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Torna la Corruzione
Quella sconosciuta che divora 60 miliardi di euro ogni anno e che la politica non vuole colpire.Nello Trocchia su articolo21.org
Le inchieste si moltiplicano, dallo scandalo G8 a quello Fastweb fino alle case, consulenze, regalie come strumento di favore per assecondare i voleri della cricca. Gira e rigira torna di attualità la grande sconosciuta: la corruzione. Un fenomeno tanto grave quanto ignorato da mezzi di informazione e dalla politica. L’area finiana del Pdl, scosso dal caso del ministro sfrattato( un suo ritratto dall'archivio) e dalla nuova inchiesta su Verdini, propone l’approvazione di un provvedimento anticorruzione che prevede l’aumento delle pene. Ma serve davvero?
L'impunità. Da uno studio emerge che un indagato per corruzione ha meno dell’1% di probabilità di farsi un giorno di carcere. Il problema attiene al reato, alla responsabilità dei partiti e al funzionamento della macchina giudiziaria. “ E’ un reato, come dimostra il dato reso noto dal magistrato Piercamillo Davigo, coperto da quasi certa impunità. L’inasprimento delle pene – spiega Alberto Vannucci, professore di scienze politiche all’università di Pisa ed esperto della materia – temo che alimenti solo l’ effetto annuncio che non incide per nulla sul fenomeno”. “In realtà quello che incide sul calcolo di chi paga una tangente è la probabilità di essere preso. L’inasprimento delle pene, in assenza di misure che rendano i procedimenti giudiziari più rapidi e di misure che aumentino le probabilità di punibilità del colpevole, risulta assolutamente inutile. Il problema è che, come dice il rapporto del Greco, il gruppo degli stati europei contro la corruzione, questo reato è circondato da un’aura di impunità, grazie a vari fattori, come ad esempio la prescrizione. Se il processo dura troppo e si arriva alla prescrizione, è perfettamente inutile aumentare le pene”. Una riforma quella dei tempi di prescrizione, varata sotto il governo Berlusconi nel suo precedente regno( una delle leggi ad personam), che si iscrive nelle innumerevoli norme che hanno dato un colpo più che al fenomeno, a chi lo reprime.
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Venerdì, 30 aprile 2010
The connection has timed out
Abbiamo provato a seguire il consiglio comunale di Casole d'Elsa del 30 aprile 2010, cliccando sul link indicato nel sito del comune e abbiamo ottenuto la seguente risposta "The connection has timed out".
Forse un problema del server, forse del nostro browser, forse un problema di altro tipo.
Ma forse una ulteriore conferma che la trasparenza vantata dall'associazione di Barbagallo e Pii si scontra con l'impietosa realtà dei fatti.
Forse un problema del server, forse del nostro browser, forse un problema di altro tipo.
Ma forse una ulteriore conferma che la trasparenza vantata dall'associazione di Barbagallo e Pii si scontra con l'impietosa realtà dei fatti.
L'Arma a Doppio Taglio del Terzo Grado di Giudizio
E' iniziato da alcuni giorni l'iter processuale per la lottizzazione abusiva di Pietralata.Il sindaco di Casole d'Elsa avrebbe ora il dovere, almeno morale, di informare i cittadini dei reati per i quali è stato richiesto il rinvio a giudizio degli imputati.
Lo stesso sindaco avrebbe anche il dovere di dire ai cittadini se vi sono pubblici funzionari del comune di Casole tra gli imputati e, nel caso, di cosa sono accusati, e se il comune ha predisposto sanzioni nei loro confronti.
Gli imputati fino al terzo grado di giudizio sono innocenti. Questo è noto. Lo ripete molto spesso lo stesso sindaco, e siamo contenti di vivere in un Paese che offre garanzie ai cittadini.
Per questo il primo cittadino, soprattutto per il ruolo istituzionale che occupa, ha il dovere di tenere nella dovuta considerazione anche altri fatti.
Prima di tutto che la parte offesa, nel processo di Pietralata è proprio il comune di Casole, insieme al Ministero dell'Ambiente. E il comune di Casole, nella persona del suo sindaco, rappresenta tutti i cittadini.
Noi cittadini abbiamo quindi il diritto di sapere, secondo le accuse, quali danni abbiamo subito.
Di che danni si tratta: di danni urbanistici, erariali, ambientali, di danni alla nostra salute?
I cittadini di Casole (parte offesa) hanno il diritto di conoscere i reati dei quali sono stati vittime, o questo diritto è loro negato? E se di questi reati contro di noi fossero accusati pubblici funzionari, vorremmo anche che fino al terzo grado di giudizio gli eventuali pubblici amministratori, funzionari, dirigenti o dipendenti fossero messi in condizioni di non danneggiare ulteriormente i cittadini.
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Lunedì, 26 aprile 2010
L'Uomo del Mattone e il suo Geometra
Alla vigilia del processo per lo scempio di Pietralata , la giunta di Casole d'Elsa non informa i cittadini di ciò che accade sul piano penale. Per esempio se vi sono pubblici dipendenti tra gli imputati.E' vera trasparenza questa? Se il modello è quello raccontato da la Repubblica, non destano stupore i cambiamenti di bandiera che hanno fatto crollare alle ultime elezioni il consenso elettorale della destra casolese. (n.d.C.N.)
Tomografia degli interessi territoriali berlusconiani alla luce delle elezioni regionali e relativa Junta lombarda. Gabriele Cereda su la Repubblica.
Da nord a Sud, da Est a Ovest, nell´hinterland di Milano il premier Silvio Berlusconi ha impiantato una colonia di uomini di fiducia capaci di mandare in porto progetti edilizi in grado di modificare in profondità il tessuto urbano in cui sono inseriti. Tra gli arruolati spicca, da tempo, il geometra Francesco Magnano, da ieri sottosegretario nella giunta regionale del Formigoni IV. È al nome del factotum di Idra, l’immobiliare di famiglia del presidente del Consiglio, che sono legate le operazioni più importanti.
Arcore, Macherio, Monza, Segrate, i vertici del quadrilatero in cui il Cavaliere ha rinchiuso le sue fortezze. L’ultimo intervento, in ordine cronologico, è quello in riva al Lambro, da realizzare ad Arcore, alle spalle di Villa San Martino, residenza brianzola del Cavaliere. Milano 4: un investimento da 220 milioni di euro, 25 palazzine da quattro piani ciascuna, pari a 150mila metri cubi di volumi edificabili. Tutto all’interno di un parco regionale, oggi sottoposto a vincolo ambientale. Continua a leggere "L'Uomo del Mattone e il ... »
Venerdì, 23 aprile 2010
Processi agli Amministratori: il Molise «annulla» la costituzione di parte civile
dal Corriere della SeraIl danno d' immagine? Si vedrà. Il danno erariale, cioè di soldi? Si vedrà pure quello.
La Regione Molise non si costituirà più parte civile nei procedimenti che coinvolgono componenti della giunta o del consiglio, cioè del governo o del parlamento locale. In questo modo il Molise rinuncia a chiedere il risarcimento dei danni durante il processo.
E quindi alla possibilità di ottenere qualche soldo, sempre utile in tempi di magra, e di tutelare la propria immagine eventualmente sporcata da storie di malaffare. La decisione è stata presa dalla giunta regionale proprio nel momento in cui stanno venendo al pettine una serie di nodi, cioè di inchieste e processi che coinvolgono i politici del Pdl della seconda regione più piccola d' Italia.
La lista è lunga e bisogna limitarsi ai casi più importanti. Il presidente Michele Iorio, alla guida di un governo di centrodestra, e l' assessore al Bilancio Gianfranco Vitagliano sono indagati per abuso d' ufficio nell' inchiesta sulla costruzione della centrale turbogas di Termoli e coinvolti in un' inchiesta sugli appalti della sanità.
Il presidente del consiglio regionale Michele Picciano è stato rinviato a giudizio per voto di scambio. Il suo predecessore ed ora consigliere Mario Pietracupa è finito nel processo per la Fondazione Pavone, una struttura sanitaria.
Mentre il presidente della prima commissione, Antonino Molinaro, è uno degli indagati per la cosiddetta truffa del farro, una storia di contributi agricoli. La delibera approvata il 22 marzo scorso dice che «di norma non è necessaria la costituzione di parte civile nel procedimento penale». È vero che, di fronte a casi giudicati gravi, la giunta potrebbe scegliere di non rispettare questa regola. Ed è anche vero che il risarcimento del danno può essere chiesto in un secondo momento, non durante il processo penale ma in una successiva causa civile.
Ma una scelta come questa non sa un po' di casta? Michele Petraroia, consigliere regionale per il Pd, parla di «editto in linea con i tempi». Quali tempi? «Nell' Italia del 2010 non ci si indigna più nemmeno di fronte all' evidenza del sopruso. Anzi, più si calpestano le regole del gioco e più si è ammirati per la destrezza». Per questo il consigliere del Pd ha presentato una mozione in cui chiede il ritiro della delibera e chiede alla giunta «se si possa essere contemporaneamente difensori di se stessi e rappresentanti istituzionali orientati a salvaguardare il bene comune». Continua a leggere "Processi agli ... »
Lunedì, 25 gennaio 2010
Pozzuoli, il sindaco irreperibile doppio incarico e doppio schieramento
da la RepubblicaConsigliere regionale con i voti del centrosinistra, sindaco con quelli del centrodestra. La tecnica del dottor Pasquale Giacobbe, medico di base e primo cittadino di Pozzuoli, la città dei mitici Campi Flegrei, nel far resistere il proprio piede nelle classiche due scarpe, merita una menzione particolare. Perché Giacobbe ha elevato la furbizia a pratica politica complessa facendovi ricorso anche nella fase estrema della destituzione, per incompatibilità, dall'incarico regionale.
Quando finalmente la Regione Campania si è decisa - mesi dopo l'ingresso dell'incompatibile in aula - a notificargli la decisione di espellerlo dal consesso per via del suo doppio incarico, Giacobbe si è dato alla fuga. Dagli uffici comunali è scomparso e anche dalla sua abitazione. Il messo notificatore non ha potuto far altro che accertarne l'assenza, l'irreperibilità. "Macché assente, ero malato, cioè in ferie. E solo per una settimana e per questi ultimi tre giorni", dice il sindaco ricomparso in tempo a rendere la sua furbizia vincente ed esemplare. Perché la notifica, che adesso è stata ricevuta, è compiuta fuori tempo massimo e consentirà al sindaco di resistere nel seggio fino alla scadenza naturale del prossimo marzo. Quel che voleva.
La tecnica di Giacobbe, che d'ora in poi sarà studiata e forse emulata altrove, riserva all'autore anche un altro premio. Da luglio, come la legge gli concede, pur consapevole della propria incompatibilità, ha optato di ricevere, tra le due buste paga in gara, quella più pesante: quella cioè da consigliere regionale. A cui è stato chiamato nel maggio scorso in sostituzione di un suo ex compagno di partito, Roberto Conte, destituito perché condannato. Continua a leggere "Pozzuoli, il sindaco ... »
Il Sindaco di Casole d'Elsa Dichiara Guerra al Partito Democratico

Il giorno dopo essere stato eletto sindaco di Casole, Piero Pii dichiarò di essere un uomo di sinistra e di aver votato Bezzini alla presidenza della provincia. Bezzini, a sua volta, forse compiaciuto per questa dichiarazione di stima, non ritenne opportuno rispondere a chi gli chiedeva una presa di distanza dalla destra casolese.
Poco più di sei mesi dopo quelle dichiarazioni, il sindaco Piero Pii cambia ancora una volta idea, e sferra un attacco allo stesso Partito democratico che pure aveva votato, aprendo in stile "giapponese" la campagna elettorale della destra per le elezioni regionali.
Cosa è accaduto di così grave in soli sei mesi per aver così profondamente logorato i rapporti tra il Pd e l'ex PCI-PDS-DS Piero Pii? Le accuse che il sindaco di Casole ha rivolto al Partito democratico nel corso dell'ultimo consiglio comunale, non sembrano il prodotto di un occasionale scatto d'ira: lo spettro di argomenti contro il proprio ex-partito è infatti molto ampio. Il Pd viene descritto come un partito di scarso seguito, un partito la cui sede è sempre vuota (il Pd "Si limita a fare riunioni in stanze desolatamente deserte"), mentre tantissime persone affollano le riunioni dell'associazione di destra che governa Casole. Schermaglie "politiche", per così dire ("Questo partito democratico è un partito avventurista") che fanno comunque trasparire una concezione peronista della politica.
Il leader dell'associazione Pensare Comune afferma che le indagini della magistratura hanno coinvolto solo atti che sono stati approvati dal 2004, quando era il Partito democratico (o i DS, ovviamente) a governare Casole. Dalle parole del sindaco di Casole si evince che il disastro politico, urbanistico, finanziario, la perdita di immagine e anche il disagio sociale di Casole d'Elsa dipenderebbero solo dalla politica di Valentina Feti e del suo partito ("Nessun procedimento giudiziario, fino ad oggi fa riferimento ad atti compiuti prima del 2004", e anche "Tutti gli atti si collocano nella gestione politica del Partito democratico, quindi riengo inaccettabile che si dica a me che io non dico le cose come stanno").
L'affondo continua con la richiesta al Pd di rendere noti i verbali delle riunioni di partito tra il 2004 e il 2009, riunioni nelle quali si è presumibilmente parlato anche di speculazioni edilizie ("Chi sono gli amministratori che hanno incontrato i proprietari di san Severo?"), chiedendo di conoscere cosa si siano detti costruttori e dirigenti del Pd, chiamando di fatto in causa il Pd senese, quello provinciale e quello regionale, in forza dell'argomento, più volte sostenuto nelle assemblee prelettorali, secondo il quale un sindaco non può realizzare alcuna politica urbanistica senza il consenso di provincia e regione. Argomento peraltro assolutamente corretto, ma che vale sia per le amministrazioni Pii che per l'amministrazione Feti. E del resto, da quanto si legge sui giornali lo stesso Piero Pii ha ricevuto avvisi di garanzia connessi a quegli atti approvati tra il 2004 e il 2008.
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Venerdì, 15 gennaio 2010
Storni e Trasparenza
Molti cittadini di Casole negli ultimi giorni hanno visitato le pagine delle delibere di giunta sul sito del comune, e hanno osservato che i numeri di queste delibere seguono un ordine inconsueto, almeno per l'anno 2009. Ad esempio sembra che dopo la deliberazione numero 109 vi sia la 113, non essendo riusciti a trovare la numero 110 e la numero 111.
E' facile però verificare che diversi altri numeri mancano dall'elenco.
Non sappiamo se sia obbligatorio che i numeri delle delibere di giunta siano consecutivi, o se queste delibere vi siano, ma è moralmente obbligatorio che l'associazione che governa Casole rispetti gli impegni di trasparenza assunti con gli elettori, e che quindi chiarisca questa apparente anomalia.
Inoltre gli impegni di trasparenza non riguardano solo la presenza di tutte le delibere, ma anche quella dei documenti allegati, citati nelle delibere stesse.
Ad esempio, leggiamo nella delibera numero 184 del 18 dicembre 2009 il seguente testo:
Vista la necessità di provvedere ad impegnare le ulteriori somme necessarie per i consumi idrici per
il mese di dicembre 2009; le spese di manutenzione del patrimonio, spettacoli organizzati dal
Comune, diritti di segreteria e rogito
Vista la deliberazione di CC n. 40 del 11.03.2009 di approvazione del Bilancio di Previsione 2009;
Visto il Regolamento comunale di contabilità;
Tenuto conto che per finanziare le spese sopra descritte occorre impinguare attraverso uno storno di
fondi prelevando dal Fondo di Riserva la somma di €. 17.000,00 come descritto nell’allegato
prospetto “A” , che forma parte integrante e sostanziale del presente atto;
Visto l’art. 48 del D. Lgs n. 267 del 18.08.2000 ed attesa la propria competenza a deliberare;
Acquisito il visto di regolarità contabile attestante la copertura finanziaria del presente
provvedimento da parte del Responsabile del Servizio finanziario, ai sensi dell’art. 49 del D. Lgs. n.
267 del 18.08.2000;
Ad unanimità di voti espressi a norma di legge;
D E L I B E R A
1) di operare ed approvare lo storno di fondi in narrativa descritto e dettagliatamente specificato
nell’allegato “ A “ che forma parte integrante e sostanziale del presente atto;
2) di dare atto che il presente atto non è soggetto al controllo preventivo di legittimità, ma che lo
stesso sarà comunicato entro 90 giorni al Consiglio Comunale, ai capogruppo consiliari e messo
a disposizione dei consiglieri comunali;
3) di dichiarare con separata ed espressa votazione resa parimenti all’unanimità il presente atto
immediatamente eseguibile ai sensi di legge, stante l’urgenza di provvedere in merito.
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