettabili proteste contro «scelte infrastrutturali sviluppate da soggetti pubblici e privati, tali resistenze sono conosciute con l'acronimo Nimby». E attaccano gli «strumentali» appelli alla magistratura per «fermare i lavori». Insomma, le opere volute dal governo devono andare avanti. A qualsiasi costo. Senza considerare il volere dei cittadini, l'impatto ambientale e le ricadute sulla salute della popolazione.
Per questo la proposta di legge propone la modifica all'articolo 18 della legge numero 349 (quella che regola i diritti delle associazioni riconosciute dal ministero dell'Ambiente) con due commi. Il 5 bis recita: «Qualora il ricorso al Tar sia respinto, ai soggetti soccombenti che hanno agito o resistito in giudizio con malafede o con colpa grave si applicano le disposizioni dell'articolo 96 del codice di procedura civile». Ovvero risarcimento del danno materiale e morale, le spese della sentenza e l'apertura di nuovo procedimento davanti ad un giudice per capire l'entità della "lite temeraria" (in poche parole un'altra sanzione). Poco più blando il 5ter che prevede solo un «risarcimento del danno oltre alle spese del giudizio, qualora il ricorso sia respinto perché manifestamente infondato». La costruzione in Italia di rigassificatori, inceneritori, discariche, alta velocità, discariche e mega-ponti deve avvenire il più presto possibile. «In nome della modernità», per il Pdl.
Continua a leggere "Ritardi nelle opere? ... »




