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Lunedì, 6 settembre 2010
Il Fotovoltaico: un Investimento per il Futuro
Parallelamente all'analisi dei costi economici ed ambientali dell'energia fotovoltaica, è necessario e corretto prendere in considerazione anche i benefici di queste tecnologie, come suggerisce un lettore di questo blog (che ringraziamo) rimandando all'articolo che segue.(n.d.C.N.)Arturo Lorenzoni su lavoce.info
l fotovoltaico è uscito dalla fase di sperimentazione e affronta quella dell'industrializzazione, con innovazioni tecniche continue e riduzione di costo inimmaginabili solo pochi anni fa. Lo si deve soprattutto alla determinazione con cui alcuni paesi hanno sostenuto le imprese del settore, riconoscendone le prospettive di lungo periodo. Anche in Italia ha dato un importante impulso alla ricerca e fatto nascere centinaia di aziende. Ma il meccanismo di incentivo ha limiti chiari e dovrebbe essere migliorato.
L’industria fotovoltaica sta passando dalla fase dei pionieri a quella dei prodotti commerciali: dai 5mila megawatt installati nel mondo fino al 2005, si è passati a installarne 6mila nel 2008, 7.200 nel 2009 e, si stima, oltre 10mila nel 2010. E non solo in Europa, anzi con tassi di crescita attesi maggiori in Estremo Oriente e Stati Uniti. Investimenti impressionanti, con previsioni di mercato costantemente riviste al rialzo: il fotovoltaico, uscito dalla fase della sperimentazione, affronta con decisione quella dell’industrializzazione, con innovazioni tecniche continue e riduzione di costo che non si potevano immaginare solo cinque anni fa. Grazie soprattutto alla determinazione con cui alcuni paesi hanno sostenuto le imprese del settore, riconoscendone le prospettive di lungo periodo. Continua a leggere "Il Fotovoltaico: un ... »
Sabato, 4 settembre 2010
Pensiero Unico Fotovoltaico
Il gran sol dell'avvenire (fotovoltaico) che illumina la skyline di Casole sulla bandiera e sullo stemma dell'associazione di Barbagallo-Pii sembra provenire dalla vecchia iconografia del realismo socialista.Coerentemente con la stessa iconografia, anche le assemblee pubbliche della giunta di Casole d'Elsa (che qualcuno ha ironicamente definito "sermoni" su questo blog) rammentano nei toni e nei contenuti le trionfali celebrazioni dei successi del socialismo con i quali il PCUS propagandava il proprio verbo.
Se non fosse un po' imbarazzente vedere un'associazione di destra riprendere forme e modi della vecchia Unione Sovietica, queste analogie rimarrebbero circoscritte tra le piccole incongruenze del folklore locale.
Sfortunatamente per gli abitanti di questo comune, anche le scelte politiche ed economiche della giunta di Piero Pii sembrano il prodotto di un congresso del PCUS degli anni cinquanta.
Già da molti anni è noto che il futuro del risparmio energetico deve essere cercato non nei megaimpianti, ma nelle reti di microimpianti, traducendo in senso fisico una delle "R" di Serge Latouche, quella della "rilocalizzazione". E difatti in Europa sono numerosi gli esempi virtuosi di paesi autosufficienti dal punto di vista energetico grazie alle reti di microimpianti.
Questo tipo di scelta per la destra casolese sembra però rappresentare inspiegabilmente un tabù. L'associazione Pensare Comune preferisce pensare alla sovietica e mettere in cantiere megaimpianti, scartando senza giustificazione il modello che nel resto del mondo si sta rivelando vincente, sia da un punto di vista economico che da un punto di vista tecnologico.
Non si comprende perché sia stato scartato un modello in grado di evolvere parallelamente all'innovazione tecnologica.
Non una parola sembra essere stata detta ai cittadini di Casole su queste possibilità alternative, dai dirigenti dell'associazione che ha come simbolo il sole nascente, dando l'impressione di aver ereditato dagli ex-comunisti una certa propensione al pensiero unico.
I risultati si vedranno nei prossimi anni, forse dopo che la giunta di destra avrà terminato il proprio mandato, ma già da ora si osserva che i megaimpianti proposti non assomigliano ad un vero piano energetico (che avrebbe comportato una diversa progettualità) ma piuttosto ad un progetto di natura speculativa. Non sarà il cittadino il proprietario reale del proprio microimpianto, magari in un comune che si preoccupa di garantirne la connettività con gli altri. Sembra infatti che i cittadini potranno solo comprare la partecipazione ad un progetto realizzato da altri, gestito da altri e senza che per il momento sia stata pubblicata sul sito del comune una adeguata analisi dei rischi.
Un progetto speculativo quindi, secondo l'analisi dei costi che Giorgio Ragazzi ha esposto sul lavoce.info.
Proprio per questa loro natura di rendita i faraonici progetti fotovoltaici di Casole danno l'impressione di essere stati introdotti per per servire ad altro, per turare qualche falla, compensare lo scontento generato dai fallimentari esiti dei Programmi Integrati d'Intervento.
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Venerdì, 3 settembre 2010
Pannelli Solari e Pale tra gli Ulivi, e la Storia Muore
A pochi chilometri da dove nacque l'ultimo ministro borbonico, il miraggio (e i quattrini) delle energie alternative distruggono il paesaggio.
Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera.
Sergio Rizzo e Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera.
Mercoledì, 1 settembre 2010
Ma Quelle Fonti di Energia Hanno Costi Esorbitanti
Cosa si nasconde dietro la corsa al fotovoltaico di sindaci e comuni? Un costo, che graverà sulle spalle dei cittadini nei prossimi anni, quando gli amministratori "fotovoltaici" avranno terminato il loro mandato.(n.d.C.N.)Gli investimenti nel fotovoltaico, fiorenti grazie agli incentivi introdotti nel 2007, rappresentano un perdita secca per la collettività. Non riescono ad ammortizzarsi nemmeno in parte. Probabilmente si raggiungerà una potenza installata vicina ai duemila megawatt e l'onere annuale per il Gse salirà così ben oltre il miliardo. Fuorviante definirla una energia "rinnovabile": finito il sussidio non resterà nulla, mentre si dovranno smaltire milioni di pannelli obsoleti.
Giorgio Ragazzi su lavoce.info
Gli investimenti nella produzione di energia elettrica da impianti fotovoltaici stanno crescendo a dismisura: quali saranno i costi per la collettività e la competitività?
INVESTIMENTI E INCENTIVI
Incentivi assai generosi furono introdotti nel 2007 (decreto 19/2/2007 a firma Pier Luigi Bersani e Alfonso Pecoraro Scanio), con l’obiettivo di arrivare a una potenza installata di 1.200 MW. Il Gestore servizi energetici ha recentemente comunicato che l’obiettivo è stato raggiunto, ma il decreto non fissa un tetto perché prevede che possano fruire degli stessi incentivi anche tutti gli impianti che entreranno in esercizio nei successivi quattordici mesi. Grazie anche alla riduzione nel costo dei pannelli, è dunque in atto una corsa a investire, da parte di numerosissimi soggetti, inclusi fondi esteri, attratti da rendimenti molto elevati e praticamente senza rischio.
Vediamo quale è l’economia del settore, prescindendo per il momento dal sussidio erogato dal Gse. L’investimento in un tipico impianto a terra di un megawatt di potenza costa attorno a 3-3,3 milioni. L’energia prodotta, ceduta al Gse a un buon prezzo, vale circa 120mila euro l’anno (a seconda della insolazione); dedotti i costi di esercizio (manutenzione, assicurazioni eccetera) restano circa 30mila euro l’anno, non sufficienti nemmeno a coprire gli interessi. Si prevede che, dopo venti anni, quando terminerà il sussidio del Gse, l’impianto verrà smantellato. L’intero investimento rappresenta dunque una perdita secca per la collettività, in quanto non riesce ad ammortizzarsi nemmeno in parte. Appare invero sviante definire questa una energia “rinnovabile”: finito il sussidio non resterà nulla, mentre si dovranno smaltire milioni di pannelli obsoleti. Continua a leggere "Ma Quelle Fonti di Energia ... »
Mercoledì, 14 luglio 2010
La Zattera alla Deriva
Consiglio Comunale del 9 luglio a Casole d'Elsa. Il punto 12 dell'ordine del giorno recitava: "Approvazione Regolamento transitorio per la disciplina della produzione di energia fotovoltaica su terreni agricoli di potenza superiore a 200Kw". A conferma della grande agitazione dei mesi precedenti per la ricerca di campi agricoli nei quali installare gli impianti.
Campi agricoli, non discariche.
In consiglio comunale la sorpresa: lo stesso sindaco chiede di non votare il punto 12 perché la legge, i regolamenti, il piano territoriale e quello paesaggistico non lo consentono, e annuncia che la stessa amministrazione provinciale ha dato lo stop all'iniziativa.
La domanda sorge spontanea: il sindaco, la giunta, le teste pensanti dell'associazione di Barbagallo, queste leggi, questi regolamenti, il pit, il ptc non lo avevano letto prima di inserire il punto 12 nell'ordine del giorno?
Non era loro dovere istituzionale informarsi presso i tecnici e le autorità competenti prima di inserire quel punto nell'ordine del giorno del consiglio comunale?
Non si governa così, a meno che non si sia una giunta sia allo sbando, una giunta brava ad organizzare feste e spettacoli, ma che non possiede una solida capacità progettuale in campo economico.
Che senso hanno ora le trionfalistiche parole di Piero Pii nei numerosi convegni sul fotovoltaico, quando poi quegli impianti non si possono fare? I cittadini di Casole non sono certo contenti di questa vecchia politica che promette la luna in campagna elettorale e poi quando gli elettori vogliono vedere i fatti allargano le braccia e si trincerano dietro i "non dipende da me".
Ma intanto il voto su quelle promesse lo hanno ottenuto e se ne riparla tra un po' di anni.
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Giovedì, 8 luglio 2010
In Cauda Venenum
Dal sito di Italia Nostra Siena uno stop alla dissipazione del terreno agricolo a casole d'ElsaCosa potrebbe succedere ancora al paesaggio casolese ? Non lo sappiamo con precisione, ma il sito del Comune riporta la notizia che è stato convocato il Consiglio Comunale per il giorno 9 luglio 2010 alle ore 15.00 presso la Sala Consiliare (Palazzo Pretorio) via Casolani n. 32 a Casole d’Elsa. L’Ordine del Giorno è composto di 12 punti e, come si dice talvolta, ’in cauda venenum’…..ovvero, qualche volta il veleno sta nella coda.
Leggiamo, guarda caso, proprio al punto 12.esimo : “Approvazione Regolamento transitorio per la disciplina della produzione di energia fotovoltaica su terreni agricoli di potenza superiore a 200Kw.”
Ma cosa si nasconde dietro questa criptica dizione ? Abbiamo cercato di raccogliere informazioni, ma nessuno sembra saperne niente. Ovvero, quasi niente……
Sembra che nel contado casolese ci sia da tempo un certo interesse verso gli spazi agricoli da adibire a campi fotovoltaici.
Si dice anche (cosa peraltro tutta da verificare e che speriamo infondata) che siano state formulate alcune decine di richieste per la copertura di ampie superfici agricole con centinaia e centinaia di pannelli solari.
Bene! verrebbe da pensare….. Quanti (nuovi) amici dell’ambiente, ma – ci chiediamo – sono proprio tutti amici? e sono proprio tutti spinti da amore per la natura? Speriamo proprio di si, anche se nutriamo il leggittimo dubbio che tutto questo amore possa essere qualche volta un po’ peloso, un po’ come quello del Conte Dracula per i donatori di sangue.
Italia Nostra ( che comunque ha sempre in tasca una buona scorta di aglio) teme che proprio su Casole d’Elsa il vero rischio adesso sia la ‘silicizzazione selvaggia’, dopo la ‘cementificazione selvaggia’ che ha interessato questo territorio negli scorsi anni e che vede finalmente in fase di avvio (subito dopo l’estate) alcuni procedimenti penali ad essa collegati.
Il suolo agrario deve restare agrario e servire per la produzione dei cereali, per non perdere del tutto la nostra autonomia alimentare strategica. I migliori seminativi sono già stati bruciati dall’espansione urbanistica. si pensi al Piano di Casole, oppure al Pian del Casone di Monteriggioni. Temiamo quindi la scomparsa di grandi aree verdi sotto distese di pannelli fotovoltaici color grigio topo, ovvero una ulteriore devastazione del già minato del paesaggio altovaldelsano in nome del Conto Energia, cioè di quella distorsiva pratica che tramite il meccanismo della Tariffa Incentivante spinge una moltitudine di persone a realizzare impianti fotovoltaici di grosse dimensioni, spinti dalla unica vera motivazione della la venalità e non della produzione di energia pulita non inquinante. Continua a leggere "In Cauda Venenum" »
Approvata una Delibera Comunale per Arrestare gli Impianti Fotovoltaici su Terreni Agricoli
Alessandro Mortarino su stopalconsumoditerritorio.it Ad appena due mesi dal suo avvio, la “campagna nella campagna” avviata dal Movimento nazionale per lo Stop al Consumo di Territorio per arginare l’esponenziale moltiplicarsi di nuovi impianti fotovoltaici su terreni liberi inizia a punteggiare di atti concreti il suo percorso.
Giungono, infatti, segnali chiari da innumerevoli parti d’Italia: molte sono le Commissioni consiliari ed i Consigli Comunali già impegnati nell’analizzare e dibattere il controverso tema sul “come” limitare/impedire che i terreni agricoli possano finire per essere adibiti a “coltivazioni” di pannelli fotovoltaici. Un’attenzione quasi febbrile che ci conferma quanto il fenomeno fosse da porre sotto esame urgente e necessitasse davvero di un intervento chiaro da parte degli amministratori sensibili.
Siamo lieti di avere “lanciato un sasso” (in uno stagno evidentemente non immobile).
Lo scorso 26 Gennaio abbiamo, con estrema soddisfazione, potuto anche salutare il giungere della prima delibera approvata nel segno del “Fotovoltaico SI’, ma non su terreni liberi”; si tratta del Comune di San Costanzo, in provincia di Pesaro Urbino nelle terre del Montefeltro, un paese di circa 4.900 abitanti che ha “bruciato” nel rush finale tutti gli altri Comuni italiani e che merita, dunque, la nostra “menzione d’onore” .
La delibera, proposta dal suo Assessore all’Ambiente, Agricoltura e Turismo Ing. Gigliola Cattalani ed approvata dal Consiglio Comunale della cittadina pesarese, definisce un’integrazione al regolamento edilizio comunale vigente ed introduce un nuovo articolo interamente dedicato ai pannelli fotovoltaici ed alle fonti rinnovabili in cui spicca il seguente punto:
Nelle zone agricole non sono consentiti impianti fotovoltaici a terra ed altri impianti di produzione di energia di tipo autonomo, sono tuttavia consentiti impianti solari termici o fotovoltaici aderenti o integrati nei tetti degli edifici con la stessa inclinazione e lo stesso orientamento della falda e i cui componenti non modificano la sagoma degli edifici stessi. Continua a leggere "Approvata una Delibera ... »
Domenica, 6 dicembre 2009
Solar Power from Your Windows, Awnings, Even Clothing?

An organic photovoltaic cell on glass. The goal for UA scientists is to understand and control the interfaces in these devices at nanometer-length scales (less than 1/100,000 the thickness of a human hair) to enable the development of long-lived solar energy conversion devices on tough, flexible and extremely low-cost plastic substrates. (Credit: Image courtesy of University of Arizona)
Da sciencedaily.com
On a 104-degree Friday in July when sunlight bathed The University of Arizona campus, doctoral student Dio Placencia sat before a noisy vacuum chamber in the Chemical Sciences Building trying to advance the renewable energy revolution.
As a member of UA professor Neal R. Armstrong's research group, Placencia conducts research aimed at creating a thin, flexible organic solar cell that could power a tent or keep a car charged between trips to work and back home again.
He's passionate about renewable energy and says it's a waste that so little solar has been incorporated into society. "I have a little flat panel that I walk around with," Placencia said. "I usually put that on my backpack, and I charge my cell phone when I'm walking to school."
The sun is clean and free. "Here it is," he said. "Why not use it?"
Across the University, professors, researchers, students and others involved in policy planning and economic analysis are working to make that question moot. In a region noted for abundant sunlight, they are chipping away at problems like how to employ solar at the utility-generating plant level, how to harness it to charge the newly indispensable products of the day – cell phones, MP3 players, laptops – what to do at night and when clouds halt the energy giveaway from the sky. Continua a leggere "Solar Power from Your ... »






