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Mercoledì, 9 dicembre 2009
“Danish text” raises furore
According to The Guardian, developing countries “react furiously” after a draft text allegedly written by the UN conference’s host country was leaked Tuesday.For more than a week a rumour has circulated that Denmark, host of the ongoing UN conference on climate change, has drawn up a compromise text. On the afternoon of the conference’s second day, The Guardian published what it claimed to be this text. The British newspaper also claims to have read “a confidential analysis of the text by developing countries” which “shows deep unease”.
“You need to listen to all countries. That’s what democracy is about, and that’s what you have been cheering in Denmark. What your Prime Minister (Lars Løkke Rasmussen) does is contrary to the spirit of the developing aid, which Denmark has provided for Africa through many years,” Lumumba Stanislaus Di-Aping (photo above), chair of the Group of 77, mostly consisting of developing countries, tells Danish daily Politiken.
The draft on The Guardian’s website is headlined “The Copenhagen Agreement under the UN Framework Convention on Climate Change”. It gives 2020 as the year in which global emissions should peak, while “acknowledging that developed countries collectively have peaked and that the timeframe will be longer for developing countries.” The text specifies that emissions from developed nations should be reduced by 80 percent by 2050 compared to 1990 levels. It also proposes for an interim reduction target for developed countries by 2020 to be set – meeting a key demand from developing countries. However, so far the figure is just given as “X” – meaning it will not be stated before the high level negotiations next week. Continua a leggere "“Danish text” raises furore" »
Domenica, 27 settembre 2009
World Consumption Plunges Planet Into 'Ecological Debt', Says Leading Thinktank

A visitor places her hands on a "Tangible Earth", a digital globe which real time global metrological data is fed through the Internet from about 300 places in the world, is displayed at an exhibition pavillion inside the media centre for G8 Hokkaido Toyako Summit in Rusustu town, on Japan's northern island of Hokkaido July 6, 2008. (REUTERS/Yuriko Nakao)
Rich consumers are still voraciously gobbling up the world's resources, despite the worst recession in a generation, with their appetite pushing the planet into "ecological debt" from today, according to a report by think-tank the new economics foundation.
This "ecological debt day" marks the point in the year when consumption around the world exceeds the Earth's annual "biocapacity" — so for the remainder of the year, we will be eating into environmental resources that will not be replaced, according to nef's calculations.
Andrew Simms, nef's director, said the deep recession had delayed this "ecological debt day" by only 24 hours compared with last year, when it fell on 24 September. He warned that as G20 leaders gather in Pittsburgh to discuss global finance, there is a risk that the world economy will be kick-started again, without learning the lessons of the "consumption explosion".
"Debt-fuelled over-consumption not only brought the financial system to the edge of collapse, it is pushing many of our natural life support systems toward a precipice. Politicians tell us to get back to business as usual, but if we bankrupt critical ecosystems no amount of government spending will bring them back," he said. Continua a leggere "World Consumption Plunges ... »
Venerdì, 25 settembre 2009
La Nave di Pandora
Vittorio Emiliani su l'UnitàSulle scelte governative post-terremoto e sulla nave dei veleni
Non credo proprio di essere anti-italiano se rilevo che, di fronte ai grandi problemi del Paese, questo governo e il suo leader risultano inadeguati, portati allo spot autopromozionale anziché a quelle scelte concrete che pure Berlusconi rivendica per sé ad ogni minuto, vantando che nessuno si è portato meglio di lui e di loro. Frottole. Nella graduatoria del BIL (Benessere Interno Lordo) le prime regioni sono Emilia-Romagna, Marche e Toscana, in testa la provincia di Forlì-Cesena. Non le regioni, non le province governate dal Pdl e dalla Lega. Solo un caso?
Torniamo al governo, al premier e alla loro superficialità e inadeguatezza. Nel post-terremoto d’Abruzzo, malgrado le frequenti marce di Berlusconi e del suo proconsole sull’Aquila, i prefabbricati sono in ritardo (i primi consegnati erano della Provincia di Trento) e insufficienti di numero. Anche perché non si è sprezzantemente voluto tener conto delle esperienze positive del Friuli, dell’Umbria, delle Marche dove enti e comunità locali furono fortemente responsabilizzate e motivate nella ricostruzione. Mentre qui risultano disperse, frustrate, tagliate fuori dalla Protezione Civile. Continua a leggere "La Nave di Pandora" »
Sabato, 11 luglio 2009
Perché il nucleare in Italia è insensato
Giorgio Parisi su MicromegaÈ ormai evidente che le scorte di petrolio estraibile a costi ragionevoli si stanno fortemente riducendo, e che non è possibile andare avanti per molti anni con un sistema economico basato sul consumo di quantità massiccie di petrolio e di gas naturali [1]. Inoltre il riscaldamento globale [2] sconsiglia fortemente la sostituzione di questi combustibili fossili con un altro combustibile fossile, il carbone, le cui riserve sono molto più consistenti. Sarebbe come cadere dalla padella nella brace. Ormai è scientificamente dimostrato che l’uso sconsiderato dei carburanti fossili produce un aumento della temperatura terrestre di cui incominciamo a sentire i primi effetti [3].
È assolutamente necessario cambiare la politica energetica sia su scala globale che su scala nazionale, ma è cruciale farlo nella direzione giusta. A poco più di venti anni dall’esplosione del reattore sovietico di Chernobyl e dalla chiusura di tutti gli impianti nucleari in Italia, il governo italiano progetta l’istallazione di [4] nuove centrali nucleari. Si tratta un progetto sconsiderato per molti motivi, alcuni dei quali estremamente seri. I costi eccessivi e la difficoltà di trovare soluzioni credibili per lo smaltimento delle scorie nucleari sconsigliano la costruzione di nuove centrali nucleari in tutto il mondo (infatti la nostra sarebbe una scelta in controtendenza). A queste considerazioni generali si aggiunge la difficoltà di trovare in Italia siti adatti per la costruzione di centrali nucleari (l’Italia è un paese sismico con un’altissima densità di popolazione). Come vedremo, è necessario muoversi in una direzione complemente differente: quella del risparmio energetico e dello sfruttamento delle energie rinnovabili. Continua a leggere "Perché il nucleare in ... »
Domenica, 21 giugno 2009
The Dangers of Plastic Bags
Giovedì, 21 maggio 2009
«Dobbiamo salvarci senza aspettare i politici»
Roberto Carnera intervista Vandana Shiva su l’Unità.Tra i fisici più rinomati dell’India, attivista politica e ambientalista, Vandana Shiva è sicuramente una "resistente", una donna, cioè, che ha scelto, come missione della sua vita, di resistere allo strapotere delle multinazionali, agli errori e ai crimini della politica globale, alla devastazione dell’ambiente (che significa rischio per la nostra stessa esistenza). Alla Fiera del Libro di Torino è venuta a lanciare un appello per il "salvataggio del mondo". "Siamo ancora in tempo", ammonisce, "ma solo se ci muoviamo subito".
Occorre, in altre parole, che le politiche di contenimento del danno ambientale diventino presto, anzi "subito" (come ripete più volte nel corso della nostra conversazione), qualcosa di reale, di concreto, e non soltanto un pio desiderio. L’occasione è il lancio del suo ultimo libro, Ritorno alla Terra. La fine dell’ecoimperialismo (Fazi Editore), che segue gli altri importanti titoli della sua ricca bibliografia (ricordiamo Monocolture della mente, Bollati Boringhieri 1995; Vacche sacre e mucche pazze, DeriveApprodi 2001; Il bene comune della Terra, Feltrinelli 2006). Nel 1993 Vandana Shiva ha vinto il Right Livelihood Award, premio Nobel alternativo per la pace. Insieme con Ralph Nader e Jeremy Rifkin, presiede l’International Forum on Globalization.
Signora Shiva, uno dei temi che affronta nel suo nuovo libro è quello della crisi economica mondiale. Secondo lei, essa è in via di soluzione, come affermano i più ottimisti, oppure dobbiamo aspettarci che i suoi effetti negativi perdureranno anche nel prossimo futuro?
"Temo che questa crisi non passerà tanto facilmente, perché affonda le sue radici nella struttura economica mondiale, di cui è, in qualche modo, parte integrante. È un po’ come l’influenza suina: una volta che il contagio ha inizio, si può cercare di contenerlo, ma è difficile fermarlo. Abbiamo dimenticato alcune regole fondamentali, nel campo dell’agricoltura, dell’allevamento, come in quello dell’economia. In tutti questi settori negli ultimi decenni si è imposta la cultura della ‘deregulation’; si è fatto del liberalismo, del libero mercato, della libera iniziativa una sorta di feticcio. Ora, però, si vedono le dannose conseguenze della mancanza di controllo da parte degli stati, dei governi, ma forse, soprattutto, dell’assenza di autodisciplina da parte degli operatori interessati".
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Lunedì, 6 aprile 2009
Una Rivoluzione per il pianeta. Nell´ambiente la nostra salvezza
Intervista a Thomas Friedman su la RepubblicaAbbiamo bisogno di un grande progetto che investa l´ecologia. Perché solo una "svolta verde" guidata dagli Usa può far rinascere l´economia. Oggi all´era del global terrorism è subentrata quella del global warming segnata da Obama. Se uno studia la scienza climatica resta impressionato Stiamo bruciando e intasando il mondo
«Diecimila garage da dove escano nuove idee, diecimila imprese innovative, diecimila imprenditori». Solo una rivoluzione "verde" guidata dall´America può salvare il futuro di questo paese e del mondo intero, far rinascere l´economia e ridare fiato e ricchezza alla classe media. Ne è convinto Thomas Friedman, tre volte vincitore del premio Pulitzer, columnist del New York Times e autore di libri best-seller della saggistica contemporanea (Da Beirut a Gerusalemme, Le Radici del Futuro, Il Mondo è Piatto) che a questo tema ha dedicato il suo ultimo lavoro: Hot, Flat and Crowded, uscito negli Stati Uniti a ottobre e da domani in libreria anche in Italia per i tipi della Mondadori con lo stesso titolo: Caldo, Piatto e Affollato. Lo abbiamo intervistato nel suo ufficio di Washington.
Perché caldo, piatto e affollato?
«Il titolo originale doveva essere "Il verde è il nuovo rosso, bianco e blu" (i colori della bandiera americana, ndr), ma più lavoravo, più mi documentavo e più mi rendevo conto che non era giusto: perché il Giappone è già più verde di noi, la Germania e la Danimarca anche. Oggi il mondo è "piatto" perché la rivoluzione tecnologica ha livellato l´economia e le conoscenze globali, è "affollato" dall´impennata demografica e da miliardi di persone che vogliono vivere come gli americani, è "caldo" per il riscaldamento globale. È un mondo con cinque problemi-chiave».
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Lunedì, 30 marzo 2009
Il Programma Ambientale dell'Associazione "Pensare Comune", Prima Parte
Nell'ambito del convegno "Dalla terra e dal sole il nostro futuro", Piero Pii ha presentato il programma ambientale dell'associazione "Pensare Comune".
In questo breve video la prima parte
In questo breve video la prima parte




