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Venerdì, 25 giugno 2010
Regioni-Governo: è Scontro sui Tagli Governatori: Pronti a Rinunciare ai Poteri
È rottura. Il governo insiste sui tagli alle Regioni, e i governatori si dichiarano pronti a restituire le competenze che non vengono finanziate, a cominciare dal trasporto pubblico locale. Insomma, la manovra per ora riesce a cancellare anche quelle tracce di federalismo che già ci sono. Figuriamoci quello che si sta costruendo. Gli amministratori locali riconsegnano le chiavi delle loro «casseforti» a Roma, e dicono chiaro e tondo: pensateci voi ai servizi, all’ambiente, alle emergenze, al welfare. Il fatto è che le Regioni non ci stanno a «sparare sul popolo»,come ha detto il presidente Vasco Errani, per colpa del Tesoro. Che Giulio Tremonti si prenda le sue responsabilità e risponda ai cittadini. Lo scontro è frontale, e i governatori Si muovono compatti. Nessuna defezione, neanche dai due leghisti di Piemonte e Veneto. «Il ministero del Tesoro è convinto di poter gestire meglio delle Regioni? Bene, lo faccia», commenta ironico Roberto Formigoni. Al fronte anche i fedelissimi del premier come il sardo Ugo Cappellacci, oltre naturalmente tutti gli amministratori delle opposizioni. Insomma, «il governo cerca di dividerci», ammette qualcuno, mafinora non ci è riuscito. «Un comportamento irresponsabile da parte del governo», commenta dall’opposizione Pier Luigi Bersani.
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Favori e Deroghe per i Palazzi, in Manovra anche il Condono
Ci provano ancora: senza tregua. Mentre sul Paese si abbatte una cura da cavallo che produrrà più povertà, la destra che governa Casole, in Senato continua a proporre favori ai furbetti e deroghe per i Palazzi. Anzi, il Palazzo: la sede del governo. Da l'Unità CONDONO
Avevano detto a telecamere e microfoni che il condono edilizio è fuori dalle proposte. Sbagliato. Tra gli emendamenti presentati, uno è stato ritirato, ma la «manina» si è fermata qui: ce n’è un altro che resta tra le proposte da esaminare. Se possibile questa versione è anche peggiore di quella precedente. Il testo, infatti, prevede che quando un immobile viene acquisito al patrimonio comunale (come avviene quando si decide l’abbattimento), questo entri a far parte del patrimonio disponibile (cioè vendibile) e quindi messo all’asta. «Il responsabile dell’abuso - si legge nel testo (emendamento 19.43) - ha il diritto di prelazione sull’acquisto dell’immobile pagando il prezzo finale determinato dall’asta». Come dire: un condono con asta incorporata. Un vero inedito, che il solito senatore Paolo Tancredi (a sua firma anche il condono già ritirato) ha pensato bene di mantenere tra le proposte presentate. «Il senatore, quatto quatto, reintroduce il condono mascherato. Continua a leggere "Favori e Deroghe per i ... »
Venerdì, 15 gennaio 2010
Portarsi avanti: a cosa serve il decreto Romani
Alessandro Gilioli su l'EspressoE’ straordinario come, con un solo decreto, quello firmato Paolo Romani, il governo Berlusconi voglia ottenere tre risultati, uno meno encomiabile dell’altro.
Il primo, vabbeh, è danneggiare Sky, in pratica l’unico attuale concorrente di Mediaset. E’ da più di un anno che la strategia va avanti: prima hanno speso una valanga di soldi pubblici per il digitale terrestre, poi hanno alzato le tasse sugli abbonamenti Sky, poi hanno portato via i canali satellitari Rai dalla piattaforma Sky, adesso gli riducono gli spot per legge ( presto ci sarà da divertirsi con il nuovo contratto di servizio). In un paese in cui il premier non fosse anche il proprietario di Mediaset, potremmo anche dire chissenefrega. In Italia fa schifo, perché è un’alterazione del mercato per favorire un concorrente (che è anche il capo del governo) contro un altro.
Il secondo è una cosa che potremmo chiamare conflitto d’interessi preventivo, ovvero portarsi avanti per schiacciare la concorrenza futura. Siccome, come ognuno sa, Mediaset si sta buttando sull’Iptv ispirandosi a Hulu, occorre ridurre il numero di video circolanti in Rete e prodotti dal basso, che possono costituire potenzialmente una significativa concorrenza sul Web alla Iptv di Mediaset. E’ il metodo Berlusconi: uccidere i potenziali nemici da piccoli. Di qui l’obbligo per chiunque faccia web tv – anche dalla soffitta di casa – di chiedere l’autorizzazione al ministero e di sottostare a una montagna di altri obblighi burocratici (ma non doveva essere il partito delle libertà, quello che ci liberava dai lacci e lacciuoli dello Stato?). Continua a leggere "Portarsi avanti: a cosa ... »




