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Venerdì, 15 gennaio 2010
Portarsi avanti: a cosa serve il decreto Romani
Alessandro Gilioli su l'EspressoE’ straordinario come, con un solo decreto, quello firmato Paolo Romani, il governo Berlusconi voglia ottenere tre risultati, uno meno encomiabile dell’altro.
Il primo, vabbeh, è danneggiare Sky, in pratica l’unico attuale concorrente di Mediaset. E’ da più di un anno che la strategia va avanti: prima hanno speso una valanga di soldi pubblici per il digitale terrestre, poi hanno alzato le tasse sugli abbonamenti Sky, poi hanno portato via i canali satellitari Rai dalla piattaforma Sky, adesso gli riducono gli spot per legge ( presto ci sarà da divertirsi con il nuovo contratto di servizio). In un paese in cui il premier non fosse anche il proprietario di Mediaset, potremmo anche dire chissenefrega. In Italia fa schifo, perché è un’alterazione del mercato per favorire un concorrente (che è anche il capo del governo) contro un altro.
Il secondo è una cosa che potremmo chiamare conflitto d’interessi preventivo, ovvero portarsi avanti per schiacciare la concorrenza futura. Siccome, come ognuno sa, Mediaset si sta buttando sull’Iptv ispirandosi a Hulu, occorre ridurre il numero di video circolanti in Rete e prodotti dal basso, che possono costituire potenzialmente una significativa concorrenza sul Web alla Iptv di Mediaset. E’ il metodo Berlusconi: uccidere i potenziali nemici da piccoli. Di qui l’obbligo per chiunque faccia web tv – anche dalla soffitta di casa – di chiedere l’autorizzazione al ministero e di sottostare a una montagna di altri obblighi burocratici (ma non doveva essere il partito delle libertà, quello che ci liberava dai lacci e lacciuoli dello Stato?). Continua a leggere "Portarsi avanti: a cosa ... »
Lunedì, 6 luglio 2009
La Politica ai Tempi di Youtube
Mentre aspettiamo che il Comune di Casole d'Elsa metta online il video dell'ultimo consiglio comunale, è possibile riflettere sull'importanza per la politica delle nuove tecnologie di comunicazione, come raccontato nell'articolo di Riccardo Puglisi su lavoce.infoAnche la politica comincia a essere influenzata dal Web 2.0. Lo si è visto con la campagna presidenziale negli Stati Uniti. E con il caso Serracchiani da noi. Tanto che Internet può essere ormai considerato come il misuratore più tempestivo delle fortune dei politici nei paesi più sviluppati. Quanto al rischio che i candidati propongano ciò che è adatto al mezzo e non ciò che è adatto ai cittadini, c'è già il precedente della televisione. YouTube abbassa il costo d'entrata nella produzione e distribuzione dei messaggi. Ma l'attenzione del pubblico resta una risorsa limitata.
“Tutti diventeranno famosi per quindici minuti”. Chissà che cosa penserebbe Andy Warhol di YouTube, forse l’invenzione più warholiana degli ultimi anni. Forse riscriverebbe così la sua frase più nota: “Tutti diventeranno famosi con quindici minuti di YouTube”. (1) Ad esempio in campo musicale: bastano una decina di minuti di filmato su YouTube per creare celebrità mondiali, come funtwo, il ragazzo che suona con la chitarra elettrica una versione del canone di Pachelbel e ha già più di sessanta milioni di visualizzazioni.
QUINDICI MINUTI DI CELEBRITÀ POLITICA VIA WEB
Con qualche anno di ritardo anche la politica comincia a essere influenzata fortemente dal Web 2.0, la versione interattiva di Internet di cui YouTube e Facebook sono i rappresentanti più illustri. (2) Un personaggio già consolidato come Hillary Clinton fa “YouTube politics” con un filmato in cui chiede ai propri sostenitori di scegliere la colonna sonora della sua campagna per le elezioni primarie. E Barack Obama approva il filmato-parodia di un famoso spot della Apple, a sua volta ispirato da 1984 di George Orwell, in cui la Clinton interpreta la parte sgradevole del Grande Fratello. Continua a leggere "La Politica ai Tempi di ... »
La Politica ai Tempi di Youtube
Mentre aspettiamo che il Comune di Casole d'Elsa metta online il video dell'ultimo consiglio comunale, possiamo riflettere sull'importanza per la politica delle nuove tecnologie di comunicazione, leggendo l'articolo di Riccardo Puglisi su lavoce.infoAnche la politica comincia a essere influenzata dal Web 2.0. Lo si è visto con la campagna presidenziale negli Stati Uniti. E con il caso Serracchiani da noi. Tanto che Internet può essere ormai considerato come il misuratore più tempestivo delle fortune dei politici nei paesi più sviluppati. Quanto al rischio che i candidati propongano ciò che è adatto al mezzo e non ciò che è adatto ai cittadini, c'è già il precedente della televisione. YouTube abbassa il costo d'entrata nella produzione e distribuzione dei messaggi. Ma l'attenzione del pubblico resta una risorsa limitata.
“Tutti diventeranno famosi per quindici minuti”. Chissà che cosa penserebbe Andy Warhol di YouTube, forse l’invenzione più warholiana degli ultimi anni. Forse riscriverebbe così la sua frase più nota: “Tutti diventeranno famosi con quindici minuti di YouTube”. (1) Ad esempio in campo musicale: bastano una decina di minuti di filmato su YouTube per creare celebrità mondiali, come funtwo, il ragazzo che suona con la chitarra elettrica una versione del canone di Pachelbel e ha già più di sessanta milioni di visualizzazioni.
QUINDICI MINUTI DI CELEBRITÀ POLITICA VIA WEB
Con qualche anno di ritardo anche la politica comincia a essere influenzata fortemente dal Web 2.0, la versione interattiva di Internet di cui YouTube e Facebook sono i rappresentanti più illustri. (2) Un personaggio già consolidato come Hillary Clinton fa “YouTube politics” con un filmato in cui chiede ai propri sostenitori di scegliere la colonna sonora della sua campagna per le elezioni primarie. E Barack Obama approva il filmato-parodia di un famoso spot della Apple, a sua volta ispirato da 1984 di George Orwell, in cui la Clinton interpreta la parte sgradevole del Grande Fratello. Continua a leggere "La Politica ai Tempi di ... »
Martedì, 19 maggio 2009
Attacco a Internet Attacco alla Democrazia
Antonio Caputo Il pacchetto sicurezza che il Parlamento sta per approvare consente di oscurare i siti che criticano il regime. Dalla “Società Pannunzio per la libertà d’informazione”
L’attacco finale alla democrazia è iniziato. Berlusconi e i suoi sferrano il colpo definitivo alla libertà della rete internet per metterla sotto controllo. Ieri nel voto finale al Senato che ha approvato il cosiddetto pacchetto sicurezza (disegno di legge 733), tra gli altri provvedimenti scellerati come l’obbligo di denuncia per i medici dei pazienti che sono immigrati clandestini e la schedatura dei senta tetto, con un emendamento del senatore Gianpiero D’Alia (UDC), è stato introdotto l‘articolo 50-bis, “Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet“. Il testo la prossima settimana approderà alla Camera. E nel testo approdato alla Camera l’articolo è diventato il nr. 60.
Anche se il senatore Gianpiero D’Alia (UDC) non fa parte della maggioranza al Governo, questo la dice lunga sulla trasversalità del disegno liberticida della “Casta” che non vuole scollarsi dal potere.
In pratica se un qualunque cittadino che magari scrive un blog dovesse invitare a disobbedire a una legge che ritiene ingiusta, i provider dovranno bloccarlo. Questo provvedimento può obbligare i provider a oscurare un sito ovunque si trovi, anche se all’estero. Il Ministro dell’interno, in seguito a comunicazione dell’autorità giudiziaria, può disporre con proprio decreto l’interruzione della attività del blogger, ordinando ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine. L’attività di filtraggio imposta dovrebbe avvenire entro il termine di 24 ore. La violazione di tale obbligo comporta una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000 per i provider e il carcere per i blogger da 1 a 5 anni per l’istigazione a delinquere e per l’apologia di reato, da 6 mesi a 5 anni per l’istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico o all’odio fra le classi sociali. Immaginate come potrebbero essere ripuliti i motori di ricerca da tutti i link scomodi per la Casta con questa legge?
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Scritto da Casole Nostra
at
08:12




