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Domenica, 21 giugno 2009
"Bambini giocate in silenzio" Dall'asilo ai parchi sempre più divieti
Il ricorso al T.A.R., avviato per contrastare l'urbanizzazione della campagna (san Severo è infatti un esempio di edilizia residenziale in zona rurale) rappresenta una difesa dei diritti dei più deboli. I diritti, per esempio dei bambini, che non solo a Milano o a Roma, ma anche a Colle val d'Elsa, a pochi chilometri da Casole, hanno sempre meno spazi pubblici.(n.d.C.N.)
Maria Novella De Luca su la Repubblica
"Bambini giocate in silenzio" Dall'asilo ai parchi sempre più divieti
Vietato giocare a pallone, vietato fare rumore, vietato far saltare lo skateboard, vietato far merenda sulle panchine, vietato far scoppiare i palloncini. Ma soprattutto vietato giocare ridendo e saltando, a volte strillando, perché è così che fanno i bambini, che hanno timbri alti, allegri, acuti, rompitimpani, è vero, ma pur sempre più intonati di un clacson o di una marmitta truccata.
L'Italia e l'estate dei divieti per i minori di 10 anni registra da ieri un altro record: un giudice di pace di un piccolo comune in provincia di Pavia ha imposto ai bambini di una scuola materna di giocare "in silenzio". E ha intimato agli insegnanti del micronido "Gavina" di Stradella, undicimila abitanti nell'Oltrepò Pavese, di vigilare affinché i baby disturbatori di due, tre, quattro anni, alcuni ancora muniti di ciuccio e pannolino, non si avvicinino troppo a quell'area del cortile che confina con il condominio a fianco, per non disturbare la quiete dei vicini. Non importa poi se in quell'area off limits ci sono le altalene e gli scivoli. Gli adulti non vanno disturbati, punto.
Accade nell'Italia della crescita zero e delle città che hanno il record di spazi verdi trasformati in parcheggi, di piste ciclabili invase dalle auto e di scuole dove giardini e cortili sono un lusso raro e mal tenuto. Un nuovo divieto che si somma a quelli (quasi sempre ignorati), che mettono al bando nei parchi "il gioco della palla" ai maggiori di 8 anni, e la merenda accanto alle aiuole ai bambini di ogni età, mentre ai piccoli bagnanti sulle spiagge della Versilia è stato severamente proibito costruire castelli di sabbia "che rechino disturbo ai passanti", e raccogliere sassi e conchiglie. Continua a leggere ""Bambini giocate in ... »
Venerdì, 27 febbraio 2009
Beni culturali nel caos
L’attacco a Settis e a Guzzo, i commissariamenti delle Soprintendenze da parte del ministro Bondi, lo svilimento generale dell’Amministrazione dei Beni Culturali fanno parte di una scelta politica che delegittima la tutela pubblica, devitalizza e, di fatto, liquida il Ministero preparando la privatizzazione commerciale dei beni culturali “ricchi”. Una politica che va respinta con forza e indignazione.Mentre le Soprintendenze stentano sempre più, per mancanza di fondi, a svolgere i loro ordinari compiti di tutela e rischiano di agonizzare con l’arrivo di sempre nuovi tagli di risorse accettati supinamente dal ministro Bondi, questi attacca frontalmente la sua stessa amministrazione. La delegittima sul piano tecnico-scientifico “dando spazio a figure nuove, con specifiche competenze manageriali, in grado per esempio di leggere un bilancio” (dall’intervento del 23 febbraio sul “Giornale”), come se l’attuale personale di Soprintendenza, tecnici e amministrativi, e quanti li hanno preceduti avessero portato allo sfascio, per ignoranza delle leggi economiche, le strutture della tutela e della valorizzazione. La svuota di poteri e di competenze specifiche moltiplicando i commissariamenti calati dall’alto (Pompei, aree archeologiche di Roma e di Ostia, ecc.) e reclutando supermanager e superesperti che, oltre a mortificare la dirigenza dei Beni Culturali, peseranno su di un bilancio già stremato che il piano Tremonti, da qui al 2011, riduce a cifre di pura sopravvivenza. Bondi e altri ministri di questo governo trattano poi la rete dei musei, dei monumenti, dei siti – evidentemente non conoscendola – come una sorta di antiquata e polverosa zavorra. Essi rimuovono il fatto che nel periodo 1996-2007 i visitatori dei musei, dei circuiti museali e delle aree archeologiche sono saliti da 25 a 34,5 milioni con un incremento del 38 per cento e che i relativi introiti sono più che raddoppiati balzando da 52,7 a 106 milioni di euro con un incremento del 101 per cento. Con una flessione o una stasi nel 2008 anno di crisi per tutte le correnti turistiche, a cominciare dalle più qualificate. Risultati formidabili conseguiti da questa Amministrazione pur sottopagata e con mezzi tecnici e finanziari sempre insufficienti. Si può fare certamente di più e di meglio su questo e su altri piani, a cominciare da una più incisiva e diffusa tutela del nostro paesaggio minacciato da mille insidie speculative. Ma lo si può incoraggiando, motivando, dotando di mezzi una Amministrazione onesta (non un solo implicato di alto livello in Tangentopoli), competente e leale verso lo Stato.
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Martedì, 17 febbraio 2009
La Trappola del Partito
San Severo, Le Vigne, Varianti di Salvaguardia, Negazione di Accesso agli Atti Pubblici, Cementificazione Spacciata per Sviluppo, Querceto, Programma Integrato d'Intervento, Ecomusei che non Esistono, Poggio ai Bimbi, Poggio ai Gessi, Percorsi Condivisi, No al Paesaggio Cartolina, Disoccupazione, Conti in Rosso, Berignone, Disprezzo degli Elettori e Retorica, Tanta Retorica. A Casole d'Elsa gli ingredienti del disastro raccontato da Concita De Gregorio sull'Unità ci sono tutti. (n.d.C.N.)I due giorni che abbiamo appena trascorso sono stati i più bui nella breve storia del Partito democratico. Delle sue oligarchie, per l’esattezza: punite con severità assoluta da un elettorato stanco di lotte intestine e clandestine, dei giochi di potere sotterranei eppure così visibili, di mezze frasi dovute alla stampa e sorrisi di fratellanza esibiti ai fotografi da un residuo e sempre meno convinto obbligo di decenza. Dalla necessità di nascondere una lotta fratricida fatta di colpi bassi e bassissimi: una guerra che mai si cura del bene comune, dell’alleanza politica, dell’interesse pubblico, delle città e delle Regioni, delle persone che ci vivono, del Paese. Una politica dimentica di essere al servizio del Paese e dei cittadini, convinta che i cittadini siano al suo servizio: serbatoio di voti da usare alla bisogna come merce inerte. Gli oligarchi hanno ancora una volta giocato la loro partita a scacchi, fieri di escogitare ogni giorno nuovi trucchi, inedite strategie di offensiva reciproca. Gli elettori li hanno puniti: esausti, esasperati, nauseati fino al punto di farsi del male, pratica che del resto nel centrosinistra è consueta.
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Lunedì, 5 maggio 2008
Cos’è un Ecomuseo
L'ecomuseo è un istituzione culturale che assicura in forma permanente, su un determinato territorio e con la partecipazione della popolazione, le funzioni di ricerca, conservazione, valorizzazione di un insieme di beni naturali e culturali, rappresentativi di un ambiente e dei modi di vita che lì si sono succeduti. L’esperienza degli ecomusei nasce in Francia all’inizio degli anni 70, grazie all’intuizione del museologo Georges Henri Riviére, che così li descrive:
L’ecomuseo è il museo del tempo e dello spazio in un territorio dato.
- è un’istituzione che si occupa di studiare, conservare, valorizzare e presentare la memoria collettiva di una comunità e del territorio che la ospita, delineando linee coerenti per lo sviluppo futuro
- è il frutto del rapporto costruttivo tra una popolazione, la sua amministrazione e un equipe pluridisciplinare di esperti
- è un organismo che, pur rivolgendosi anche ad un pubblico esterno, ha come interlocutori principali gli abitanti della comunità i quali, anziché visitatori passivi, vogliono diventare fruitori attivi.
- è un museo del tempo, dove le conoscenze si estendono e diramano attraverso il passato vissuto dalla comunità per giungere nel presente, con un’apertura sul futuro
- è un museo dello spazio: spazi significativi dove sostare e camminare. Privilegia il linguaggio visivo diretto degli oggetti fisici e delle immagini, nel loro contesto originario e nella loro esposizione al pubblico
Diffusi dapprima in Francia (ove esiste una federazione degli ecomusei) e in altri paesi francofoni come il Canada, sperimentati poi in molti altri paesi europei e in situazioni territoriali diverse, quali zone limitrofe o comprendenti parchi naturali, aree paleoindustriali dismesse, valli rimaste emarginate dallo sviluppo turistico di massa, si stanno affacciando sulla scena italiana solo negli ultimi anni come una delle forme più innovative nella difficile coniugazione di conservazione e sviluppo, cultura e ambiente, identità locale e turismo.
In Piemonte e in Trentino la creazione degli ecomusei è regolata da leggi specifiche. La Toscana ha istituito il più vecchio d’Italia (Montagna Pistoiese) e sta ora allargando l’esperienza. In Umbria il primo tentativo – quello della Valnerina – è appena all’inizio.
Domenica, 23 settembre 2007
Risposta al Sig. Franco Cigna (dal Corriere di Siena)
mi ha molto sorpreso che dopo mesi di silenzio, in cui i cittadini invocavano una presa di posizione da parte dei DS (almeno un riconoscimento che S.Severo è brutto e che rovina il paesaggio, bene di tutti) mi ha sorpreso, dicevo, che il Sig. Cigna prenda le difese di un'amministrazione colpevole almeno di cecità e di favoritismi, arrogando ai soli Casolesi d.o.c. il diritto di parlare. Cigna dice che la Lega non è mai esistita a Casole, ma vorrei fargli notare che i suoi toni xenofobi sono da vero leghista, e che si deve preparare a un'espansione vertiginosa della Lega, dal momento che questa Amministrazione vuole portare la popolazione dai 2600 ai 5000 abitanti. Cosa conta di fare il Sig. Cigna, quando questi altri 2400 abitanti si saranno insediati? Dir loro "Voi non siete nati a Casole, quindi non potete esprimere le vostre opinioni?" Chi lo potrà fare? I loro figli? O i loro nipoti? Quante generazioni di ascendenti bisognerà vantare per avere il diritto di parola? Sarà meglio dirlo prima a chi pensa di trasferirsi in zona...
E cosa si conta di fare con i nuovi 2400 abitanti? Fare di Casole un dormitorio, accettando che chi comprerà casa qui andrà a lavorare a Siena o Poggibonsi? O pensare a uno sviluppo in senso un po' più completo? L'attuale amministrazione ha mai sentito parlare di sostenibiltà? "Sviluppo sostenibile", "Economia sostenibile" sono concetti ormai compresi e accettati in tutto il mondo, e dispiace veramente che in un luogo dove ci sarebbero mille opportunità di offrire lavoro UTILIZZANDO e NON SFRUTTANDO il territorio, e dove tante proposte sono state fatte (fra le quali il Parco di Berignone-Cecina-Volterra e l'Ecomuseo Borgo La Selva), gli Amministratori hanno accettato solo le proposte di costruire, cementificare, disboscare, distruggere il turismo. E sono riusciti anche a illudere alcune persone, facendo credere di aumentare i posti di lavoro. Ma quanta parte della ricchezza di Casole viene dal turismo? e fino a quando i turisti continueranno a venire, per vedere solo gru, tir di cemento, disboscatori? Ormai l'Europa è grande, chi ci è stato dice che i Paesi dell'Est sembrano la Toscana deli anni '50 (e costano molto meno della Toscana di oggi). E inoltre, chi ripagherà coloro i quali sono sono nati qui e amavano queste colline e questa architettura, o noi che abbiamo scelto questo luogo per viverci e crescerci i figli, per la bellezza che è stata scempiata? Continua a leggere "Risposta al Sig. Franco ... »




