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Venerdì, 18 giugno 2010
ESCAVAZIONI SELVAGGE SU PO, ADIGE E BRENTA WWF: CONDANNATI I LADRI DI FIUMI
Pesanti condanne contro funzionari pubblici, accusati di associazione per delinquere, truffa e violazione del segreto d’ufficio.E’ un segnale forte e positivo quello che arriva dal tribunale di Padova che condanna pesantemente i responsabili delle escavazioni abusive portate avanti per anni su Po, Brenta e Adige.
Il risarcimento riconosciuto anche al WWF, costituito parte civile nel processo, conferma la gravità dei danni ambientali inflitti ai fiumi dalle escavazioni selvagge per procurarsi profitto illecitamente.
I giudici hanno accolto le motivazioni del PM e del WWF e riconosciuto la gravità dell'attività illecita degli imputati, (alcuni dei quali funzionari pubblici preposti in realtà alla tutela dell'ambiente) ai quali veniva contestato per associazione a delinquere, concorso in furto di sabbia, falsificazione dei verbali di escavazione, truffa e violazione del segreto di ufficio (la ditta veniva avvisata prima dell'arrivo dei controlli).
“La condanna conferma la veridicità delle denunce che da oltre un decennio facciamo circa il grave danno a discapito dei fiumi, la criticità delle loro condizioni e la necessità di un’azione per la loro riqualificazione e rivitalizzazione.
La campagna ‘Liberafiumi’ portata avanti in questi mesi dal WWF ha proprio lo scopo di censire e poi recuperare gli ecosistemi fluviali, perché si possa garantire una gestione sostenibile dell’acqua e il raggiungimento del buono stato ecologico come previsto dalla Direttiva europea sulla tutela delle acque.
Ma, come conferma il censimento fatto lo scorso 2 maggio nell’ambito di Liberafiumi, proseguono le escavazioni spesso anche illegali. Sono state trovate 15 cave di ghiaia e sabbia lungo l’Adda, ma anche sul Piave, il fiume veneto censito dal WWF , ci sono 12 cantieri di lavorazione di ghiaia che occupano ben 134 ettari di fasce fluviali.
Speriamo che questa condanna scoraggi e faccia desistere definitivamente i ladri di fiumi.
Ci auguriamo che il processo possa concludersi con il ripristino della naturalità dei luoghi ed essere un primo esempio positivo di rilancio di un bene prezioso per la biodiversità e per l’uomo quali sono i fiumi “ dichiaranoAndrea Agapito Ludovici responsabile acqua WWF Italia e Silvia Fischetti responsabile dell'ufficio legale del WWF Italia. Continua a leggere "ESCAVAZIONI SELVAGGE SU ... »
Mercoledì, 13 gennaio 2010
Serchio, un Fiume a Orologeria
Speculazioni e condoni hanno trasformato il fiume in un pericolo per i cittadini: e riparare al danno è quasi impossibile. Marco Innocenti su Il Tirreno.
C’è di tutto nel letto del Serchio: strade, ferrovie, aree industriali, impianti sportivi, scuole, residenze, strutture ricettive, discariche, discoteche, club ippici, colonie solari, campi nomadi. E le golene sono quasi completamente edificate, tanto da rendere difficile individuare possibili casse d’espansione in cui far defluire le acque in caso di piena, per evitare nuovi disastri. È disarmante il quadro che si ha delle condizioni dell’asta del Serchio, percorrendola tutta dalle sorgenti sopra Sillano e Minucciano fino a Nodica e al mare, passando per la Garfagnana, la Media Valle e la Piana di Lucca.
Un viaggio lungo il fiume che Il Tirreno ha fatto - venti giorni dopo la drammatica alluvione - insieme al segretario dell’autorità di Bacino del Serchio, il geologo Raffaello Nardi, l’assessore della Provincia di Lucca alla protezione civile, Emiliano Favilla, e il presidente della commissione provinciale infrastrutture Francesco Angelini.
Secondo il programma degli interventi del piano di bacino, occorrerebbe oltre un miliardo di euro per evitare nuove esondazioni attraverso la realizzazione di casse di espansione, gli adeguamenti degli argini e delle infrastrutture viarie, la manutenzione delle opere idrauliche, la bonifica e il consolidamento delle frane e la sistemazione idraulico-forestale. In realtà non c’è al momento traccia di stanziamenti del genere, sia pure in un periodo pluriennale. Dal 2003, in sostanza, arrivano i soldi per pagare gli stipendi della trentina di dipendenti e piccole somme che finiscono più per rispondere alle richieste dei singoli Comuni che non al quadro d’insieme delle cose da fare. Continua a leggere "Serchio, un Fiume a ... »




