Post con tag harpo
Venerdì, 27 agosto 2010
Il Treno e il Presepio
Narra una leggenda metropolitana che ai tempi del fascismo i treni arrivavano in orario. In verità durante il ventennio i treni in Italia ritardavano come sempre, ma la leggenda era stata introdotta da qualche nostalgico del regime per rimescolare un po' le carte e indurre la gente a pensare che i fondo ai tempi del fascismo non si stava poi così male.Mutatis mutandis, di tanto in tanto qualcuno rammenta che a Casole si svolge un bellissimo Presepe Vivente, una suggestiva processione del Venerdì Santo, che vi sono molte attività sociali, associazioni di volontariato, gruppi sportivi, feste in piazza e manifestazioni artistiche che coinvolgono i cittadini nella vita collettiva.
Tutto vero, il presepe vivente, per fare solo un esempio, è non solo una grande attrazione turistica, ma anche un momento di di sforzo e di lavoro collettivo dell'intera comunità, come le trebbiature degli anni passati o le maggiolate. È molto importante che questo tipo di attività e manifestazioni vengano mantenute e sviluppate, anche per impedire che un tessuto sociale con radici antiche venga lacerato.
Inoltre queste manifestazioni, con il loro profondo legame con il luogo, il paesaggio e le tradizioni, rivestono anche un grande ruolo economico, nel senso più nobile del termine, quello legato alla comune radice con il termine ecologia, per la sopravvivenza di una cultura che non è solo immagine, ma alternativa reale al proliferare di non-luoghi. Insomma la cultura rurale della quale ha ben scritto Emilio Sereni.
Le speculazioni edilizie che hanno rovinato il territorio di Casole negli anni recenti vanno nella direzione opposta, quella della proliferazione dei non-luoghi. San Severo era luogo quando ci vivevano i contadini, e adesso è diventato un non-luogo. Se si mostra a una persona una immagine di san Severo, lo si potrebbe collocare in qualsiasi parte del mondo, da San Paolo a Shangai, come un qualsiasi centro commerciale della periferia urbana. Continua a leggere "Il Treno e il Presepio" »
Venerdì, 20 agosto 2010
"Una Bella Discussione"
Al termine di un incontro accade spesso che il sindaco di Casole d'Elsa concluda recitando la formula "... questa è stata una bella discussione!", ponendo una certa enfasi sulla "e" di bella, anche quando la discussione bella non è stata neanche un po'.Naturalmente non vi è nulla di male ad esprimersi in maniera formulaica, lo faceva anche Omero, il problema è piuttosto nel contesto in cui la formula viene pronunciata.
Venne ad esempio definita "una bella discussione" (ascolta l'intervento) l'assemblea pubblica del 27 gennaio 2007, quella che segnò l'inizio della catastrofe giudiziaria di Casole d'Elsa.
L'attuale sindaco definì (inspiegabilmente) bella, anche quella pessima discussione.
Pessima per i toni, pessima per il palese imbarazzo di amministratori ed ex amministratori di fronte ai cittadini che volevano comprendere la legittimità degli scempi causati dai disastrosi Programmi Integrati d'Intervento.
Pessima perché l'attuale sindaco sostenne che non era possibile andare a vedere ciò che succedeva nei cantieri.
Pessima perché l'allora ex-sindaco sosteneva, ma senza spiegare perché, che non era neanche possibile vedere in comune progetti e piani costruttivi, quando invece sarebbero bastati cinque minuti per metterli on-line.
Per questo le parole "... una bella discussione!" diventarono un campanello d'allarme di qualcosa che non stava andando nel verso giusto. Il segnale di una concezione della politica come arte di trasformare le incongruenze in una forma di logica con cui riuscire a convincere gli altri e possibilmente anche se stessi.
E non si parla di questioni morte e sepolte, ma di vicende delle quali il Tribunale di Siena si occuperà il mese prossimo.
Ma se in quella assemblea il capo della destra di Casole espresse con determinazione la sua opposizione alla possibilità che i cittadini fossero informati delle attività e dei progetti edilizi, oggi la sua posizione non sembra affatto mutata. Le immagini dell'orrenda ferita che i campi fotovoltaici del piano infliggeranno al paesaggio che si gode dalla Torre dei Serviti sono state pubblicate dai cittadini e dalle associazioni di Casole, non certo dalla giunta che governa il paese.
Continua a leggere ""Una Bella ... »
Venerdì, 6 agosto 2010
Il Mercante in Fiera
Notte di Natale,un gruppo di amici gioca al "Mercante in Fiera". Il banditore, per rendere più interessante il gioco, decide di vendere le opzioni per acquistare un lotto di carte in un successivo turno.
Qualche giocatore acquista l'opzione, altri non comprano.
Quando giunge il turno di quel lotto possono partecipare all'asta solo i giocatori che hanno comprato l'opzione, ma il banditore, con un sorriso divertito, annuncia che è stato varato un condono: pagando una piccola cifra, anche chi non aveva acquistato l'opzione potrà partecipare all'asta.
Si scatena l'inferno, qualcuno protesta, altri abbandonano il gioco, si litiga, vecchi amici non si rivolgono più la parola.
Il gioco viene interrotto, la veglia di Natale è rovinata.
Qusta storia (vera) ritorna in mente ascoltando gli auspici di condoni governativi che sanino gli abusi di Casole d'Elsa, e quando si leggono, sul sito del Pd, i post di critica alle sanatorie edilizie.
La pace sociale è fondata sul rispetto delle regole, e "la legge del più astuto" comporta un costo che nessuna società civile è in grado di sostenere, come mostrano con chiarezza gli ultimi anni della storia casolese.
Da anni ormai gli abitanti di Casole attendono per esempio che il comune metta in atto le indicazioni dell'architetto De Zordo per la messa in pristino dello stato dei luoghi a "Le Vigne".
Attendono invano. L'abuso è ancora lì, e la giunta non sembra abbia fatto nulla nel lungo intervallo di tempo trascorso dal suo insediamento. La giustizia italiana è molto garantista, prevede anche la prescrizione del reato. Quali potrebbero essere le conseguenze del perdere tempo, aspettare, non demolire, rinviare? Forse dopo qualche anno qualcuno dirà che prevale il pubblico interesse, che se si doveva demolire bisognava farlo subito, e forse alla fine l'abuso verrà sanato.
E l'amministrazione comunale cosa sta facendo? Nulla, prende tempo.
Alla società civile non resterà che prendere atto che chiunque potrà costuire palazzine in un bosco,
purché abbia abbastanza tempo per aspettare la sanatoria.
Ma la veglia di Natale sarà comunque rovinata per sempre, con o senza presepe vivente.
Giovedì, 22 luglio 2010
PIF, Programi Integrati Fotovoltaici
In un recente post è stata sollevata la questione della deruralizzazione culturale di Casole d'Elsa. Alcuni cittadini hanno risposto difendendo le manifestazioni artistiche casolesi, ma nessuno se l'è sentita di negare un comportamento che, nel suo anacronismo, rappresenta l'opposto della gentrification, fenomeno inviso ai ragazzi delle kappa, ma molto diffuso a Casole d'Elsa.Le spiegazioni addotte dal sindaco durante il consiglio comunale del 9 luglio, a proposito dell'annullamento del punto 12 dell'ordine del giorno confermano indirettamente che l'urbanizzazione della campagna è più avanzata di quello si immaginava. Se non fosse così perché mai la giunta di Casole avrebbe tentato di forzare la mano per il fotovoltaico sui campi agricoli, inserendo e poi ritirando il punto 12 dell'ordine del giorno?
Successivamente allo stop della provincia (sarà mai possibile leggere la lettera inviata all'ufficio tecnico sul sito del comune?) diversi cittadini (piuttosto seccati) hanno raccontato di progetti di immensi campi fotovoltaici da installarsi su terreni agricoli.
Le domande che nascono da questa situazione, che ricorda la politica dei Programmi Integrati di Intervento, sono molte.
- E' questa la politica di sviluppo agricolo della giunta di destra che governa Casole?
- Perché sul sito del comune non sono mai apparsi i rendering e le mappe di questi impianti?
- Sono stati pagati oneri per gli impianti, e se sì, a chi, al comune, alla provincia, alla regione, allo stato?
- Sulla base di quali autorizzazioni?
- Quanto cemento verrà colato sui terreni agricoli per le strutture di servizio, le strade di accesso e di controllo di questi impianti?
- Quali sono i costi e i benefici di questi impianti, escludendo i contributi statali che fanno gola a tanti, come dimostrano le inchieste sull'eolico in Sardegna?
- Le attività turistiche quanto risentiranno di questa trasformazione del paesaggio?
- Saranno felici coloro che pagano milioni di euro per per godere del paesaggio toscano, di aprire le finestre e vedere sui campi dipinti da Giovanni Fattori la stessa crosta fotovoltaica che ricopre le discariche di Peccioli?
La rapida trasformazione del paesaggio rurale in paesaggio urbano avanza, e la passione fotovoltaica assomiglia sinistramente a una trovata per consumare suolo tappando la bocca agli ambientalisti. Ma intanto i tetti dei capannoni del piano restano coperti di eternit.
Domenica, 4 luglio 2010
Gli Oneri dell'Urbanizzazione Culturale
Recentemente a Casole si è tenuta una manifestazione artistica dal titolo scritto con alcune lettere rovesciate. Forse fa più chic. Nel retorico linguaggio della destra di governo si è trattato di un Grande Evento. Vi sono stati alcuni commenti positivi, pubblicati anche su questo blog, e anche un po' di salamelecchi in stile televisivo. Secondo alcuni, invece, di arte se ne è vista pochina, ma l'arte è un fatto di gusti.
Il vero assente della manifestazione, è stato il legame con il luogo in cui si è svolta, il legame con la campagna, con la vita rurale.
La manifestazione si sarebbe potuto benissimo tenere a New York, a Firenze o a Berlino, in quanto contenitore di eventi legati alla cultura urbana.
La campagna al più una elegante decorazione, non certo una cultura, una tradizione, uno stile di vita.
Il messaggio implicito, ma non troppo, delle manifestazioni di murales e body-painting è che la campagna viene pensata come una città non ancora urbanizzata. Queste attività sottintendono che il modello al quale deve tendere l'ambiente rurale è quello urbano.
L'impressione è di trovarsi di fronte a una progetto di deruralizzazione culturale, forse con l'obiettivo di preparare il consenso per la prossima colata di cemento.
In controtendenza con il resto del mondo che si è accorto prima dei nostri amministratori della necessità di riscoprire il valore (anche economico) della distinzione tra città e campagna.
Ma ai cittadini di casole questo sguardo su futuro sembra precluso: la giunta di destra che governa il paese sembra condividere la cultura dell'urbanizzazione (culturale) dell'ambiente rurale.
Gli oneri di tale urbanizzazione arriveranno, forse, con il cemento, ma non si sa se saranno a credito o a debito.
Lunedì, 7 giugno 2010
La Cultura con la Q Maiuscola
Un aspetto bizzarro degli scritti degli attenti pretoriani della giunta di Casole (gli anonimi ragazzi casolesi) è la mancanza di regole ortografiche. Potrebbe essere un vezzo. Potrebbe essere altro. L'indicazione di una mancanza di scolarizzazione.
L'India investe molto nella scuola e nell'università. Ha capito che è questo il solo modo per affrontare la complessità del mondo.
L'India, che con la Cina e gli USA, è destinata a reggere le sorti del mondo, ha compreso quale sarà l'indirizzo dello sviluppo (quello vero, non quello dei depliant delle associazioni politico-culturali).
La lunghissima amministrazione di Piero Pii (al quarto mandato, come ha fatto notare un commentatore di questo blog) ha fallito anche in questo. Non è riuscita a formare una classe dirigente. Ha voluto riportare la popolazione di Casole ai livelli del dopoguerra (politica disastrosa che oggi viene riproposta in modo strisciante) e ha prodotto il solo risultato di devastare l'area col cemento.
Senza creare occupazione, né scolarizzazione, né impresa, né cultura, né innovazione.
Né una classe dirigente.
In questi giorni una società che si occupa di tecnologia, è alla ricerca, nella zona, di giovani ingegneri, matematici, fisici. Per la realizzazione di un progetto di ricerca-impresa-innovazione nella zone Casole-Colle. Finora sisono presentati brillanti neolaureati provenienti da diversi paesi italiani ed esteri. Nessuno da Casole d'Elsa.
Qualche ragazzo casolese (con o senza la kappa) potrebbe proporre la propria candidatura, prima che la scelta cada sul solito geniale ingegnere indiano di ventitrè anni. Potrebbe essere una dimostrazione di serietà.




