Post con tag europa
Sabato, 9 gennaio 2010
Historical Overview of the Construction of the EU
The historical roots of the European Union lie in the Second World War. Europeans are determined to prevent such killing and destruction ever happening again. Soon after the war, Europe is split into East and West as the 40-year-long Cold War begins. West European nations create the Council of Europe in 1949. It is a first step towards cooperation between them, but six countries want to go further.
Domenica, 29 marzo 2009
La Città del Futuro
Antonietta Mazzette su La Nuova Sardegna, 25 marzo 2009Wulf Daseking, uno dei city-manager più importanti d’Europa, e che da 25 anni si è occupato stabilmente della trasformazione di Friburgo in senso sostenibile, nei giorni scorsi ha tenuto una lezione presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Sassari, invitato dal Centro Studi Urbani dell’Ateneo. Il quesito centrale in cui si inquadrava la sua lezione è stato “Perché in Italia è difficile applicare modelli di sostenibilità urbana?”.
La lezione di Daseking, supportata da 100 fotografie, si è concentrata attorno ai seguenti principi che egli definì “elementari”: 1. conservare confini netti tra campagna e città; 2. costruire le infrastrutture necessarie, a partire dalla linea tranviaria, prima di avviare un qualunque piano di sviluppo edilizio; 3. consumare e produrre energia pulita negli edifici di nuova costruzione, che non devono superare i 4-5 piani, ciò al fine di garantire un maggior controllo sociale del territorio circostante anche dal punto di vista visuale (si pensi ai bambini che giocano ‘sotto casa’ e che possono essere controllati a vista dagli appartamenti); 4. porsi l’obiettivo di trasformare il patrimonio edilizio esistente in senso sostenibile, a partire dai pannelli fotovoltaici; 5. praticare mobilità urbana con mezzi pubblici e sostenibili, quali il tram, con piste ciclabili e aree pedonali, mentre le auto non devono sostare lungo le strade della città, utilizzate dai suoi abitanti, a partire dai bambini; 6. prevedere mescolanza sociale nei nuovi quartieri, ciò al fine di evitare forme di segregazione, considerate fattore di insicurezza sociale; 7. considerare la partecipazione dei cittadini essenziale per il controllo sociale di ogni tipo di intervento.
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Mercoledì, 18 febbraio 2009
Europa, Come Dire Cultura
La risorsa culturale come mezzo per rilanciare l’Unione, nel libro di Luciana Castellina. Da il manifesto, 17 febbraio 2009Incombono le elezioni europee, «sbarrate» dalla soglia del 4%, sulle percentuali di consenso a Berlusconi, sulla frammentazione della sinistra, sulla collocazione internazionale del Pd. Ma non incombe affatto l'idea d'Europa nell'opinione pubblica, né in quegli stessi partiti che già lavorano alla formazione delle liste per il parlamento di Strasburgo. Lanciata sul piano economico e monetario, costruita a metà e a fatica sul piano istituzionale, stroncata dai referendum contro il Trattato costituzionale, l'Unione non decolla nell'esperienza e nella consapevolezza dei suoi cittadini, nemmeno oggi che la crisi economica e sociale imporrebbe una visione almeno macroregionale dei problemi e la svolta obamiana richiederebbe un interlocutore a dimensione continentale da questa parte dell'Atlantico.
La lentezza della costruzione comunitaria non è senza conseguenze: caduti i vecchi confini, all'interno del continente e con il resto del mondo, le nuove linee di contraddizione - migrazioni, diversità culturali, nuove stratificazioni di classe - rischiano di essere interpretate solo sulla base di antichi e nefasti criteri, identitari e razziali in primo luogo. La politica avrebbe potuto, e ancora potrebbe, fare qualcosa di più e di meglio per orientare questo processo di decostruzione e ricostruzione europea? E agendo su quali leve? In Eurollywood Luciana Castellina dimostra che sì, avrebbe potuto e potrebbe, investendo più convinzione e più risorse materiali su un terreno che invece è stato fra i meno coltivati dalla politica europea, quello della cultura.
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