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Piero Bevilacqua «Sud, green economy e un piano del lavoro per uscire dal guado»
Un’idea diversa per affrontare oggi la questione del Mezzogiorno, in un’intervista dello storico dell’ambiente. Bruno Gravagnuolo su l’Unità
Lo storico meridionalista: i miliardi calati dall’alto sarebbero facile preda della mafia. Sì a tante attività nel territorio, dall’agricoltura al turismo
Ci vuole un piano del lavoro di nuovo tipo per il Sud, non l’ennesima erogazione di miliardi per le infrastrutture calati dall’alto, facile preda di mafia e clientele». Commenta così Piero Bevilacqua, calabrese, 65 anni, storico contemporaneo a Roma l’ultimo Rapporto Svimez per il Mezzogiorno. Un report la cui drammaticità lo studioso non sottovaluta affatto, a partire dall’allarmante decrescita del Pil, dalla disoccupazione e dal rischio povertà. E però le idee di Bevilacqua meridionalista di sinistra e teorico della green economy sono altre: ambiente, agroalimentare «green», risanamento dei centri interni, forestazione. Con in più una rete di centri universitari di tipo francese mirati su «scienze umane» e territorio. E poi attorno, a venire, le infrastrutture. Ma soprattutto, «niente riedizioni della Cassa per il Mezzogiorno e niente retorica tremontiana sulla Banca per il Sud». Tutte proposte che vedranno la luce in gennaio in un libro per Laterza intitolato La grande distruzione e con un capitolo ad hoc: «Un piano del lavoro per la gioventù».
Sentiamo Bevilacqua. Professore, per Svimez il Sud va sempre più indietro e da 8 anni cresce meno del Nord. Da dove viene la recessione a Mezzogiorno?
«Sono dati che non mi sorprendono, indici di un degrado che si vede già da alcuni anni. Il flusso emigratorio è cresciuto, anche se i giovani vogliono rimanere, magari da disoccupati di lunga durata, in attesa di lavoro. Però vorrei segnalare che la questione è globale. Il Sud vive nell’economia-mondo, e sconta la crisi mondiale». Continua a leggere "Piero Bevilacqua «Sud, ... »
Giovedì, 8 luglio 2010
In Cauda Venenum
Dal sito di Italia Nostra Siena uno stop alla dissipazione del terreno agricolo a casole d'ElsaCosa potrebbe succedere ancora al paesaggio casolese ? Non lo sappiamo con precisione, ma il sito del Comune riporta la notizia che è stato convocato il Consiglio Comunale per il giorno 9 luglio 2010 alle ore 15.00 presso la Sala Consiliare (Palazzo Pretorio) via Casolani n. 32 a Casole d’Elsa. L’Ordine del Giorno è composto di 12 punti e, come si dice talvolta, ’in cauda venenum’…..ovvero, qualche volta il veleno sta nella coda.
Leggiamo, guarda caso, proprio al punto 12.esimo : “Approvazione Regolamento transitorio per la disciplina della produzione di energia fotovoltaica su terreni agricoli di potenza superiore a 200Kw.”
Ma cosa si nasconde dietro questa criptica dizione ? Abbiamo cercato di raccogliere informazioni, ma nessuno sembra saperne niente. Ovvero, quasi niente……
Sembra che nel contado casolese ci sia da tempo un certo interesse verso gli spazi agricoli da adibire a campi fotovoltaici.
Si dice anche (cosa peraltro tutta da verificare e che speriamo infondata) che siano state formulate alcune decine di richieste per la copertura di ampie superfici agricole con centinaia e centinaia di pannelli solari.
Bene! verrebbe da pensare….. Quanti (nuovi) amici dell’ambiente, ma – ci chiediamo – sono proprio tutti amici? e sono proprio tutti spinti da amore per la natura? Speriamo proprio di si, anche se nutriamo il leggittimo dubbio che tutto questo amore possa essere qualche volta un po’ peloso, un po’ come quello del Conte Dracula per i donatori di sangue.
Italia Nostra ( che comunque ha sempre in tasca una buona scorta di aglio) teme che proprio su Casole d’Elsa il vero rischio adesso sia la ‘silicizzazione selvaggia’, dopo la ‘cementificazione selvaggia’ che ha interessato questo territorio negli scorsi anni e che vede finalmente in fase di avvio (subito dopo l’estate) alcuni procedimenti penali ad essa collegati.
Il suolo agrario deve restare agrario e servire per la produzione dei cereali, per non perdere del tutto la nostra autonomia alimentare strategica. I migliori seminativi sono già stati bruciati dall’espansione urbanistica. si pensi al Piano di Casole, oppure al Pian del Casone di Monteriggioni. Temiamo quindi la scomparsa di grandi aree verdi sotto distese di pannelli fotovoltaici color grigio topo, ovvero una ulteriore devastazione del già minato del paesaggio altovaldelsano in nome del Conto Energia, cioè di quella distorsiva pratica che tramite il meccanismo della Tariffa Incentivante spinge una moltitudine di persone a realizzare impianti fotovoltaici di grosse dimensioni, spinti dalla unica vera motivazione della la venalità e non della produzione di energia pulita non inquinante. Continua a leggere "In Cauda Venenum" »
Mercoledì, 16 giugno 2010
Ex Alfa: Rivolta Contro il Cemento
Gabriele Cereda su la Repubblica Sfila per strada la rabbia della gente contro il progetto di riqualificazione dell´ex Alfa di Arese. Al posto della storica azienda in rampa di lancio ci sono un centro commerciale, il più grande d´Europa, ville e palazzi, e una nuova tangenziale. Una colata di cemento e asfalto che sconvolgerà la zona. È l´accordo di programma tra Regione, i quattro comuni interessati (Garbagnate, Arese, Lainate e Rho) e i proprietari dell´area, tra cui spicca il nome di Marco Brunelli, numero uno di Finiper e azionista di Gs. Una colata di cemento a cui si oppongono comitati di cittadini, commercianti, il Pd ma anche la Lega, che nei quattro Comuni sta con la maggioranza.
Ieri in 500 hanno marciato per le vie di Arese in segno di protesta portando davanti al municipio la contestazione, fin sotto le finestre del sindaco Gianluigi Fornaro. Mamme, bambini, anziani e giovani, operai, impiegati e casalinghe, una presenza trasversale per una manifestazione nata dal basso e riunita attorno al vessillo del "Coordinamento di difesa del territorio area Alfa", capace di raccogliere in poche settimane 4mila firme da spedire al Pirellone per bloccare il progetto.
"Non svendete il territorio", recitava lo striscione tenuto da centinaia di mani. «Siamo qui per fermare questo scempio – spiega Sara Belluzzo, presidente del Coordinamento –. In un territorio già congestionato dal traffico e divorato della presenza dell´uomo non servono altre strade e nuove case.
L´ex Alfa deve mantenere la sua vocazione produttiva. In passato le parole della Regione ci hanno illuso, ci è sempre stato detto che per il rilancio dell´area si sarebbe puntato sulla green economy, adesso sembra svanita qualsiasi promessa». La preoccupazione per il futuro si mischia al senso di impotenza, lo fa capire il vice presidente di Legambiente, Gianluigi Forloni: «Se anche dovessimo riuscire a far saltare l´attuale accordo di programma, corriamo il rischio di vederci costruire sotto il naso come nulla fosse». La zona è nel cuore dell´area Expo, e il governo potrebbe decidere di intervenire con procedura d´urgenza, senza più ascoltare la voce dei cittadini. Continua a leggere "Ex Alfa: Rivolta Contro il ... »
Lunedì, 7 giugno 2010
La Cultura con la Q Maiuscola
Un aspetto bizzarro degli scritti degli attenti pretoriani della giunta di Casole (gli anonimi ragazzi casolesi) è la mancanza di regole ortografiche. Potrebbe essere un vezzo. Potrebbe essere altro. L'indicazione di una mancanza di scolarizzazione.
L'India investe molto nella scuola e nell'università. Ha capito che è questo il solo modo per affrontare la complessità del mondo.
L'India, che con la Cina e gli USA, è destinata a reggere le sorti del mondo, ha compreso quale sarà l'indirizzo dello sviluppo (quello vero, non quello dei depliant delle associazioni politico-culturali).
La lunghissima amministrazione di Piero Pii (al quarto mandato, come ha fatto notare un commentatore di questo blog) ha fallito anche in questo. Non è riuscita a formare una classe dirigente. Ha voluto riportare la popolazione di Casole ai livelli del dopoguerra (politica disastrosa che oggi viene riproposta in modo strisciante) e ha prodotto il solo risultato di devastare l'area col cemento.
Senza creare occupazione, né scolarizzazione, né impresa, né cultura, né innovazione.
Né una classe dirigente.
In questi giorni una società che si occupa di tecnologia, è alla ricerca, nella zona, di giovani ingegneri, matematici, fisici. Per la realizzazione di un progetto di ricerca-impresa-innovazione nella zone Casole-Colle. Finora sisono presentati brillanti neolaureati provenienti da diversi paesi italiani ed esteri. Nessuno da Casole d'Elsa.
Qualche ragazzo casolese (con o senza la kappa) potrebbe proporre la propria candidatura, prima che la scelta cada sul solito geniale ingegnere indiano di ventitrè anni. Potrebbe essere una dimostrazione di serietà.
Venerdì, 21 maggio 2010
Lo Spezzatino del Belpaese
Valentino Parlato sul ManifestoMai la discussione sul federalismo (fiscale, demaniale e quant'altro) è stata così intensa e animata come in questa fase di celebrazione dei 150 anni dell'unità d'Italia. Viene da dire che gli opposti si tengono. Ma il tema è centrale e ha largo spazio sulla stampa.
A porre la questione sul tavolo (senza il minimo riferimento a Cattaneo, Dorso e altri ancora) è stata la Lega, che con «Roma ladrona» metteva in causa lo stato centrale e puntava esplicitamente alla Padania, a separare e autonomizzare le ricche regioni del Nord dalla miseria e dal malaffare del Sud. Avendo mente fredda e occhi aperti è difficile contestare che lo stato centrale sia un disastro dal punto di vista amministrativo, economico e anche morale.
Adesso, con la crisi, il ministro Tremonti deve fare tagli che già si annunciano sul fronte del sociale: pensioni, pubblico impiego, salari (licenziamento «a voce» e aumento dell'orario di lavoro). Viene da dire che se Tremonti sottoponesse a una seria inchiesta le spese e gli abusi della amministrazione centrale e avviasse un serio piano contro l'evasione fiscale potrebbe risolvere molti problemi di bilancio, non castigando i più deboli, ma rimettendo a regime la macchina dello stato. Insomma siamo al punto che Il Tempo (che non è certo un foglio di sinistra) ha messo in testa alla sua prima pagina il seguente titolo e sommario: «Menù a prezzo politico. Nuova buvette. Ristorante su una terrazza per il personale di Palazzo Chigi. Vista sui tetti di Roma e prezzi stracciati. Ecco dove non ci danno un taglio».
Ma domandiamoci: le Regioni che dovrebbero essere i soggetti del federalismo funzionano meglio, quanto a sprechi e corruzione? Insomma il federalismo - visto come è oggi l'Italia - sarebbe la frantumazione dell'Italia in bande, gruppi di potere, tra loro concorrenti e di tutto preoccupati salvo che del benessere dei cittadini della loro federazione e dell'unità d'Italia. Con il rischio che, come abbiamo la delocalizzazione delle industrie, avremmo la delocalizzazione dei poteri regionali nei territori degli antichi occupanti del nostro paese: franchi, alemanni, normanni, arabi ... Continua a leggere "Lo Spezzatino del Belpaese" »
Venerdì, 7 maggio 2010
Perché Investire in un Contadino e nel suo Lavoro
"L'impulso economicista tende a erodere i pilastri morali della società", Michael Pollan, filosofo e scrittore.
Cresce la domanda di consumo responsabile fuori dagli schemi tradizionali.
Una recente analisi dell'Adiconsum fissa all'8,58% la percentuale delle famiglie lombarde che appartiene a un Gas, Gruppo di acquisto solidale. Solo il 28% degli intervistati (in un panel costituito da 500 famiglie nelle province di Milano, Bergamo, Brescia, Lodi, Mantova e Monza) non sa cosa sia un Gas.
In Francia esiste da qualche anno un'esperienza chiamata Amap, che sta per Association pour le Mantien d'une Agriculture Paysanne e corrisponde abbastanza a una traduzione della Community Supported Agriculture (Csa).
In pratica, un gruppo di consumatori "adotta" un contadino e ne condivide in parte i rischi, abbonandosi a un paniere che corrisponde a una quota del raccolto. L'esperienza è stata lanciata nel 2001 dai coniugi Vuillon, produttori di Aubagne, in Provenza, vicino a Marsiglia (www.olivades.com).
Si sta diffondendo in altri luoghi della Francia, con la nascita di aggregazioni locali che ricordano molto da vicino i Distretti di economia solidale, protagonisti di alcuni importanti progetti finanziari da Fondazioni bancarie. Continua a leggere "Perché Investire in un ... »
Mercoledì, 17 marzo 2010
Guerra Simulata nella Montagnola Senese
La battaglia sembra prevista sul monte Maggio (da Fungaia verso la vetta), proprio il teatro degli scontri che condussero all'eccidio di Casa Giubileo (sul versante di Abbadia Isola), che avvenne in quel luogo a seguito di un rastrellamento.Se uno va in quei posti può rivivere tutto in dettaglio grazie al parco della memoria che con delle insegne spiega tutto.
I cittadini che vogliono protestare possono mandare una mail al sindaco di Monteriggioni sindaco@comune.monteriggioni.si.it (n.d.C.N.)
Scilla Sonnino sul Corriere di Siena
Gentile Sindaco Valentini e Gentili Presidenti Martini e Bezzini,
ho letto con stupore, trasformatosi poi in orrore, sul sito del Comune di Monteriggioni, che per il giorno 21 p.v. si prevede una giornata di "guerra simulata" nei boschi della Montagnola Senese, intorno a Fungaia, perché "sono stati individuati nuclei di FARC, e il territorio dev'essere bonificato" (sic!).
Non ho scritto prima, perché da martedì scorso, causa neve, siamo stati isolati dal mondo per parecchio tempo, e poi ad intermittenza fino a poco fà (ho perso la prima versione di questa lettera, perché non l'avevo salvata). Qui nel Comune di Casole c'è ancora tanta neve, e temo che sulla Montagnola possa essere peggio.... Prima della neve, percorrendo le strade qui intorno, si vedevano i fagiani che avevano già iniziato la stagione del corteggiamento: quelli che non sono stati stroncati, riprenderanno presto, loro come tutte le altre specie: si sa che questa è la stagione o degli accoppiamenti o delle nascite: giusto in tempo per trovarsi in piena guerra con l'arrivo della Primavera!
Ho visto il sito degli organizzatori dell'evento:
http://www.softairmania.it/threads/136275-21-3-2010-%286H%29-Monteriggioni-%28SI%29-NIENTE-SARA-PIU-COME-PRIMA
Sì, niente sarà più come prima mi sembra un titolo adeguato.
Non so se loro l'abbiano scelto proprio con questo significato: si scatena l'inferno e poi niente sarà più come prima....
Infatti:
- molti animali saranno disturbati dalla cova, o spaventati perderanno i loro piccoli, o magari saranno feriti, per errore;
-gente che passeggia, magari attirata in zona per un sano week-end al Mercatale di Sovicille, o a cercare asparagi, potrebbe essere ferita al viso, a un occhio (sul sito si legge dell'obbligo di indossare maschere integrali per proteggere tutto il viso, ma lo leggeranno solo i partecipanti);
- quintali di spazzatura saranno lasciati in giro: i proiettili usati, in primis (ne esistono di biodegradabili, ma ovviamente più cari, e non obbligatori); lattine, bottiglie di plastica, incarti di snack, buste di plastica, pacchetti di sigarette, ecc... Ci saranno 15 "pattuglie" certe (4 riserve) ognuna di 8 persone: un minimo di 120 persone, più gli organizzatori. Fate voi il calcolo di rifiuti lasciati alle loro spalle, di auto che fanno rumore e inquinano. Dove? In un SIC (Sito di Importanza Comunitaria) e SIR (Sito di Importanza Regionale).
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Domenica, 3 gennaio 2010
L'assalto del Cemento: Così Fan Tutti
Le cause degli allagamenti in Toscana non sono solo “naturali”. Massimo Paoli su il Tirreno.
Alla fine la natura avrà anche fatto la sua parte nel determinare il disastro del Serchio e i conseguenti allagamenti.
Ma credo sia evidente a tutti che il tema vero posto dalle pressioni naturali di questi giorni sia il sostanziale abbandono della manutenzione dei suoli e delle infrastrutture idrogeologiche (fiumi, laghi ecc.). Non è sinceramente accettabile che un acquazzone, pur intenso e particolare (in ogni caso non di certo un “Katrina”), non appena duri più di un paio di giorni faccia cadere argini, allaghi aree industriali con centinaia di milioni di euro di danni, rovini la vita a centinaia di persone.
Stavo per dire, nel 2009 non è accettabile, ma ormai siamo nel 2010 e allora lo è anche meno.
Diciamo la verità l’unica politica veramente bipartizan di questo paese è sempre stata solo quella che riguarda la cementificazione dei suoli e dei territori, l’abbandono, i condoni e le altre amenità che accompagnano la devastazione dei suoi assetti idro-geologici. Non voglio dire che i comportamenti tenuti sono tutti uguali, a livello nazionale il centro destra è largamente in vantaggio nel virtuale “premio Attila” che potremmo assegnare. Ma a livello locale, pur non condividendo certi estremismi “verdi”, si deve ammettere che anche la Toscana, se mai lo è stata, oggi non è più per niente “felix”.
Ovviamente viene da pensare a cosa diavolo ci stanno a fare le autorità preposte al controllo e alla manutenzione idro-geologici e tra queste spiccano per incomprensibilità del mandato, o meglio, per incomprensibilità dell’interpretazione di tale mandato, i consorzi di bonifica che riscuotono una sempre più discussa e discutibile tassazione mirata alla conduzione idro-geo-dinamica dei suoli.
Ce la potremmo cavare dicendo, come in molte-troppe altre occasioni, che in realtà mancano le risorse, ma se penso a quell’argine del Serchio venuto giù come se fosse di burro e se ricordo che solo poche settimane or sono si è cominciato a prospettare la messa in sicurezza idro-geologica della città di Pisa e dei comuni confinanti decidendo finalmente di avviare il progetto di riassetto dello scolmatore dell’Arno, che da qualche decennio ha la sua foce completamente interrata, mi viene da pensare più semplicemente che la manutenzione del territorio non porta voti e perciò “merita” disattenzione. Continua a leggere "L'assalto del Cemento: ... »




