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Salerno, Ucciso a Colpi di Pistola Sindaco di Pollica
Da molti era considerato uno dei sindaci migliori che abbia avuto il Cilento, privilegiando la difesa dell'ambiente e non gli abusi edilizi rendendo le zone da lui amministrate le più ambite del circondario. da l'Unità
Con alcuni colpi di pistola mentre si trovava seduto nella sua auto dei sicari hanno ucciso Carlo Vassallo, sindaco di Pollica, in provincia di Salerno. È successo ad Acciaroli una frazione della cittadina. Indagano polizia e carabinieri di Salerno.
Presumibilmente Angelo Vassallo stava rientrando a casa. È successo la scorsa notte intorno all'una. Stretto riserbo dei carabinieri di Vallo della Lucania che stanno svolgendo indagini coordinati dalla Procura della Repubbilca di Vallo della Lucania. Per il momento le ipotesi su questa esecuzione sono diverse ma non ve ne è una privilegiata rispetto altre.
Angelo Vassallo era stato rieletto sindaco di Pollica, di cui fanno parte le frazioni di Pioppi e Acciaroli, lo scorso mese di marzo, con una lista civica, "Insieme per Pollica". La prima volta che fu nominato primo cittadino del comune cimentano fu nell'aprile 2005. Vassallo ha anche ricoperto la carica di consigliere della Provincia di Salerno. Da molti era considerato uno dei sindaci migliori che abbia avuto il Cilento, privilegiando la difesa dell'ambiente e non gli abusi edilizi rendendo le zone da lui amministrate le più ambite del circondario.
In paese, esercizi pubblici con le serrande abbassate, silenzio irreale, cartellini «chiuso per lutto cittadino» all'esterno di alcuni bar e ristoranti. Pollica è un paese sotto choc: una zona di solito allegramente animata da residenti e turisti, ancora molto numerosi in questa prima settimana di settembre, è caratterizzata stamane da un silenzio irreale. Persino le auto camminano lentamente, nella zona del porto, mentre capannelli di turisti si formano per chiedere cosa sia successo. Nessuno dal Comune ha proclamato il lutto cittadino, ma molti esercenti hanno usato questa formula per manifestare il proprio dolore sulle saracinesche abbassate. «Abbiamo deciso di chiudere - dice il titolare di una pasticceria - perché Angelo Vassallo era una persona seria, un lavoratore che ha dato lustro a questa località balneare. Non è un caso che da anni veniamo premiati con la bandiera blu da Legambiente: è uno dei segni del lavoro realizzato dal sindaco».
Giovedì, 2 settembre 2010
Un Colpo di Ruspa e di Legalità
Mentre i cittadini di Casole d'Elsa aspettano pazientemente che l'assessore all'urbanistica decida il ripristino lo stato dei luoghi per l'abuso de le Vigne, come indicato dalla relazione dell'architetto De Zordo, il Comune di Fiesole fa effettivamente demolire le villette abusive.(n.d.g.d.C.N.)Mario Neri la Repubblica
Di fronte all'atto concreto del suo fallimento Giovanni Calabrese, 60 anni, non se l'è sentita di assistere a quei colpi di benna sulle sue aspirazioni da manager del turismo collinare toscano. Finisce fra graffi di ruspa, calcinacci e in una nuvola di polvere la storia dell'abuso edilizio più clamoroso del territorio fiorentino.
Sette villette scoperte scoperte nel marzo 2004 su una collina di Ontignano, piccolo borgo di ulivi e cipressi fra Montebeni e Campiobbi, zona sottoposta a vincolo paesaggistico. Una specia di tabù ambientale per le mire della cementificazione fai da te. "Dopo sei anni abbiamo finalmente sanato questo scempio, la collina verrà ripristinata", esulta il sindaco Fabio Incatasciato.
Realizzato da Calabrese attraverso la società Il Fortino, il villaggio vacanze era venuto su senza autorizzazioni, in spregio dei divieti imposti dal regolamento urbanistico del Comune e contro una legge regionale. E anche oggi, mentre esce alla chetichella per sfuggire alle domande dei cronisti, l'imprenditore avrebbe ripetuto a chi lo ha incontrato il ritornello di sempre: "Ero nel giusto, potevano restare per essere sanate dal condono". In questi anni di battaglie legali ha sempre battuto sullo stesso tasto per difendersi dagli attacchi di Comune vigili urbani e magistratura. La scappatoia per scardinare le leggi di tutela ambientale era arrivata per legge: il condono edilizio varato dal governo Berlusconi. Continua a leggere "Un Colpo di Ruspa e di ... »
Mercoledì, 1 settembre 2010
Villette di Ontignano la Demolizione è Iniziata
Le ruspe mettono fine all'abuso edilizio più clamoroso di Fiesole. Realizzato dall'imprenditore Giovanni Calabrese, il villaggio vacanze era stato costruito senza autorizzazioni.la Repubblica
guarda il video
Finisce sotto i colpi di una benna e quelli di un super martello pneumatico agganciato al braccio di una ruspa, la storia dell’abuso edilizio più clamoroso di Fiesole. Sette villette scoperte su una collina di Ontignano nel marzo 2004 in una zona sottoposta a vincolo paesaggistico. Realizzato dall’imprenditore Giovanni Calabrese, il villaggio vacanze era stato costruito senza autorizzazioni e in spregio dei divieti urbanistici del Comune nella convinzione di poter ricorrere al condono del governo Berlusconi. Ora il tribunale di Firenze ne ha ordinato la demolizione. "Finalmente dopo sei anni siamo riusciti a sanare uno degli abusi edilizi più grandi mai avvenuti sul nostro territorio. Ripristineremo la collina, non dovrà restare traccia della cementificazione", dice il sindaco di Fiesole Fabio Incatasciato.
L’imprenditore Giovanni Calabrese, pur ammettendo gli abusi, era convinto di farla franca dichiarando di aver ultimato le case prima del 31 marzo 2003, termine ultimo per rientrare nel condono edilizio varato dal governo Berluscioni. Solo grazie alle ricerche dei vigili urbani e al confronto sulle foto aeree scattate sulla zona dall’Istituto Geografico militare, i magistrati hanno dimostrato che i lavori erano finiti un mese dopo.
I lavori erano andati avanti per mesi senza che nessuno se ne accorgesse. Era tutto pronto. Ogni alloggio una targhetta, la recepsion, luce, acqua, termosifoni, una piscina, una serra e perfino un centro benessere. Uno sfregio di cemento sulla collina da 300 metri quadrati. "Nessuno ci segnalò nulla fino al marzo del 2003 - dice il comandante della polizia municipale Paolo Cappellini - anche perché le ville erano state nascoste con cataste di legna altissime e dalle fronde degli alberi".
Martedì, 27 luglio 2010
La Costituzione del Cemento
Salvano le zone tutelate per legge (e la faccia) dalla cementificazione, ma consentono la distruzione del territorio, senza se e senza ma.Salvatore Settis su la Repubblica, 20 luglio 2010
Profeticamente, Roberto Saviano ha scritto in Gomorra: «La Costituzione si dovrebbe mutare. Scrivere che si fonda sul cemento e sui costruttori. Sono loro i padri. Non Parri, non Einaudi, non Nenni, non il comandante Valerio». «Cementifici, appalti e palazzi quotidiani: lo spessore delle pareti – prosegue Saviano – è ciò su cui poggiano i trascinatori dell´economia italiana». Proprio questo sta accadendo. Il 4 giugno Tremonti annuncia l’intenzione di modificare l’articolo 41 della Costituzione, secondo cui «la legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali»: secondo il ministro, invece, bisogna «uscire dal Medioevo per liberare le imprese». Il "nuovo" articolo 41 deve cancellare i controlli, imporre una totale deregulation.
E infatti l’8 luglio il senatore Azzollini presenta al Senato un emendamento alla "manovra" economica secondo il quale il costruttore può avviare cantieri senza alcun permesso, producendo contestualmente un’autocertificazione ("segnalazione certificata di inizio attività", o s.c.i.a.), valevole anche nelle aree vincolate, e lasciando alle amministrazioni l’opzione di un controllo ex post. Proprio come se la riforma costituzionale vagheggiata da Tremonti (che le Camere non hanno nemmen principiato a discutere) fosse già passata. L’Italia diventerebbe così, secondo la profezia di Saviano, una Repubblica fondata sul cemento. Peggio: anche in caso di falsa dichiarazione, con l’emendamento Azzollini i lavori già iniziati sarebbero "blindati", consolidandosi 30 giorni dopo la dichiarazione (anche se falsa), e senza sanzioni né per l’impresa né per il costruttore, a meno che le amministrazioni non dimostrino «un danno grave e irreparabile per il patrimonio artistico, l’ambiente, la salute». Insomma, piena licenza di abusivismo per i danni ambientali "di modica quantità" (a giudizio delle stesse imprese); un’escalation brutale anche rispetto ai condoni edilizi che abbiamo subito. Continua a leggere "La Costituzione del Cemento " »
Domenica, 18 luglio 2010
Il Vascello Fantasma
«Comandano per rubare, rubano per comandare». E non sono solo quei tre. Ezio Mauro su la Repubblica.
Per sopravvivere, il vascello fantasma del governo Berlusconi getta i corpi in mare. Sono i corpi dei feriti dagli scandali, politici o affaristici, consumati alla corte del Premier e spesso nel suo interesse, e sacrificati quando sale l´onda dell´opinione pubblica e della vergogna istituzionale. Prima Scajola, poi Brancher, oggi Cosentino. Due ministri e un sottosegretario. Il Cavaliere che se ne disfa, sommerso dal malaffare che lo circonda, è in realtà l´uomo che li ha scelti, li ha nominati, se n´è servito fino in fondo. Lo scandalo riguarda lui, e la sua responsabilità.
Per quindici anni, davanti ad ogni crisi, Berlusconi reagiva attaccando, cercando uno scontro e una forzatura, alzando la posta, in modo da creare nel fuoco dell´emergenza soluzioni prepotenti, da cui il suo comando uscisse rafforzato, non importa se abusivamente. Oggi deve rassegnarsi all´impotenza, incassando una sconfitta dopo l´altra e certificando così che gli scandali non sono difendibili.
In più, su Brancher come su Cosentino il Premier perde una partita con l´opposizione del Pd, ma soprattutto con l´antagonista interno Fini. Si scopre che anche nel mondo monolitico del berlusconismo è possibile dire no, fare discorsi di normale legalità e di ovvio rispetto istituzionale, e si può vincere politicamente, al di là dei numeri. Continua a leggere "Il Vascello Fantasma" »
Domenica, 4 luglio 2010
Quel Buco Nero del Quale non si Parla
Eugenio Scalfari su la RepubblicaNONOSTANTE il "ghe pensi mi" detto da Berlusconi nella sua doppia dichiarazione al Tg1 e al Tg5 dell'altro ieri, è sensazione generale che il blocco politico di centrodestra si stia sfaldando. I segnali più chiari vengono addirittura dalla Lega: Bossi solidarizza con il severo monito di Napolitano concernente la legge sulle intercettazioni e ha posto solidi paletti contro l'ipotesi d'uno scioglimento anticipato delle Camere.
Fini dal canto suo ha confermato che quella legge, per come è uscita dopo il voto di fiducia al Senato, non è accettabile. Casini nell'intervista data oggi al nostro giornale respinge i pressanti inviti che gli vengono rivolti per rientrare nello schieramento di centrodestra.
Infine cresce il livello dello scontro sulla manovra economica tra le Regioni e il ministro dell'Economia.
Giulio Tremonti ha deciso di aumentare l'Irap per tutte le Regioni meridionali che hanno un bilancio della sanità in sfacelo, ma usare proprio l'Irap per ripianare quel buco nero avrebbe un effetto dirompente sul costo del lavoro proprio in quei territori in cui la disoccupazione e in particolare quella giovanile è già arrivata a livelli insostenibili. E qui i durissimi interventi critici della Marcegaglia e di tutta la Confindustria.
Tutto ciò avviene a pochi giorni di distanza dalla sentenza di condanna a sette anni di reclusione di Marcello Dell'Utri per associazione mafiosa. La gravità politica di quella sentenza è stata rapidamente archiviata, eppure essa ha rivelato un retroterra impossibile da sottacere. Perciò sarà proprio questo l'oggetto delle mie odierne riflessioni.
Io non credo che quella parte della sentenza della Corte d'appello di Palermo che ha messo Dell'Utri fuori causa per quanto riguarda le stragi del 1992-93 sarà ribaltata da altri tribunali e da altre investigazioni.
So bene che sono al lavoro da diversi ma convergenti punti di vista il tribunale di Caltanissetta, quello di Firenze e la stessa Procura di Palermo; è al lavoro la Commissione antimafia presieduta dal senatore Pisanu; indagano reparti specializzati di Carabinieri e Guardia di finanza ed anche giornalisti capaci e dotati di memoria storica e di collaudate relazioni informative. Continua a leggere "Quel Buco Nero del Quale ... »
Lunedì, 10 maggio 2010
Edilizia, si riapre il caso Montespertoli. Quattrocchi scrive a Rossi: fermate quei cantieri
S. Innocenti e V. Marotta sul Corriere FiorentinoQuattrocchi ha scritto una lettera a Rossi perché intervenga sui provvedimenti con cui il Comune di Montespertoli ha permesso la ripresa dei lavori per 29 cantieri considerati irregolari. La Regione verso la linea dura. Il sindaco Mangani: «Stupito».
«Opere di diffusa illegittimità». Così il Comune di Montespertoli aveva battezzato i cantieri finiti nel mirino della Procura per presunti abusi edilizi. Ma poi, nel dicembre scorso, aveva dato il via libera alla ripresa dei lavori per 29 di essi.
Ieri è intervenuto il procuratore capo Giuseppe Quattrocchi e con la consueta pacatezza ha spiegato: «Ho scritto una lettera al governatore Enrico Rossi segnalando che è stato dato il via libera a costruzioni che negli stessi provvedimenti del Comune di Montespertoli sono definite ‘‘opere di diffusa illegittimità’’. D’altra parte, è in suo potere intervenire sui provvedimenti delle amministrazioni comunali, in materia edilizia». È infatti l’articolo 39 del Dpr 380/2001 a conferire tale autorità al presidente della Regione.
Come si è arrivati a questo? Nelle scorse settimane i carabinieri della Stazione di Montespertoli — coordinati dai pm Giuseppina Mione e Leopoldo De Gregorio— hanno scritto una lunga informativa per riportare proprio quanto stava accadendo al Comune: hanno allegato diversi provvedimenti adottati dall’amministrazione comunale guidata dal sindaco Giulio Mangani, estraneo all’inchiesta, per dire che solo lo Stato può decidere un condono. Continua a leggere "Edilizia, si riapre il ... »
Venerdì, 23 aprile 2010
Un appello di eddyburg. No alla sanatoria edilizia in Campania
Aiutateci a scongiurare un rischio grave per il territorio napoletano, e per la legalitàIl Consiglio dei ministri starebbe per approvare un decreto legge che sospende la demolizione degli alloggi abusivi in provincia di Napoli.
Sarebbe un atto di gravità inaudita, volto:
- a favorire la criminalità organizzata, che controlla ogni fase della produzione edilizia illegale
- a incentivare l’abusivismo, che riceverebbe una sorta di autorevole legittimazione a procedere nella devastazione del territorio con ritmi ancor più spediti di quelli attuali
- a condannare a morte città e paesaggi una volta amati e celebrati
- a premiare gli amministratori e i rivoltosi, in particolare dell’Isola d’Ischia, che nei mesi scorsi si scatenarono per fermare le ruspe mandate dai magistrati.
Se davvero il governo approvasse un siffatto provvedimento, ci rivolgiamo ai parlamentari di ogni schieramento perché non lo trasformino in legge, e non si rendano responsabili di un’azione che porterebbe i luoghi interessati fuori dal consorzio civile.
Vezio De Lucia
Maria Pia Guermandi
Edoardo Salzano
Inviare le adesioni a mpgpereddyburg@gmail.com
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