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ambiente casole - territorio casole-territorio consumo di suolo cultura dimissioni economia energia inquinamento italia nostra libri opinioni e contributi paesaggio partito democratico piano casa rassegna stampa sostenibilità speculazioni edilizie territorio urban sprawl urbanistica volterraMartedì, 25 maggio 2010
Appello per la Casa Editrice Meltemi
http://www.firmiamo.it/per-la-meltemi-editrice--non-facciamola-morire-in-silenzio/firmaLa forza culturale e umana di Luisa Capelli e Marco Della Lena diede l’avvio, nel 1994, alla Meltemi, la casa editrice che prese il nome di un vento dell’Egeo perché i suoi libri orientassero i naviganti del pensiero. I primi furono volumi di orientamento antropologico, e poi, dal 1996, quel vento soffiò più forte, con saggi di sociologia, semiotica, filosofia, teoria critica e letteraria, architettura e urbanistica, arte e scienze della comunicazione. La Meltemi ha puntato sempre su testi pluridisciplinari, pur nella loro specificità, e ha sempre sollecitato nei suoi autori un metodo e uno stile che riuscissero a “graffiare” la pagina, coniugando la ricerca di alto profilo con le domande che la vita quotidiana pone agli uomini e alle donne dell’epoca presente. La Meltemi ha avuto il pregio di proporre ai lettori nuove prospettive di analisi della realtà: gli studi culturali, ad esempio, pur in assenza nell’Università italiana di una disciplina così denominata, hanno visto nella Meltemi la loro casa editrice di elezione.
Quando Marco Della Lena se n’è andato prematuramente, nel 2003, scomparendo nel pieno della sua attività, Luisa Capelli ha mantenuto tutti gli impegni e i progetti, e anzi ha rilanciato. Il vento della Meltemi ha raccolto intorno a sé idee e innovazione editoriale che hanno sfidato i limiti angusti che alla saggistica vengono imposti nel mercato italiano. Continua a leggere "Appello per la Casa ... »
Sabato, 15 maggio 2010
Crisi Fiscale, Contagio e Futuro dell'Euro
Marco Pagano su lavoce.infoCerchiamo di capire il terremoto finanziario che sta scuotendo Eurolandia. Perché gli scenari paventati da giornali e televisione si stanno susseguendo in modo così tumultuoso che non è facile seguirne la logica. Crisi fiscale, contagio, collasso della moneta unica: potrebbe diventare uno tsunami ben peggiore di quello dei mutui subprime. Ma il modo per arginarlo c'è, rafforzando le strutture comunitarie e sovranazionali. Trasformando la crisi in un'occasione storica per l'Europa.
Crisi fiscale, contagio, collasso dell’euro … Cerchiamo di capire cosa sta succedendo, perché gli scenari paventati da giornali e televisione si stanno susseguendo in modo così tumultuoso che non è facile seguirne la logica. Invece è proprio in situazioni di emergenza come questa che è importante fare chiarezza, proprio per evitare che si realizzino gli scenari peggiori e individuare la via di uscita.
Punto primo. Quando uno stato sovrano accumula un livello molto elevato di debito, gli investitori cominciano a temere che esso non sia “sostenibile”, cioè che lo Stato non riuscirà a restuire capitale e interessi generando avanzi di bilancio in futuro (cioè un gettito fiscale superiore alla spesa pubblica). In questo caso, chiedono tassi di interesse maggiori per acquistare nuovo debito pubblico, poiché vogliono essere compensati per il rischio di insolvenza. Ciò in realtà aggrava il pericolo di insolvenza, perché appesantisce i conti pubblici, per cui alla fine arriva il momento in cui non c’è più un tasso di interesse capace di compensarli del rischio di insolvenza: allora essi smettono di sottoscrivere il debito pubblico. Continua a leggere "Crisi Fiscale, Contagio e ... »
Venerdì, 26 febbraio 2010
A chi Toccherà dopo la Grecia
Tito Boeri su la RepubblicaLA GRECIA è stata paralizzata da uno sciopero di 24 ore dei dipendenti pubblici in molti servizi essenziali (trasporti, sanità, istruzione), degli impiegati delle banche e degli stessi giornalisti contro «i piani imposti dall' Ue». Si è trattato di uno sciopero preventivo perché sin qui di un piano non c' è traccia.
La quadratura del cerchio negli incontri fra il Governo greco, i rappresentanti della Ue, della Bce e del Fondo Monetario Internazionale, che si susseguono all' ombra del Partenone, non è ancora avvenuta. Dopo la correzione dei dati falsi sul deficit 2009, il debito pubblico è schizzato al 130 per cento del prodotto interno lordo.
La correzione richiesta (tra più tasse e minori spese) per riprendere il controllo dei conti pubblici si aggira attorno a un sesto del reddito generato in Grecia, un' enormità. E i cittadini greci, ieri in piazza a milioni, non sembrano disposti a digerire neanche le prime pillole amare propinate dal Governo di George Papandreou, i dipendenti pubblici non vogliono rinunciare alle loro quattordicesime, i bancari temono che la ristrutturazione del debito travolga le banche, che hanno subito in questi giorni un pesante downgrading.
Difficile, ma non impossibile, che la Grecia ce la faccia ad uscire dalla crisi senza dover fare (parziale) default sul debito e uscire dall' euro. Bisogna comunque prepararsi al peggio. Sapendo che l' eventuale uscita della Grecia dall' unione monetaria, non potrà mai essere una piccola pausa, una specie di breve vacanza dall' euro, in attesa di recuperare competitività. È molto costoso cambiare valuta, non è una cosa che si possa fare a distanza di pochi anni. Se la Grecia uscirà dall' Euro non potrà che essere un lungo addio. Prepararsi a questo scenario significa pensare a chi potrà essere il prossimo nella lista, a quale Paese dell' Unione potrà essere preso a bersaglio dagli investitori dopo la Grecia, ora che l' Euro non è più percepito come uno scudo imperforabile. Continua a leggere "A chi Toccherà dopo la Grecia" »
Lunedì, 4 gennaio 2010
Il Male Maggiore
Lo scudo fiscale è un atto di inciviltà fiscale e sociale che premia i disonesti - banche ed evasori - e provoca gravi danni erariali. Tito Boeri su la Repubblica.Secondo il ministro per la Semplificazione, Roberto Calderoli, l’operazione scudo fiscale merita il 10 e lode. Si vede che siamo a Natale. La legge era talmente semplice che ci sono volute ben 50 circolari e note esplicative dell’Agenzia delle Entrate per chiarirne il contenuto. Le circolari fiscali normalmente servono a illustrare i contenuti della legge e ad assicurarne un’applicazione uniforme. Ma in questo caso sono andate ben al di là del testo di legge, di fatto espropriando il Parlamento delle sue funzioni e mettendo in grave imbarazzo gli uffici locali chiamati a scegliere fra rispetto di una legge vaga e applicazione di circolari che ne travalicano abbondantemente il contenuto. Hanno, inoltre, cambiato le regole in corso d’opera, quando già in molti erano ricorsi allo scudo, in barba al principio dell’uniformità di trattamento. Che questo principio fosse tenuto assai poco in conto, lo ha dimostrato il dulcis in fundo dell’operazione, la proroga del "termine improrogabile" per fruire dello scudo.
Ci sarà ora tempo fino a primavera per beneficiarne con un modico aggravio. E tutto lascia intendere che, se ai primi caldi ci fosse nuovamente bisogno di cassa, si prorogherà ulteriormente l’improrogabile. Ma forse il voto generoso del titolare della semplificazione non si deve tanto alla semplicità e certezza della normativa, quanto al respiro di sollievo tratto dal ministro nell’apprendere di poter rimandare di qualche mese scelte difficili in campagna elettorale. Sarà un caso, ma l’annuncio dei risultati del condono (95 miliardi con un gettito per lo Stato di 4 miliardi e 750 milioni) è andato di pari passo a quello del rinvio dei tagli delle poltrone degli enti locali che, imposto dall’alto, suonava assai male nella legislatura del federalismo e nei territori presidiati dalla Lega.
Un governo convertito in fine d’anno ai buoni sentimenti, all’amore e all’onestà, dovrebbe, a questo punto, limitarsi a incassare i soldi dello scudo, senza arrossire troppo, cercando magari di invocare qualche attenuante, come il ministro Brunetta, che ha parlato dello scudo come, tutto sommato, di un «male minore». Ben diverso, invece, il tono del comunicato del ministro del Tesoro sui risultati dello scudo fiscale. Narra di uno «straordinario successo», di un grande «segno di forza del Paese» e di una prova di «intelligenza», forse riferendosi alla prontezza con cui gli evasori hanno ritirato il dono loro gentilmente concesso. È, invece, l’intelligenza di milioni di italiani ad essere stata pesantemente insultata da questo comunicato. Per ottenere subito, una tantum, meno di 5 miliardi (lo 0,5 per cento della spesa pubblica corrente ogni anno) si è consentito agli evasori di mettersi definitivamente in regola, preservando l’anonimato e versando meno del 10 per cento di quanto avrebbero dovuto pagare altrimenti. Continua a leggere "Il Male Maggiore" »
Martedì, 30 giugno 2009
Renzo Marrucci Risponde al Tirreno
Renzo Marrucci risponde al Tirreno sulla vicenda della sua sospensione dalla carica di Assessore all'Urbanistica del Comune di Volterra.Alla Redazione del Tirreno
All’estensore dell’articolo “’assessore col passato… scomodo”, pubblicato senza firma, sono in obbligo di risposta affinché pubblichi il mio scritto.
Premesso che alle prime incertezze da parte della Giunta e del Sindaco su come affrontare la mia situazione, rivelatasi per via di un link perfido trovato su internet cliccando il mio nome su “archivio corriere.it”, a cui non attribuisco alcuna importanza e non sono il solo, ho ritenuto di cogliere al volo l’occasione per scrivere immediatamente le mie dimissioni, sulle cui motivazioni incidono altre ragioni in ordine al tempo disponibile del sottoscritto e all’ organizzazione interna al Comune di Volterra che, nel massimo rispetto dei suoi funzionari, non ho reputato essere organizzato a sostenere la realtà di una città dell’ importanza storica come Volterra.
Le ragioni sono squisitamente politiche e non tocca a me dirle, essendo stato chiamato come Architetto . Tutto ciò aggiunto alle motivazioni professionali e quelle familiari particolari che vivo in questo periodo della mia vita e che non mi consentono la serenità e la condizione ottimale, in ragione del tempo e della mole di lavoro che occorre… per essere in grado di lasciare un contributo degno di come vorrei io per la mia Volterra. Continua a leggere "Renzo Marrucci Risponde al ... »
Lunedì, 29 giugno 2009
Il Pd di Casole Riflette sul Dopo Voto
ALCUNE RIFLESSIONI SUL DOPOVOTO, dal sito www.pdcasoledelsa.netA diversi giorni dalle elezioni comunali di Casole d’Elsa, più volte chiamato in causa, mi sento di dover intervenire per alcune riflessioni.
In un recente articolo apparso sul Blog di Italia Nostra, si configurerebbero scenari di complotti o di mancati accordi, dettati da logiche che francamente ritengo infondate.
Quando siamo protagonisti di una sconfitta, penso che la prima cosa da fare sia quella di una seria riflessione sugli errori commessi nella conduzione della campagna elettorale o nella nostra capacità di saper parlare ai cittadini di Casole d’Elsa.
Non mi pare opportuna invece una campagna dove si scaricano responsabilità o colpe nei confronti di altri o si ipotizzano presunti complotti tra elementi magari del tutto estranei alla competizione locale.
Una classe politica che si rispetti dovrebbe fare una disamina accurata sulle ragioni che hanno portato a questo risultato e mettere in moto le contromisure politiche e programmatiche per contrastare le ragioni e il messaggio che le altre forze politiche sono riuscite a far passare tra la gente.
Detto questo ritengo del tutto fantasiose le ipotesi formulate sulle ragioni delle mie dimissioni dal ruolo di Segretario Comunale del Partito Democratico, che non sono dettate assolutamente da ragioni di protesta contro nessuno, come apparso di recente nel Blog di Casole Nostra. Continua a leggere "Il Pd di Casole Riflette ... »
Domenica, 24 maggio 2009
Crescita all’inverso. La crisi, occasione per un’altra sinistra
Carla Ravaioli e Giorgio Ruffolo discutono sul manifestoCarla Ravaioli.Di fronte al terremoto che scuote l’economia mondiale le sinistre non sembrano avere una risposta propria. Uscire dalla crisi, rilanciare l’economia, sono i loro obiettivi, gli stessi di tutti. Cosa da un lato comprensibile: cercar di contenere disoccupazione e precarietà già dilaganti, è compito loro. E tuttavia parrebbe naturale che le sinistre tentassero di spingere lo sguardo oltre l’immediato, per una lettura più approfondita della crisi, e anche per provare a pensarne un esito diverso da quel “superamento” in cui tutti sperano.
Giorgio Ruffolo. Da tempo la sinistra non è più in grado di dare risposte alla politica, e nemmeno di porre le domande giuste, irrigidita com’è su due posizioni: l’una riformista di breve periodo, l’altra contestativa in genere, rivoluzionaria ma solo a parole. Due debolezze in fondo, lontane dalle autentiche vocazioni della sinistra: quella progettuale, impegnata in un riformismo concreto, e quella ideale, orientata a pensare una società diversa.
C. Forse, appunto, la mancanza di una risposta adeguata è dovuta alla mancanza di domande giuste… Si tende, anche a sinistra, a vedere la crisi attuale come una delle tante ricorrenti nella storia del capitalismo. A me pare molto diversa… Se non altro perché in realtà le crisi che scuotono il mondo sono due: quella economica e quella ecologica… Le quali a me (e non a me solo) sembrano strettamente intrecciate…
G. La crisi attuale è crisi dell’accumulazione. L’accumulazione, che è la logica del capitalismo, è per natura illimitata. Di fatto, una logica impossibile, quindi illogica, dissennata. Che è la causa prima sia dei disastri finanziari, sia di quelli ambientali. E parrebbe ormai davvero il momento di recuperare l’etica dei limiti, di saper contrapporre qualità a quantità.
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Giovedì, 21 maggio 2009
«Dobbiamo salvarci senza aspettare i politici»
Roberto Carnera intervista Vandana Shiva su l’Unità.Tra i fisici più rinomati dell’India, attivista politica e ambientalista, Vandana Shiva è sicuramente una "resistente", una donna, cioè, che ha scelto, come missione della sua vita, di resistere allo strapotere delle multinazionali, agli errori e ai crimini della politica globale, alla devastazione dell’ambiente (che significa rischio per la nostra stessa esistenza). Alla Fiera del Libro di Torino è venuta a lanciare un appello per il "salvataggio del mondo". "Siamo ancora in tempo", ammonisce, "ma solo se ci muoviamo subito".
Occorre, in altre parole, che le politiche di contenimento del danno ambientale diventino presto, anzi "subito" (come ripete più volte nel corso della nostra conversazione), qualcosa di reale, di concreto, e non soltanto un pio desiderio. L’occasione è il lancio del suo ultimo libro, Ritorno alla Terra. La fine dell’ecoimperialismo (Fazi Editore), che segue gli altri importanti titoli della sua ricca bibliografia (ricordiamo Monocolture della mente, Bollati Boringhieri 1995; Vacche sacre e mucche pazze, DeriveApprodi 2001; Il bene comune della Terra, Feltrinelli 2006). Nel 1993 Vandana Shiva ha vinto il Right Livelihood Award, premio Nobel alternativo per la pace. Insieme con Ralph Nader e Jeremy Rifkin, presiede l’International Forum on Globalization.
Signora Shiva, uno dei temi che affronta nel suo nuovo libro è quello della crisi economica mondiale. Secondo lei, essa è in via di soluzione, come affermano i più ottimisti, oppure dobbiamo aspettarci che i suoi effetti negativi perdureranno anche nel prossimo futuro?
"Temo che questa crisi non passerà tanto facilmente, perché affonda le sue radici nella struttura economica mondiale, di cui è, in qualche modo, parte integrante. È un po’ come l’influenza suina: una volta che il contagio ha inizio, si può cercare di contenerlo, ma è difficile fermarlo. Abbiamo dimenticato alcune regole fondamentali, nel campo dell’agricoltura, dell’allevamento, come in quello dell’economia. In tutti questi settori negli ultimi decenni si è imposta la cultura della ‘deregulation’; si è fatto del liberalismo, del libero mercato, della libera iniziativa una sorta di feticcio. Ora, però, si vedono le dannose conseguenze della mancanza di controllo da parte degli stati, dei governi, ma forse, soprattutto, dell’assenza di autodisciplina da parte degli operatori interessati".
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